BRIAN JONES/ Il mistero della morte del primo del “club dei 27”

- Nuccio Franco

51 anni fa moriva il fondatore dei Rolling Stones, il cui caso è ancora avvolto nel mistero

brian jones
Brian Jones

Il mondo della musica come quello del cinema, sono stati sempre caratterizzati da eccessi; droga, sesso ed altri comportamenti al limite hanno fatto sì che ogni qualvolta ci fosse un decesso, questo venisse avvolto in un’aura di mistero. Da Janis Joplin a Jimi Hendrix passando per Jim Morrison e Kurt Cobain.

Lo stesso è capitato a Brian Jones, trovato morto annegato nella piscina della sua residenza nel Sussex la notte del 3 luglio ’69 a soli 27 anni. Diagnosi: annegamento dovuto ad overdose. Storico fondatore degli Stones, morto dopo una vita di eccessi tra Lsd, eroina e cocaina. Una vita al limite per lui con innumerevoli rapporti tormentati e la nascita di sei figli. Morto a solo un mese dal licenziamento dalla band che oramai mal sopportava i suoi atteggiamenti che spesso lo portavano in ospedale costringendo Jagger e compagni a suonare senza di lui.

Questi suoi eccessi – talvolta non si presentava in sala di registrazione o all’improvviso smetteva di suonare – indussero Jagger e Richards a licenziarlo dopo sette anni dalla fondazione del gruppo. Tuttavia, lo stesso Jones ad un cero punto non si sentì più parte del progetto e decise di lasciare gli Stones già nel ’67 a causa dei dissapori con Jagger e Richards.Voleva formalizzarla quello stesso giorno in cui morì, Giochi del destino.

Tuttavia, qualche giorno prima aveva dichiarato “Non vedo più la collaborazione con gli altri.Vorrei suonare il mio genere che non è più quello degli Stones. La musica del gruppo è progredita verso tutt’altro secondo i miei gusti”. Insomma, un addio in pieno stile. Come dicevamo, la prima congettura sulla morte di Jones fu overdose. E qui c’è la prima discrepanza. L’esame autoptico eseguito alcuni giorni dopo non rivelò sostanze tossiche ed il grado di alcol equivaleva a tre pinte di birra.

Allora cosa è successo? Quante persone c’erano in casa quella sera? Cosa è accaduto davvero? Sotto questo aspetto si rincorrono tesi mai provate ed abbastanza contraddittorie tra loro, alcune al limite del fantasioso.

La prima sostiene che la sera della morte c’erano in casa tre persone. Il costruttore Frank Thorogood, la fidanzata Anna Wohlin e un’infermiera, Janet Lawson, la fidanzata di Tom Keylock. Tutti quanti dichiararono alla polizia di essere lontani dalla piscina al momento del fatto. La cosa strana, però, è che Thorogood era stata la prima persona a portata via in ambulanza per medicare un polso ferito. Sorprendentemente, ciò non sollevò alcun sospetto su come fosse accaduto l’infortunio.

Inoltre Jones sarebbe deceduto intorno alle 21.30, ma nessuno telefonò alla polizia fino alle 00.30. Perché? Probabilmente per costruirsi ognuno un alibi che risultasse credibile alle domande degli agenti. Il sospetto più accreditato è che ad uccidere Jones sia stato il restauratore ed il suo collega, Mo Tucker che stavano facendo dei lavori in casa. Jones era insoddisfatto dei due e dopo un violento alterco avrebbe deciso di licenziarli proprio il giorno in cui questo dovevano essere pagati.

Un’altra versione sostiene la morte accidentale. Jones e Frank (Thorogood) stavano scherzando in piscina quando all’improvviso Jones, con la testa sott’acqua, aveva avuto un malore a causa dei suoi problemi di asma.

Ma c’è dell’altro. Dopo che il restauratore avrebbe confessato sul letto di morte di aver ucciso Jones, la figlia, Jan Bell, cambia versione. Il padre le avrebbe raccontato che in quei giorni Brian Jones aveva litigato furiosamente con i due leader dei Rolling Stones, Mick Jagger e Keith Richards, in quanto non intendeva riconoscere loro legalmente il nome del gruppo che aveva fondato. Non accettava neppure l’accordo economico che gli proponevano, tanto che, a un certo punto, Keith avrebbe tirato fuori un coltello per minacciarlo. La lite finì, sempre secondo Jan Bell, solo per l’intervento di suo padre, che riuscì a placare gli animi e a far uscire dalla villa Mick e Keith.

Barbara Marion, che ha scoperto di essere figlia dell’ex Stones solo nel 2002, ha detto: “Penso che sia stato assassinato e penso che la polizia non abbia indagato in modo adeguato. Mi piacerebbe riaprire (il caso) e ottenere delle risposte”.

Infine, un’altra ipotesi, a nostro avviso più suggestiva che credibile, fa riferimenti a riti satanici ed esoterici. La magia nera avrebbe provocato la morte di Jones. Le voci di un celato satanismo di Jagger sono fomentate dalla stampa e dallo stesso comportamento del gruppo in molte occasioni. Quindi, viene naturale pensare al povero Brian sacrificato a Lucifero dall’invidioso Mick, in cambio del successo eterno. Sarebbe stato Jagger l’artefice della morte del suo ex compagno, circa un mese dopo che egli stesso aveva provveduto a scaricarlo dal gruppo; sarebbe stata la ex di Brian, Anita Pallemberg, praticante di magia nera, ad aiutare Jagger nelle pratiche di devozione al Diavolo. Francamente, questa è l’ipotesi che ci sembra meno verosimile e decisamente fantasiosa in quanto, a differenza delle altre, non supportata da alcun indizio credibile. Solo suggestione, nient’altro.

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