BORSE & FINANZA/ I portafogli che rischiano con un nuovo rialzo del mercato azionario

- Stefano Masa

Se nella nuova settimana verrà confermata la tendenza rialzista del mercato azionario, potrebbero risentirne le obbligazioni

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Il nuovo trimestre inizia con un rialzo sui mercati azionari internazionali. Come indicato nel precedente intervento, è importante l’osservazione della correlazione inversa tra le asset class equity e bond e, come già accaduto, a fare da contraltare all’andamento positivo delle principali borse si presenta il segno negativo della componente obbligazionaria. Nonostante l’esigua variazione percentuale (-0,127%) registrata dal benchmark JPM GBI Gl. Usd, la rivalutazione che ha caratterizzato l’indice MSCI World Usd si contraddistingue per un importate rialzo (+3,207%) attraverso il quale le attuali quotazioni si allontanano dalla temuta media mobile a 200 giorni (in corrispondenza di area 2.183,22 punti).

Da evidenziare come, nel corso dell’ottava trascorsa, i massimi weekly sono stati maggiori rispetto a quelli della precedente sessione settimanale. Questa tipo di dinamica può ritenersi favorevole in ottica di breve termine, soprattutto se ulteriormente confermata (mediante nuovi massimi) già in occasione di questa nuova tornata borsistica.

Il nostro precedente augurio «di poter assistere a una riduzione di volatilità» trova corrispondenza nella riduzione dei corsi dell’indice Vix. Quest’ultimo ha lasciato alle proprie spalle il trading range da noi individuato tra il supporto a 32,17 e la resistenza a 36,75 punti, ma, contrariamente allo scenario ipotizzato (primo obiettivo oltre area 40 per poi ripiegare), ha subito arrestato il suo incremento a quota 36,31 per successivamente capitolare sotto area 26 punti (minimo weekly a 25,90).

Giunti a questi importanti livelli non è da escludere un possibile tentativo di prima violazione del supporto statico posto a 23,54: la sua violazione agevolerebbe la continuazione del trend ribassista di brevissimo periodo con buone probabilità di poter chiudere il precedente gap (registrato a febbraio) ancor prima della conclusione del mese in corso. Solo il ritorno dei valori oltre soglia 29,49 potrà favorire un rimbalzo con primo obiettivo a quota 34,28 punti.

Come indicato, il sottostante della componente azionaria internazionale (rif. MSCI World Usd), potrebbe proseguire la propria fase di rialzo in caso di ennesimo superamento dei suoi precedenti massimi (area 2.246,32): qualora nei prossimi giorni dovesse oltrepassare la resistenza dinamica individuabile a quota 2.261,83 punti, risulta plausibile, una prima fase di limitato ribasso. Tale circostanza potrebbe rappresentare un buon ingresso sul mercato sempre caratterizzato da un incremento graduale rispetto all’ideale posizionamento complessivo. Il target di questo trade coinciderebbe con la liquidazione totale oltre i massimi registrati a giugno. Anche per questa settimana, il monitoraggio di un eventuale avvicinamento alla media mobile a 200 giorni, sarà fondamentale: una sua violazione comprometterebbe l’intero scenario con primo obiettivo inferiore a 2.157,02 punti.

Anche i paesi emergenti (rif. MSCI Emerging Usd) hanno ben performato superando i massimi dello scorso mese. Attualmente, godono di un’impostazione grafica migliore rispetto alla precedente asset class e, qualora i corsi dovessero sostare attorno ad area 1.013,57 punti, il tutto coinciderebbe con una svolta sul fronte algoritmico (buy signal da neutral). Al rialzo il primo target è a quota 1.056,47 mentre al ribasso viene suggerita prudenza in caso di cedimento a 1.002,42 (obiettivo ribassista settimanale).

Al generale rialzo fatto registrare dai mercati azionari, viene contrapposta la fase di lateralità obbligazionaria. Sull’indice JPM GBI Gl. Usd si è creato un trading range delimitato tra il supporto a 587,40 e la resistenza a 590,73 punti. Entrambe le soglie di prezzo rappresentano i punti di rottura per l’implementazione delle singole strategia di brevissimo periodo. In caso di superamento della resistenza, è plausibile la prosecuzione dei prezzi oltre il massimo registrato a giugno; all’opposto, invece, se violato il supporto, il primo target potenzialmente raggiungibile in poche sedute viene individuato a quota 585,72 punti. Anche per questa ottava viene confermata la precedente view negativa sul decennale tedesco che, dai massimi di area 176,86 ha ripiegato fino al minimo weekly di 175,04 punti; nonostante la positività sul finire di ottava, appare ancora concreto un potenziale downside con primo target a 174,69.

Per queste giornate, sul fronte delle materie prime, viene monitorato l’andamento del petrolio (rif. Wti): qualora i prezzi dovessero oltrepassare area 40,74 dollari, potremmo assistere a un rally di breve termine caratterizzato da un significativo incremento che riporterebbe il livello del barile in prossimità dei 43,36 dollari per poi allungare in direzione di 45,88. La precedente posizione sul nickel beneficia dell’ottimo spunto rialzista ben oltre area 13.000 ovvero i livelli dello scorso febbraio. La liquidazione (in ampio gain) è consigliata pur consapevoli che potremmo osservare un aumento di volatilità in chiave rialzista con possibile upside di breve termine a 13.625.

Iniziamo a prendere in considerazione un eventuale ingresso sull’argento: l’attuale configurazione grafica non ci permette di poter assumere una strategia direzionale e pertanto attendiamo il consolidamento del canale laterale in essere (tra 17,761 e 18,630).

Sul forex, e specificatamente sul rapporto Gbp/Usd, l’attesa della violazione di 1,22471 non si è realizzata. Dopo aver registrato un minimo settimanale a 1,2249 (prima seduta), i corsi hanno subito registrato l’auspicato pull back ritornando oltre area 1,25. La dinamica rialzista potrebbe continuare con target in prossimità di soglia 1,2615. Nonostante questo possibile upside, rimaniamo flat in attesa di un segnale ribassista.

La settimana in corso avrà il compito di confermare la ritrovata tendenza rialzista per i mercati azionari. Se così accadrà, è bene ricordare l’importanza della correlazione inversa con la componente obbligazionaria: un suo ripiegamento graverebbe sui portafogli maggiormente difensivi. Un monitoraggio particolare anche al prezzo del petrolio che, dal punto di vista strettamente quantitativo, evidenzia metriche algoritmiche interessanti soprattutto in ottica di volatilità giornaliera.

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