AUTOCERTIFICAZIONE FASE 2 NUOVA ONLINE/ Spostamenti, come modificare vecchio modulo

- Silvana Palazzo

Autocertificazione Fase 2 spostamenti, ecco il nuovo modulo: come e quando usare il documento. Non c’è la voce “congiunti”, ma non mancano le novità, anche se potete usare vecchio modello

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Coronavirus, modulo autocertificazione per spostamenti

Sta per fare il suo debutto la quinta (e si spera ultima) autocertificazione per la Fase 2. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il nuovo modulo dell’autodichiarazione, ma ha anche confermato che resta valida, per chi l’ha stampata, la vecchia versione. A tal proposito, il Viminale ha precisato che è sufficiente cancellare le parti non attuali. Ma a quali parti si fa riferimento? Cosa bisogna fare col vecchio modulo? Dovete eliminare alcune informazioni. Alla voce “assoluta urgenza” potete barrare la dicitura per trasferimenti in Comune diverso, a “situazioni di necessità” va cancellato l’intero contenuto che è compreso nelle parentesi, cioè il riferimento agli “spostamenti all’interno dello stesso Comune e che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in regione della brevità delle distanze da percorrere”. Come riportato dal Sole 24 ore, va anche barrata la parte sotto le righe bianche che è dedicata alla dichiarazione della persona sottoposta al controllo. (agg. di Silvana Palazzo)

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AUTOCERTIFICAZIONE FASE 2, ONLINE NUOVO MODULO

Dopo rimandi e “misteri”, ecco che finalmente alle ore 18 della vigilia della fase 2 il Viminale pubblicato il nuovo modello di autocertificazione per gli spostamenti con tutte le ultime integrazioni dell’ultimo Dpcm 26 aprile. In realtà, come si può tranquillamente osservare facendo una semplice comparazione, i due moduli sono praticamente uguali se si eccettua la cancellazione nell’ultima versione di alcune parti presenti nell’autocertificazione valida fino al 3 maggio (manca infatti la parte sui congiunti). «È disponibile il modello di autodichiarazione per gli spostamenti dal 4 maggio 2020. Può essere ancora utilizzato il precedente modello barrando le voci non più attuali. L’autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo», scrive il Viminale linkando tanto il “vecchio” modulo con le parti sbarrate, quanto la nuova versione di autocertificazione valida da domani 4 maggio 2020. (agg. di Niccolò Magnani)

SALVINI “ABOLIREI TUTTE LE AUTOCERTIFICAZIONI IN FASE 2”

«Domani è il 4 maggio e ci saranno diversi problemi. La gente non ha ancora capito chi può uscire a lavorare, chi può andare a trovare, il congiunto, il cugino di terzo grado, gli amici», sbotta il leader della Lega Matteo Salvini in merito all’autocertificazione e le ultime “chiarite” del Governo su FAQ e circolare Viminale che lasciano ancora qualche dubbio. «Fosse per me, la prima cosa che eliminerei sarebbe l’autocertificazione. L’inizio della fase 2 dovrebbe essere la fine della fase delle autocertificazioni, anche per semplificare la vita a poliziotti e carabinieri», ribadisce ancora Salvini in aperta critica al Governo Conte. Nel frattempo continua a lasciare perplessi la scelta del Viminale di non citare minimamente il tema dell’autocertificazione all’interno dell’ultima circolare, anche perché di fatto il modulo per gli spostamenti potrà comunque essere richiesto dalle forze di polizia negli eventuali controlli. Riassumendo, per lavoro e passeggiate/sport non servirà l’autocertificazione, ma per tutti gli altri motivi permessi nell’uscita da casa servirà ancora: solo che nella circolare il passaggio specifico resta ancora piuttosto indecifrabile. (agg. di Niccolò Magnani)

LA CIRCOLARE DEL VIMINALE

Con l’uscita dell’ultima circolare del Viminale per i Prefetti si aggiunge un nuovo “capitolo” sulla querelle nazionale dei “congiunti”: il Governo ha infatti stabilito che, come recita il Dpcm, è possibile andare a trovate i propri congiunti con apposita autocertificazione nella fase 2, «purché venga rispettato il divieto di assembramento e di distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano usate protezioni per le vie respiratorie». Dopo il chiarimento non avuto nelle FAQ, il Viminale prova a spiegare meglio cosa si intenda per “congiunti” facendo riferimento alla Cassazione: «i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e unione civile, nonché le relazioni connotate da duratura e significativa comunanza di vita e degli affetti», con gli amici che però ancora una volta si ritrovano in “rebus” visto quanto recita quell’ultimo riferimento agli affetti con “comunanza di vita”.

