LOMBARDIA, BOLLETTINO CORONAVIRUS 4 DICEMBRE/ +4.533 casi positivi, +147 decessi

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus di Regione Lombardia, i dati di oggi 4 dicembre 2020: le ultime notizie su nuovi morti, casi positivi e guariti

Lombardia, Fontana e Gallera
Attilio Fontana e Giulio Galllera, Regione Lombardia (LaPresse, 2020)

Lieve rialzo di casi positivi, ma decessi in netto calo: questo un estremo riassunto del bollettino coronavirus della Lombardia di oggi, venerdì 4 dicembre 2020. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 4.533 casi positivi su 42.276 tamponi processati: di questi nuovi infettati, 453 sono debolmente positivi. La percentuale dei positivi sui tamponi effettuati è salita da 10,3% a 10,7%. La provincia più colpita è quella di Milano con 1.463 casi positivi, seguita dalle province di Varese (490) e Monza e Brianza (461). In netto calo, fortunatamente, i nuovi decessi: +147 per un totale di 22.773 vittime dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Importanti novità per quanto riguarda i guariti: +6.015 per un totale di 284.073 persone. Infine, la situazione negli ospedali della Lombardia: -14 ricoverati in terapia intensiva (822) e -233 pazienti negli altri reparti Covid (6.792). (Aggiornamento di MB)

 

BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA, GLI AGGIORNAMENTI DI IERI

Il nuovo Dpcm è in vigore ma per il momento in Lombardia la situazione su regole e classificazione del rischio coronavirus nulla dovrebbe cambiare: in attesa del nuovo bollettino diffuso da Palazzo Lombardia oggi pomeriggio, dalla cabina di regia del Governo non dovrebbero giungere particolari novità sul “colore” della regione amministrata da Attilio Fontana. I dati sono in miglioramento ancora questa settimana, ma non bastevoli al momento per riportare la Regione passata da “rossa” ad “arancione” solo 7 giorni fa: nel bollettino di ieri si sono registrati 3.751 nuovi casi di Covid-19, di questi 358 sono debolmente positivi, il 10,3% è invece il tasso di positività a fronte di 36.271 nuovi tamponi processati. Sono purtroppo 347 le vittime di Covid nelle ultime 24 ore (22.626 da inizio pandemia), con 3.869 nuovi guariti-dimessi, mentre sono in netto calo ancora i ricoveri in tutta la Lombardia: -197 nei reparti Covid degli ospedali (7.025 totali), -19 le terapie intensive (su 836). Le province più colpite restano Milano (1311 nuovi casi), Monza (323), Varese (454) e Como (457).

CORONAVIRUS LOMBARDIA: QUANDO IN ZONA GIALLA?

«Se i numeri continueranno ad essere quelli di questi ultimi giorni dovremmo entrare in zona gialla l’11 dicembre. È un passaggio automatico, che deve essere poi reso concreto da un provvedimento del ministro della Salute Roberto Speranza», ha detto il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Oggi in cabina di regia Cts-Ministero della Salute si discuteranno dei nuovi cambi di colore delle Regioni, ma Lombardia e Piemonte dovrebbero avere degli allentamenti delle restrizioni solo tra una settimana. Un timore però che avanza tra i vertici politici e sanitari della Lombardia è quel weekend tra il 19 e il 20 dicembre dove si potrebbe assistere ad un’emigrazione di massa verso seconde case e località di vacanze: «il 19 dicembre rischiamo di rivedere le scene del 7-8 marzo», spiega ancora Fontana a Mattino Cinque, ricordando la notte del primo Dpcm “chiudi Italia” che portò l’assalto dei cittadini alle stazioni di Milano per emigrare verso il Centro-Sud. Dal 21 dicembre fino al 6 gennaio infatti il Governo ha adottato la misura stringente di divieto assoluto dello spostamento tra Regioni e così si teme una nuova “massa” in movimento: «Bisognerà parlare con prefetture e forze dell’ordine per evitare che in quel momento si creino più danni rispetto a quelli che si cercano di evitare con il decreto legge sul Natale». Sempre rimanendo ai temi del Dpcm, la delusione è parecchia a Palazzo Lombardia dopo il confronto con il Governo: «inaccettabile vietare lo spostamento a Natale. Si creerebbero delle situazioni di difficoltà perché tanti cittadini chiedono di poter andare a trovare i propri parenti, i nonni e i genitori anziani. Esistono parenti che sono divisi da una linea di confine e che vivono a 500 metri di distanza».



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