Chiese, Fase 2 con ritorno a messa?/ Piano Cei al Viminale, governo prende tempo

- Fabio Belli

Chiese, Fase 2 con ritorno a messa? Piano Cei al Viminale, ma il governo prende tempo e valuta riapertura per 11 o 18 maggio con regole precise da seguire

cardinale bassetti Cei, il presidente Gualtiero Bassetti (LaPresse, 2018)

Fase 2 anche per la Chiesa. Presto torneranno ad essere celebrati matrimoni e battesimi, così pure funerali, ma solo in presenza dei parenti più prossimi. E non bisognerà superare la quota di 5-6 persone. Queste le prime indicazioni che emergono, riportate da Repubblica che parla di “dubbi tecnici” sulle messe coi fedeli. Ci sarebbe un confronto in queste ore tra Cei e Viminale, in un clima di collaborazione tra il cardinale Bassetti e la ministra Lamorgese. La Cei, dopo aver sentito la Segreteria di Stato vaticana e la Nunziatura in Italia, ha predisposto un piano in dieci punti chiedendo un allentamento delle misure restrittive. Non si esclude però che il governo lo permetta dall’11 o 18 maggio. Le perplessità del governo riguardano la presenza delle persone anziane alle messe e la distribuzione dell’eucarestia. La Cei propone la sanificazione di calici e patena su cui vino e pane divengono sangue e corpo di Cristo. Inoltre, prevede che il prete vada tra i banchi per distribuire l’ostia, ma non in bocca né toccando il palmo delle mani dei riceventi.

Il Viminale sta vagliando tutto, ma dovrebbe limitarsi a delle linee guida generali, chiedendo celebrazioni con numero limitato di fedeli, magari uno-due per banco. Il quotidiano riporta anche la possibilità che si predisponga un responsabile della sicurezza per garantire ordine e rispetto delle regole in particolare in entrata. Inoltre, tra le proposte c’è quella di indossare mascherine in chiesa e se necessari pure guanti. Le chiese andranno sanificate prima di ogni celebrazione, le acquasantiere dovranno restare vuote e andrà confermato il divieto di scambiarsi la pace. (agg. di Silvana Palazzo)

FASE 2 ANCHE PER LE CHIESE: PARLA BASSETTI

Con la fine del lockdown, anche le Chiese potrebbero tornare a ripopolarsi. Lo ha chiesto l’Arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e attento a quelle che saranno le decisioni del Governo anche sulla ripresa delle funzioni. A causa dell’emergenza coronavirus i fedeli hanno dovuto fare a meno delle celebrazioni della Pasqua, ma il ponte del Primo Maggio chiuderà il lockdown e aprirà la fase 2 e dunque anche i cristiani dovranno, pur nella gradualità del mantenimento delle distanze sociali, poter tornare in chiesa. “E’ arrivato il tempo di riprendere la celebrazione dell’Eucarestia domenicale e dei funerali in chiesa, oltre ai battesimi e a tutti gli altri sacramenti, naturalmente seguendo quelle misure necessarie a garantire la sicurezza in presenza di più persone nei luoghi pubblici“. Una necessità che non può essere più procrastinabile, secondo Bassetti che ha evidenziato il senso di responsabilità messo in mostra dai fedeli, dai preti e dagli officianti in queste settimane di lockdown.

BASSETTI: “MESSE SENZA POPOLO, POPOLO SENZA MESSA”

Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia, ha espresso questi concetti nella “lettera settimanale di collegamento” alla comunità diocesana. “Lo dico in coscienza a tutte le istituzioni” ha sottolineato il porporato, che ha anche affermato di aspettarsi una risposta chiara dal Governo dopo un momento in cui le questioni di Fede sono finite da parte per dare risposte immediate sul piano economico e sociale di fronte a un’emergenza senza precedenti. Un quadro che però ora deve aggiornarsi alla luce delle mutevoli condizioni e di quanto la Fede e la celebrazione della Messa rappresenta per tutti i credenti:  “Non appena ci si è accorti che anche in Italia il pericolo di contagio era più che realeha ricordato il cardinale Bassetti -, abbiamo dovuto sospendere ogni attività pubblica, inclusa la celebrazione dell’Eucarestia con la presenza dei fedeli”. “Ma ‘guardare‘ la Messa – ha evidenziato il presidente della Cei – non è celebrarla. Messe senza popolo, popolo senza Messa“. Ora non resta che attendere quali saranno le decisioni del Governo relativamente al 4 maggio.





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