Baby Gang, ‘no’ dei giudici a sorveglianza/ “Non è pericoloso, ora artista affermato”

- Emanuela Longo

Il rapper Baby Gang secondo i giudici del Tribunale di Milano non è un soggetto socialmente pericoloso: ‘no’ alla sorveglianza speciale per il rapper

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Il rapper Baby Gang (Instagram, 2022)

Il nome di Baby Gang, al secolo Zaccaria Mouhib, negli ultimi tempi è salito agli onori della cronaca non tanto per ragioni musicali. Il 21enne era stato accusato di una serie di rapine insieme al rapper Neima Ezza e nei suoi confronti è già la seconda volta che la Procura avanza la richiesta di “sorveglianza speciale” per un anno. Tuttavia, il Tribunale di Milano ha respinto nuovamente l’istanza ritenendo che il giovane non sarebbe “socialmente pericoloso”, anche perché “il suo certificato penale riporta l’unico precedente per fatti commessi all’età di 15 anni”.

Secondo quanto reso noto da Repubblica, dunque, i giudici avrebbero accolto la tesi dell’avvocato difensore Niccolò Vecchioni, che smonta uno dietro l’altro i punti avanzati dall’accusa a partire da una presunta resistenza a pubblico ufficiale “nell’aprile di quest’anno”. In quella circostanza il rapper fu fermato con un amico già processato ed assolto perché “il fatto non sussiste”. Secondo i giudici, inoltre, l’offerta “di un prodotto musicale ritenuto difforme dai modelli auspicabili resta coperto dal diritto fondamentale di manifestazione del pensiero e può essere accostata ad una misura di prevenzione personale solo se connessa alla consumazione abituale di delitti, di cui mancano gli estremi”.

Baby Gang, per il Tribunale non è socialmente pericoloso: nessuna sorveglianza speciale

Insomma, per i giudici milanesi il rapper Baby Gang si sarebbe sottoposto a tutti i controlli del caso che avrebbero escluso un suo presunto coinvolgimento “nell’uso delle armi, negli spacci e nelle violenze di cui tratta nelle canzoni”. Quindi non sarebbe sufficiente contestargli “atteggiamenti sfidanti” come si legge nella richiesta della procura. La Questura aveva sottolineato, di contro, come il 21enne fosse “un leader di spicco nel panorama del ‘gangsta rap’ milanese ed incarna il personaggio artistico che si pone in posizioni più radicali e violente rispetto agli altri rapper”. Tuttavia, spiegano i giudici, adesso Baby Gang sarebbe cresciuto anche artisticamente e questo lo terrebbe lontano certe vecchie abitudini dal momento che “appartiene alla schiera dei cantanti che hanno a disposizione un budget più che adeguato destinato alla produzione di video”.

Il 21enne risulta anche indagato per essersi fatto filmare nei mesi scorsi con un telefono per un suo nuovo video, mentre era detenuto a San Vittore con l’accusa di rapina, anche se il cellulare non sarebbe stato usato per scopi che avrebbero potuto mettere a rischio la sicurezza del penitenziario. Anche per quanto riguarda l’accusa di rapina, il Riesame lo avrebbe scarcerato per mancanza “di indizi di colpevolezza”. In altri termini, secondo i giudici oggi Baby Gang è “ormai un artista affermato” e non è un “pericolo per la sicurezza pubblica”.





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