Burioni, “Nel 1973 a Napoli 1mln vaccinati in 5 giorni”/ “Si può fare anche oggi”

- Raffaele Graziano Flore

Roberto Burioni, “Nel 1973 a Napoli 1mln di persone vaccinate in soli 5 giorni”. Il tweet dell’immunologo riaccende la polemica: “Non mi dite che non si può fare anche oggi perché…”

Il colera del 1973 a Napoli in un quotidiano dell'epoca
Il colera del 1973 a Napoli in un quotidiano dell'epoca (Web, 2021)

Sono passati quasi cinquant’anni ma l’epidemia di colera che colpì la città di Napoli e il resto della Campania nel lontano 1973 continua a far discutere e, mentre l’Italia e il resto d’Europa si preparano a quella che sarà la più imponente campagna di immunizzazione della storia, ecco che quella vicenda è tornata prepotentemente d’attualità per via di un intervento di Roberto Burioni. Il 58enne immunologo e accademico originario di Pesaro ha infatti ricordato di recente come tra l’agosto e l’ottobre di quell’anno vennero vaccinate in soli cinque giorni quasi un milione di persone (900mila per l’esattezza), spiegando che a suo dire è possibile replicare tali numeri oggi e immunizzare così una buona fetta della popolazione italiana a ritmi spediti.

Come peraltro non sta accadendo in nessuno dei Paesi europei stando agli ultimi dati disponibili, in ciascuno dei quali si registrano ritardi sulle tabelle di marcia o intoppi nelle consegne delle dosi. E così in un tweet Burioni ha sollecitato il Governo ad accelerare sulla campagna vaccinale, portando a sostegno della sua tesi l’esempio di quell’estate campana del 1973: “Un milione in una settimana in una sola città, non dite che non si può fare perché è una bugia” punge l’immunologo sui social.

BURIONI, “VACCINARE 1MLN DI PERSONE IN 5 GIORNI? SI PUO’ PERCHE’…”

Inevitabilmente il cinguettio di Burioni ha riacceso la discussione sul tema dato che già all’epoca non mancarono le polemiche: infatti all’epoca l’epidemia di colera che colpì la Campania ma non risparmiò altre zone del Meridione, tra cui Bari e la Puglia, portò a immunizzare quasi un milione di persone tra la fine di agosto e i primi di settembre, nell’arco di nemmeno una settimana. I numeri delle vittime non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli della pandemia da Coronavirus che da un anno ha colpito al cuore l’Italia (“solo” 33 decessi accertati per un totale di casi che sfiorava le 300 unità) ma Non appena fu data loro la possibilità di farlo, i campani corsero a vaccinarsi. Ma le dosi non c’erano, non subito almeno.

Come oggi, tuttavia, nonostante la volontà di centinaia di migliaia di cittadini di vaccinarsi, anche allora si pose l’annoso problema della reperibilità delle dosi del vaccino tanto che prima dell’accelerata nell’immunizzazione erano state vaccinate in una prima fase solo 17mila persone. Insomma, si può fare e rileggendo le cronache dell’epoca non solo queste confermano quanto suggerito da Burioni ma sembra di rivivere i drammatici giorni del 2020 tra misure anti-contagio, norme igienico-sanitarie da rispettare e ‘chiusure’ trasversali, da quelle in ambito scolastico agli stabilimenti turistici.



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