BORSE & MERCATI/ La strategia per essere preparati a un ribasso dell’azionario

- Stefano Masa

Nel mese in corso potremmo assistere a un primo fisiologico storno sulla componente azionaria poiché i listini internazionali appaiono più deboli rispetto al recente passato

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(LaPresse)

Il secondo trimestre dell’anno vede concludere la sua prima mensilità in territorio positivo. Tutte le principali asset class rappresentate dai rispettivi benchmark di riferimento evidenziano un epilogo monthly contraddistinto dal segno più. A primeggiare è la componente commodities che, attestandosi a quota 200 punti (rif. CRB Index), riporta un incremento pari a circa otto punti percentuali (+7,99%). A seguire l’asset class azionaria che, attraverso il suo indice rappresentativo (rif. MSCI World Usd), vede un rialzo del 4,519%. Infine, superiore all’unità, è il profitto messo a segno dai mercati obbligazionari (rif. JPM GBI Gl. Usd): per quest’ultimi si tratta di una vera e propria “boccata di ossigeno” poiché aprile – di fatto – è il primo mese a capitolare positivamente dopo i precedenti tre. 

Nell’ultimo mese si può osservare come sui principali sottostanti i singoli obiettivi di prezzo stimati ex ante (target rialzisti) siano stati conseguiti dai mercati finanziari. Anche se talvolta il livello dei prezzi ha raggiunto il solo primo target, la successiva dinamica degli scambi ha confermato il trend rialzista di brevissimo periodo mediante una fase di circoscritta lateralità. 

Per il mese in corso i ritorni attesi sui bond appaiono molto esigui e il loro rapporto rischio/rendimento atteso non consente un posizionamento buy & hold in chiave strategica. Sicuramente si presenteranno opportunità di natura tattica che, in ottica di trading, potranno beneficiare di potenziali upside caratterizzati da poche sedute: al fine di poter sfruttare e massimizzare l’operatività sarà opportuno impiegare gli specifici sottostanti (future sul decennale) appartenente a ciascun Paese. Nei prossimi outlook, qualora si dovessero verificare opportunità, sarà nostra cura segnalarne le specifiche strategie. Complessivamente, per la componente obbligazionaria (rif. JPM GBI Gl. Usd), si monitora l’area di prezzo a 583,77 quale supporto fondamentale di breve termine. 

Le piazze borsistiche internazionali (sia appartenenti ai paesi sviluppati sia emergenti) espongono il possibile investimento a ritorni di modesta entità rispetto al potenziale downside. 

Questa view generalizzata potrebbe coincidere con il rallentamento dell’asset class equity che, come già indicato, appare prossima a fornire falsi segnali. A tal proposito, per coloro che comunque volessero impiegare il capitale, viene suggerito un ingresso sul mercato solo in caso di discesa dei prezzi anziché “inseguire” eventuali rialzi.

Come anticipato, la sfera dei titoli governativi potrebbe beneficiare di singole strategie per ciascun sottostante. Alle attuali quotazioni, il decennale Usa potrebbe subire nuovamente un ripiegamento verso i recenti minimi qualora la soglia 131,50 fosse violata. Interessante invece il superamento della resistenza posta a 132,76 punti con upside oltre quota 133/133,50.

Il basket eurobond vede una diffusa tendenza ribassista su tutti i sottostanti presi in esame: da temere un eventuale prosecuzione della discesa dei prezzi sul Bund che, in caso di violazione di 169,75 punti, potrebbe vivere giornate all’insegna del ribasso fino a raggiungere soglia 167,72. 

Le materie prime continuano il loro trend positivo risultando meglio impostate tecnicamente rispetto alle precedenti asset class. Nonostante l’attuale momentum è opportuno riportare la marcata debolezza sull’intero palinsesto algoritmico (sia leading che lagging indicators); un alleggerimento tattico deve essere preso in considerazione soprattutto nell’arco di questa prima ottava. Il successivo riposizionamento avverrà in occasione dei primi cedimenti su base daily.

Rispetto alle ultime sedute di contrattazione, i prezzi dell’oro sembrano aver consolidato in un trading range con supporto a 1.754,12 e resistenza a quota 1.794,50 dollari: i rispettivi target mensili di primo livello potrebbero rappresentare un primo obiettivo di brevissimo periodo qualora il canale fosse violato. 

Sul paniere forex – i tre cross selezionati – evidenziano un attuale status neutral poiché circoscritti nella loro rispettiva area di pivot point average: nel corso delle prossime sedute si potrà assistere a una rottura che identificherà la probabile direzionalità per ciascun rapporto valutario. Attendiamo pertanto i rispettivi break out soprattutto sul principale cross Eur/Usd. 

Nel mese in corso potremmo assistere a un primo fisiologico storno sulla componente azionaria poiché i listini internazionali appaiono più deboli rispetto al recente passato. Ancora una volta: capitalizzare i guadagni finora ottenuti per successivamente riallocare il patrimonio sembra essere la migliore soluzione.

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