Nella circolare poi non si fa alcun accenno a nuovo modulo spostamenti, facendo così intendere che non per forza uscirà nuovo documento nelle prossime ore per l’autocertificazione: «circostanze giustificative sugli spostamenti, in caso di controlli, possono essere forniti nelle forme e con le modalità consentite», si legge nel testo, dove quindi si fa “riferimento” all’autocertificazione solo in quanto modulo già esistente nelle scorse settimane di lockdown. Per la giustificazione lavorativa può essere esibita solo «adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini e simili)» e quindi non servirà l’autocertificazione. (agg. di Niccolò Magnani)

LE FAQ DEL GOVERNO

Nelle FAQ che ieri il Governo ha pubblicato per rendere il più possibile chiaro il contenuto del Dpcm in realtà non hanno “risolto” la questione dell’autocertificazione che dunque ancora oggi viene attesa sul portale del Viminale, con ogni probabilità in uscita entro il pomeriggio: secondo quanto riporta Adnkronos, questo sarà il nuovo modulo per gli spostamenti, identico al precedente con l’aggiunta della visita ai congiunti garantita dalle nuove regole del Decreto governativo del Premier Conte. Resta poi da capire quando esibire e come usare l’autocertificazione, ma qui il Dpcm è per fortuna più esaustivo: chi va al lavoro potrà esibire un tesserino e potrebbe non servire per andare a fare sport o al parco. In “soldoni”, il modulo servirà per i movimenti verso congiunti, per la spesa o per i motivi di salute, oltre ovviamente ad eventuali ritorni al domicilio sia nella stessa Regione che tra le Regioni; ma non dovrebbe servire per andare al lavoro dove basterà un tesserino/documento del datore di lavoro che certifica quel movimento quotidiano. (agg. di Niccolò Magnani)

GLI SPOSTAMENTI E I CONGIUNTI

Risolto il rebus congiunti (almeno in teoria), i riflettori si accendono sull’autocertificazione. Domani comincia la Fase 2 e siamo in attesa del nuovo modulo per gli spostamenti. Si tratta del quinto modello, visto che il primo ha debuttato il 10 marzo, poi è stato aggiornato il 17, quindi il 24 marzo, per poi essere modificato il 26 marzo. Questo è l’ultimo che abbiamo a disposizione, quello con cui abbiamo familiarizzato. Ebbene, la nuova autocertificazione non sarà molto diversa. Anzi, dalle anticipazioni emerse nelle ultime ore, pare che sia quasi identifica alla precedente, se non per l’importante aggiunta di una sezione relativa ad un nuovo motivo di spostamento: l’incontro con i congiunti. Qualcuno avrebbe preferito l’abolizione dell’autocertificazione, confermata per almeno due settimane. Ma rispetto all’ultima, vengono meno alcune restrizioni. Il nuovo modulo dell’autocertificazione infatti non va esibito quando si effettuano gli spostamenti per andare a lavoro o per fare attività motoria.

AUTOCERTIFICAZIONE FASE 2, OGGI NUOVO MODULO

Sono ancora molti i dubbi riguardanti l’autocertificazione. In teoria dovrebbe avere vita breve, visto che tra due settimane non dovrebbe più essere necessario giustificare gli spostamenti. Nelle ultime ore era emersa anche l’ipotesi di confermare l’ultimo modulo attivo, consentendo di apportare semplici correzioni a penna, ma le complicazioni sarebbero diverse, da qui l’idea di procedere con un nuovo modulo scaricabile sul sito del ministero dell’Interno. Va tenuto infatti conto del fatto che cambiano i confini in cui alcuni spostamenti sono consentiti. Inoltre, nel modulo che sta per essere soppiantato non ci sono parti in cui inserire l’incontro con i congiunti e andrebbe ripristinata la parte, che invece era presente nei primi moduli, riguardante il rientro nella propria abitazione di residenza. Alla fine la soluzione più semplice è apparsa appunto quella di procedere con una nuova versione del modulo dell’autodichiarazione di cui vi forniremo link appena sarà messo a disposizione dal Viminale.

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