Britney Spears: “Se dico come sto, nessuno mi ascolta davvero”/ “Casa mia prigione”

- Alessandro Nidi

Britney Spears e la libertà appena riguadagnata: lei e altre donne famose vittime del “public shaming” esasperato. “Com’è l’uguaglianza?”

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Britney Spears nuda su Instagram

Britney Spears e le altre. Un esercito di donne travolte dal gossip e che l’opinione pubblica non si è preoccupata di aiutare a riguadagnare i corretti binari, ma che, anzi, ha lasciato deragliare senza alcun tipo di coinvolgimento emotivo. La popstar, fresca di terze nozze con l’attore Sam Asghari, ha rivendicato recentemente la possibilità di condividere ciò che vuole sul proprio profilo Instagram, a cominciare dalla rivelazione dell’aborto spontaneo e dalle sue foto seminuda.

Di recente, nella vita di Britney Spears si è registrata una svolta: otto mesi fa si è liberata dal controllo del padre Jamie, il quale, dal 2008, per decisione del giudice, gestiva ogni aspetto dell’esistenza di sua figlia, la cui vita e la cui carriera parevano essere andati fuori controllo, con tanto di perdita della custodia dei figli. Ma qualcuno le ha mai chiesto come stesse? “Quando dico come mi sento, è come se mi ascoltassero ma non mi stessero davvero ascoltando. Sono triste”, confidava in tempi non sospetti ai microfoni di un documentario di Mtv la cantante. Il suo grido d’aiuto, dopo parecchio tempo, ha portato alla sua “liberazione”: il movimento #freeBritney le ha restituito indipendenza e autostima, ma quante altre donne sono passate attraverso il massacro becero e spietato dell’opinione pubblica.

BRITNEY SPEARS E LE ALTRE DONNE “DERAGLIATE”: QUANDO L’OPINIONE PUBBLICA DIVENTA CATTIVA

Britney Spears, infatti, è in buona compagnia all’interno del novero di coloro che sono state prese di mira dal pubblico giudizio. Si va da Monica Lewinsky a Lindsay Lohan, da Pamela Anderson a Paris Hilton, fino a Hillary Clinton. Donne messe spalle al muro per le loro azioni, per i loro sbagli, alle quali non è stata concessa amnistia alcuna e che solo con il tempo hanno potuto riguadagnare fiducia in loro stesse. Emblematica, in tal senso, la domanda rivolta a Britney Spears vent’anni fa in diretta tv: “Ma con Justin Timberlake alla fine hai fatto sesso?”. A un uomo non avrebbero mai fatto questa domanda, è evidente. E, ancora: “Sei una cattiva madre?”.

Troppo, davvero troppo. Anche per una diva della musica. Britney Spears barcolla, cade, viene sottoposta a due tso e si rade i capelli a zero. Trascorre 13 anni sotto il controllo asfissiante del padre Jamie, nel quale il suo telefonino viene tenuto sotto controllo e le uscite senza permesso sono vietate. Oggi, su Instagram, scrive: “L’esterno della mia casa, quei cancelli bianchi, sono il simbolo della mia prigionia. La tutela è finita solo 8 mesi fa, poter usufruire del mio denaro è estremamente stimolante, siamo uguali ora? Com’è l’uguaglianza?”. Forse, dopo anni di libertà vigilata e dopo aver trovato la forza di ricominciare, Britney ha voglia di insegnare a noi tutti che il “public shaming” esasperato non dovrà più colpire nessuno, a prescindere dal genere e dalla fama. Perché può impedire di vivere.





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