LOMBARDIA, BOLLETTINO CORONAVIRUS 22 LUGLIO/ Gallera: 1 morto, 51 casi

- Niccolò Magnani

Bollettino Regione Lombardia, i dati sul coronavirus di oggi 22 luglio 2020: +1 morto nelle ultime 24 ore, +51 nuovi contagi. Gallera “dati molto confortanti”

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Regione Lombardia, l'assessore Welfare Giulio Gallera e il Governatore Attilio Fontana (LaPresse)

Si conferma positivo l’ultimo trend del coronavirus in Regione Lombardia: anche nel bollettino di oggi 22 luglio 2020 il numero delle vittime viene limitato ad un solo decesso (esattamente come ieri), con conteggio drammatico che sale comunque a 16.798, mentre sono 51 i nuovi contagi, lieve rialzo rispetto ai 34 di ieri. Gli aggiornamenti dal bollettino regionale mostrano come dei 51 risultati positivi ai tamponi (5.361 l’aumento di test rispetto al giorno precedente) 22 siano debolmente positivi e 16 asintomatici svelati da test sierologici: da inizio pandemia sono 95.633 le persone colpite dal Covid-19, di cui al momento ancora malati solo 6.975. Di questi, 17 sono in terapia intensiva (-4) e 149 in reparti Covid-19 (-2), oltre ai +85 guariti che portano il dato generale a 71.860 (69.888 guariti tout court, 1.972 i dimessi): a livello di incremento dei casi per provincia, è Milano la più colpita con +17 sui 51 totali, seguita da Brescia (+9), Bergamo (+7) e Varese (+6). «I dati di oggi sono particolarmente incoraggianti, nelle province di Cremona, Mantova e Pavia, infatti, non si registra alcun caso di positività. Scende sotto quota 20 il numero dei ricoverati in terapia intensiva (17 in totale) con un calo di 4 unità rispetto a ieri», spiega l’assessore al Welfare Giulio Gallera, «Anche oggi si registra 1 solo decesso. Proseguono le azioni di preventive di monitoraggio e di tracciamento gestite dalle ATS per ‘stanare’ anche i focolai più piccoli ed estinguerli sul nascere».

IL BOLLETTINO DI IERI

La situazione negli ultimi giorni in Lombardia è decisamente migliorata con il bollettino coronavirus di domenica che ha segnato finalmente quota “zero vittime”, mentre nella giornata di ieri è “solo” una la persona positiva al Covid-19 ad essere deceduta in tutte le strutture lombarde: al netto della guardia da tenere sempre altissima, i numeri iniziano ad essere confortanti su più voci del bollettino epidemiologico del giorno. Ieri si è registrato l’aumento di una vittima su 16.797 da inizio pandemia, mentre sono stati solo 34 i nuovi contagiati in 24 ore (di cui 15 debolmente positivi e 13 asintomatici trovati con test sierologici) sul totale complessivo di 95.582. Sono ancora malati “attivi” 7.010 persone in tutta la Lombardia, con 71.775 persone invece guarite (69.807 del tutto, 1968 dimessi, +174 rispetto a ieri) mentre sono solo 21 i ricoveri in terapia intensiva e 151 nei reparti Covid-19. L’incremento di tamponi è stato però esiguo (5.973) rispetto alla media normale, con l’incremento dei casi per provincia che vede Milano la più “colpita” con +9 contagi sui 34 regionali, seguono Brescia (+7), Bergamo (+6), Sondrio (+3), Monza (+2), Pavia (+2), +1 per Lodi, Varese, Mantova, 0 nuovi contagi a Como e Lecco.

CORONAVIRUS LOMBARDIA, INCHIESTA DIASORIN

Mentre la Regione Lombardia, in attesa della nuova conferenza stampa in diretta video streaming attorno alle 16.45 e del successivo nuovo bollettino coronavirus per gli aggiornamenti di giornata, si appresta a varare nuove misure economiche di contrasto alla crisi Covid-19, nuovo capitolo sul fronte test sierologici si apre oggi con l’indagine a carico dei vertici dell’ospedale San Matteo di Pavia e della società Diasorin. La Procura della Repubblica di Pavia, nel corso dell’inchiesta sul bando senza gara assegnato il marzo scorso alla società farmaceutica per lo sviluppo rapido dei test sierologici nel pieno della pandemia, ha indagato i vertici del San Matteo e di Diasorin con diverse perquisizioni domiciliari e locali nei confronti di vari soggetti indagati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato. Come riporta il procuratore aggiunto Mario Venditti nella nota stampa, «sembrerebbe che sia stata favorita, a discapito di altre potenziali concorrenti, la società piemontese di rilevanza internazionale – Diasorin S.p.a. – operante nel settore delle biotecnologie, trasferendo ad essa tutti i risultati delle attività di ricerca e sperimentazione effettuate dalla Fondazione Irccs San Matteo di Pavia, nel settore dei test sierologici per la diagnosi di infezione da Covid-19». La Regione Lombardia per il momento non è coinvolta nell’inchiesta e di recente il Consiglio di Stato si era già pronunciato contro la sentenza del Tar che aveva sospeso la collaborazione dei test San Matteo-Diasorin per via dell’inchiesta sviluppatasi oggi col nuovo capitolo d’indagine.



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