ESCLUSIVA/ Milan – Roma, Zampa: Menez e Vucinic le armi per battere i rossoneri

- La Redazione

CARLO ZAMPA voce storica del tifo giallorosso analizza il posticipo di stasera e la situazione in casa Roma, soprattutto per quanto anche le vicende societarie e la possibile quanto improbabile cessione del club da parte di Rosella Sensi

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Vucinic autore di una rete stasera (Foto Ansa)
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Alla vigilia di Roma-Milan e in un momento particolare per la società giallorossa, ilsussidiario.net ha sentito in esclusiva Carlo Zampa, storico giornalista dell’ambiente romanista nonché speaker dello Stadio Olimpico e, oggi, telecronista di Mediaset Premium per le partite giallorosse. Carlo Zampa è tra l’altro l’ideatore del quotidiano “Il Romanista”, unico esempio editoriale di un giornale cartaceo interamente dedicato ad una squadra di calcio. Con lui abbiamo parlato della squadra, dei prossimi impegni calcistici, del futuro della società ma anche del progetto per il discusso stadio “Franco Sensi”.

Il tifo romanista sembra costituire un unicum nel panorama italiano, non tanto per quantità di sostenitori, ma per l’organizzazione e la presenza costante di radio, giornali come “Il Romanista” e un ambiente che non smette mai di parlare della “Maggica”. Questa piazza si è raffreddata rispetto agli anni scorsi o è sempre la stessa?

La passione è sempre la stessa, è chiaro che molto dipende da come vanno le cose. Adesso c’è un distacco tra una parte della tifoseria e l’attuale proprietà e questo crea delle tensioni che in altri tempi non ci sono state. Ma i tifosi non fanno mai mancare il loro appoggio alla squadra in tutte le partite e non dimentichiamo che solo a Roma esiste un giornale come “Il Romanista” che, tra l’altro ho creato io proprio perché sapevo quanto può esser grande la passione del tifo giallorosso. Soltanto in un contesto come quello romano e romanista si poteva pensare a un quotidiano su un’unica squadra.

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Lei dirige un forum che raccoglie oltre 17mila tifosi romanisti. Quale è stata la reazione prevalente degli internauti alle dimissioni di Luciano Spalletti?

All’inizio la gran parte dei tifosi online ha reagito male alla notizia. Pur rendendosi conto di alcune difficoltà del tecnico nell’ultimo anno, i tifosi hanno attribuito la colpa di queste dimissioni all’attuale proprietà per mancanza di chiarezza. In più le successive dichiarazioni di Rosella Sensi in merito a tali dimissioni hanno peggiorato le cose. Sono in tanti a chiedere una maggior presenza comunicativa da parte della società, ma se la comunicazione è questa, allora è meglio star zitti…

Un suo parere sul nuovo arrivato Claudio Ranieri?

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Ranieri è sicuramente un buon allenatore con un’ ottima esperienza a livello internazionale. Nulla da dire su di lui. Il problema è su come è arrivato, cioè dopo le dimissioni di Spalletti. La decisione di chiudere il rapporto con Spalletti, nel caso, sarebbe dovuta avvenire prima, ma ciò non si è verificato perché la società non poteva permettersi il lusso di pagare due allenatori. Arrivato Ranieri si è cercato di convincerlo ad accettare lo staff tecnico di Spalletti, cosa che ha fatto solo parzialmente. Se il rapporto con Spalletti era alla fine, bisognava decidersi prima…alla fine è stato lui ad andarsene rinunciando agli anni di contratto ancora a disposizione.

Si è tornati a parlare di Francesco Totti in Nazionale. Una querelle che sembra avere vita lunga sulla stampa. Lei che ne pensa?

Io personalmente mi augurerei che non tornasse perché non c’è stato né amore né riconoscenza nei confronti di Francesco da parte dell’ambiente della Nazionale. Non ci dimentichiamo che Totti è stato assolutamente determinante nell’ultimo mondiale. Quel rigore (contro l’Australia, ndr) nessuno voleva batterlo, lui ha preso la palla, l’ha messa sul dischetto e ha segnato. Se avesse sbagliato gli sarebbero piovute addosso una marea di critiche. In più veniva da un infortunio durissimo subito durante la stagione. Dunque, personalmente, mi augurerei che non tornasse in Nazionale e, parlando da tifoso della Roma, vorrei semplicemente vedere Francesco al massimo con la maglia giallorossa visto che gli anni cominciano ad essere tanti, così come le cicatrici… Penso però che Totti tenga a questo mondiale, l’ultimo della sua carriera e, proprio perché gli voglio bene, gli auguro di poterci andare e sono certo che ci andrà.

Un pronostico su Roma-Milan? Chi, tra i giallorossi, può fare la differenza?

