Buffon/ “La depressione un ricordo divenuto caro, sono stato protetto dalla famiglia”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gigi Buffon si è raccontato ai microfoni di Repubblica, la sua nuova esperienza col Parma sta per iniziare: “La mia quinta vita al Tardini, il mio fisico mi ha sorpreso”

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Gianluigi Buffon verso il Parma

Gigi Buffon è pronto ad iniziare la sua quinta vita, quella a Parma dopo l’esordio proprio fra i Ducali, le due esperienze nella Juventus e il Paris Saint Germain: “Prima di decidere ho ascoltato la mente – le sue parole rilasciate ieri al quotidiano Repubblica – per capire se avevo ancora le energie necessarie alla sfida, poi il cuore, perché senza cuore non puoi vincere neppure a briscola. Tornare a Parma mi emoziona – ha proseguito – lì ci sono le radici, è il vestito giusto sulla persona giusta, non il viale spelacchiato di un tramonto”. E ancora: “Parma è stato il luogo dove sono atterrato dopo aver spiccato il primo volo. Mi ha cresciuto, protetto, spesso perdonato le cazzate. Sono stato bizzarro, è vero, e sono stato criticato aspramente per alcuni comportamenti in campo e fuori, ma il giudizio degli altri è spesso un veleno che ti devi far scivolare addosso se non vuoi rimanere intossicato”.

Ma con la Juventus ha già qualche accordo da dirigente o magari tecnico? “No, non ho nessun accordo per fare qualcosa in società. Torno per la seconda volta in serie B e se ci sono stato a 28 anni, quando ero il portiere di riferimento mondiale, perché non tornarci a 43? Come nel 2006 scelsi la Juventus, oggi ho scelto il Parma. Potrei giocare anche in prima categoria, non cambierebbe il mio valore”. Buffon non sta ancora pensando alla sua sesta vita, prima vuole godersi l’esperienza al Tardini: “Le confesso che non avrei mai creduto di poter giungere a 43 anni con questa integrità fisica e psichica, il regalo più grande che mi sono fatto è stato sorprendere me stesso. Metterò in pratica ciò che mi hanno scritto i miei figli il giorno del compleanno: il tuo supporto ci ha dato la capacità di credere in noi stessi, ci sentiamo più forti sapendo che abbiamo una persona coraggiosa come te che ci aiuterà. E spero di poter continuare a ridere di me stesso e sugli errori in cui inciamperò”. Famiglia che le è stata vicino nel momento più buio, quello della depressione, che fortunatamente oggi appare come un ricordo lontano: “Sono protetto da figli, amici, sorelle, genitori e ho la fortuna di avere accanto una donna, moglie, compagna e amica d’avventura come Ilaria. La depressione è un lontano ricordo divenuto persino abbastanza caro, perché il tormento mi ha fatto apprezzare quanto può essere intenso ogni singolo attimo di una giornata”.

BUFFON: “SEMPRE ORGOGLIOSO DI RAPPRESENTARE IL PAESE”

Ma perchè Buffon ha deciso di mettersi ancora in gioco? “Cerchi di capire, io mi sento un artista e non ho voluto smettere perché credo che un artista coltivi sempre il desiderio di mettere in mostra il gesto, se ancora ne è capace, per appagamento personale e una certa dose di narcisismo”. Infine una battuta sulle note accuse che vengono mosse puntualmente all’ex portiere della Juventus, quella di essere fascista: “Non so che cosa rispondere, se non che mi sento e mi sono sempre sentito orgoglioso di rappresentare il mio Paese. Ho sempre creduto che le persone debbano essere uguali davanti alla legge, ma per me un uomo intelligente vale più di uno stupido, un uomo onesto vale più di un disonesto, un uomo capace vale più di un incapace”.

“Capisco e ritengo giusto, umano e cristiano – ha aggiunto – dare una mano a chi ne ha veramente bisogno, ma senza creare situazioni di disagio, di malessere o addirittura di conflitto tra chi è nato in Italia e chi vi è immigrato. Non mi sembrano idee di destra o sinistra, piuttosto parametri personali che servono a orientarmi. Se mi dovessi definire sul piano politico, direi che sono un anarchico-conservatore”.

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