Bombé, droga che rende persone zombie senza memoria/ Ottenuta da catalizzatori auto

- Alessandro Nidi

Bombé, sempre più diffuso in Congo il consumo di questa sostanza stupefacente derivata dalle marmitte delle automobili e mischiata con canapa e farmaci

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Immagini di repertorio (Pixabay)

In Africa, con particolare riferimento al Congo, è scattato l’allarme Bombé, una droga capace di rendere le persone che la assumono del tutto simili a degli zombie, come dichiarato dalle autorità di Kinshasa. Si tratta di uno stupefacente diffusosi nei quartieri dove la povertà dilaga e ottenuto dai catalizzatori delle automobili. I principali consumatori di questa sostanza sono i giovani senza lavoro e privi di alcuna prospettiva per il proprio avvenire.

Riconoscerli non è difficile: camminano al rallenty e sono incapaci di rispondere agli stimoli provenienti dal mondo esterno. Interazione azzerata, dunque, e, soprattutto, zero reattività. A tal proposito, una vera e propria allerta è stata lanciata dal presidente della Repubblica Felix Tshisekedi, il quale ha evidenziato senza mezzi termini come i giovani si abbandonino al consumo di Bombé, sostanza altamente tossica e pericolosa per il cervello e costituita da una miscela di residui di tubi di scappamento, canapa e altri componenti. Essa non dà allucinazioni, ma provoca un profondo torpore dal quale sembra impossibile destarsi.

BOMBÉ E GLI EFFETTI COLLATERALI: PROBLEMI CARDIACI E POLMONARI

Peraltro, secondo gli esperti del Paese congolese, Bombé è una sostanza estremamente pericolosa, potenzialmente in grado di provocare problemi cardiaci e polmonari e, a lungo termine, potrebbe causare anche il cancro. Infatti, nelle marmitte delle automobili si depositano sostanze cancerogene e tossiche come ossido di zinco, platino e rodio, che, mischiate con farmaci e altre droghe, possono avere gravissimi effetti, tanto che non sono mancate le segnalazioni di decessi immediati dopo l’assunzione di questa sostanza.

Intanto, dal continente africano giungono notizie di un’approfondita e continua attività di indagine da parte della polizia per provare ad arginare la produzione e la vendita di questo stupefacente. Soltanto trenta giorni fa, circa cento persone sono finite in manette perché avevano accumulato in capienti barili di plastica dei residui di colore grigio, frutto di un’operazione di raschiamento delle marmitte catalitiche. Il valore di un chilo di quella sostanza? Duecento dollari.



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