Pronostici è inutile farne, in quanto il risultato dipende da troppi fattori, in primis da chi avrà a disposizione Ranieri stasera a Milano. Spero si possa continuare nella buona tradizione degli ultimi anni sotto la gestione Spalletti, visto che dopo 20 anni senza vincere a Milano, con lui, sia con l’Inter che con il Milan, di vittorie e di punti ne abbiamo fatti.

 

Chi può essere determinante?

Mi auguro che possa rivelarsi una giornata buona per Menez e anche per Vucinic, ancora alla ricerca del primo gol.

 

Philippe Mexes, intervistato dal Messaggero, ha ammesso che questo è un momento piuttosto difficile per lui. Cosa ne pensa? Che consiglio propone al difensore francese?

Non avevo dubbi che si trattasse solamente di un momento di appannamento e di crisi a livello personale. Io gli dico di stare tranquillo, di non farsi prendere dall’ansia perché lui è un grande difensore e soltanto con la serenità può uscire da questo momento difficile. Roma, da questo punto di vista, è una piazza un po’ particolare per cui quando un giocatore ha un calo di forma si pensa sempre che voglia andar via o che abbia qualche altro interesse. Penso che Mexes abbia ampiamente dimostrato in questi anni di voler rimanere e di amare la Roma.

La Roma da diversi mesi a questa parte si è trovata ad affrontare difficoltà sia dal punto di vista societario che sul campo. In questo contesto di “crisi”, ci sono prospettive di speranza per il futuro?

Non lo so e comincio a crederci sempre di meno. Possibilità di poter arrivare a un passaggio di consegna della proprietà ci sono stati. Non parlo tanto di Fioranelli ma del gruppo che faceva capo a Soros, quello per me è stato il peccato originale dell’attuale proprietà della Roma.

Crede che il nuovo stadio “Franco Sensi”, recentemente presentato dai vertici societari, possa essere d’aiuto al futuro dell’As Roma? Quando si farà?

E’ stata presentata soltanto un’idea, si continua a dire che i progetti ancora non sono stati visti. Io quando vedrò posare la prima pietra allora potrò pensare che ci sarà la possibilità , da lì a qualche anno, di poter avere un nuovo stadio, ma fino a quel momento non credo a nulla. Sento soltanto chiacchiere. Doveva esser fatto anche il museo della Roma, è stata fatta anche la conferenza stampa con il precedente sindaco Veltroni sulla cittadella dello sport che poi non è stata mai realizzata, quindi si fanno sempre tante chiacchiere. Adesso giudico soltanto i fatti…

 

A proposito di Franco Sensi, un sondaggio lanciato qualche giorno fa dal sito “LaRoma24” ha rivelato che la maggioranza dei tifosi sarebbe contraria all’intitolazione dello stadio all’ex presidente. Lei che ne pensa?

All’attuale presidenza non interessano i sondaggi né tantomeno le idee dei tifosi. Se lo stadio verrà fatto sarà intitolato a Franco Sensi che ha scritto una pagina importantissima della storia della Roma, ma non voglio dimenticare Dino Viola. L’idea originaria dello stadio è stata sua: se avessero dato a lui l’opportunità di poterlo costruire, la Roma avrebbe anticipato le altre società di almeno trent’anni.

 

Cesare Geronzi, numero uno di Mediobanca, in merito alla Roma, ha affermato che “tutti la vogliono ma al momento non si vedono i soldi”. Da notizie e indiscrezioni sembra però che alcuni importanti imprenditori come Angelini siano pronti a scendere in campo…

Al momento è soltanto Angelini, appoggiato da Unicredit, ad essersi fatto vivo. Non so quanto sia appoggiato dallo stesso Geronzi visto che sta tutelando la famiglia Sensi dal tentativo di Unicredit di rientrare del debito di Italpetroli. Per ora c’è soltanto l’ipotesi Angelini, di cui peraltro non si è più saputo nulla: si dice che stia comunque continuando a lavorare… D’altronde la proprietà non vuole cedere la Roma che, in questa situazione, è un po’ lo scudo della famiglia Sensi per difendersi dal debito con Unicredit ed evitare il tracollo di Italpetroli. Si tratta infatti dell’unico asset di Italpetroli che renda qualcosa.

 

Ieri sui giornali si leggeva di un pignoramento chiesto da parte di Unicredit nei confronti di beni e asset di Italpetroli..

Si legge ma non si sa ancora nulla. Fino a questo momento ho sentito soltanto possibilità, minacce, nomine di supermanager… poi, una volta perché è intervenuto Geronzi, un’altra perché è intervenuto Letta, le cose vengono inevitabilmente bloccate e tutto rimane come era prima. Tutto questo mi deprime perché in mezzo c’è comunque la Roma che non c’entra nulla: se Italpetroli è indebitata non è certamente per colpa della Roma. Sicuramente ci sono state delle spese sostenute per la società giallorossa ma fondamentalmente Italpetroli si è indebitata per investimenti sbagliati o che non sono andati a buon profitto.

 

(Marco Fattorini)

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