CATANIA-PALERMO/ Pasquale Marino: è la partita che vale un campionato (esclusiva)

- int. Pasquale Marino

Per parlare del derby Catania – Palermo, abbiamo sentito PASQUALE MARINO, che dal 2005 è stato proprio alla guida della società etnea. Eccolo quindi in questa intervista in esclusiva

vincenzo_montella_catania_r400
Vincenzo Montella (Foto: ANSA)

E’ un derby speciale, quello che mette di fronte Catania e Palermo. I rossoazzurri hanno diciotto punti. I rosanero venti. Quella che si giocherà nella città ionica sarà la sfida numero 41. La prima è datata 25 aprile 1935, in Coppa Italia, con la vittoria dei padroni di casa firmato da Franzoni. La più recente è datata 3 aprile, 4 – 0 per il Catania. In serie A su 7 partite disputate, il Catania ha prevalso 4 volte. Due pareggi e una sola sconfitta interna, il 2 febbraio 2007. In totale se si aggiungono le partite giocate a Palermo, 5 sono le vittorie del Catania, 4 quelle del Palermo e 5 i pareggi. Il Catania ha comunque vinto gli ultimi quattro incontri casalinghi e punta a fare anche stavolta, ma troverà un Palermo, assetato di risultati, visto che viene da due sconfitte consecutive, la sconfitta casalinga contro il Cesena e l’eliminazione ai rigori in Coppa Italia contro il Siena. Se si pensa che il primo derby di serie A tra Catania e Palermo andava in scena il 17 settembre del 1961 e che anche allora questa partita era molto sentita, si comprende l’importanza di questo match. Con i due allenatori Montella del Catania e Mangia del Palermo che vivranno una sfida nella sfida, per dimostrare chi dei due sia da considerare un tecnico del futuro del calcio italiano. E per parlare quindi di Catania – Palermo, abbiamo sentito Pasquale Marino, che dal 2005 è stato proprio alla guida della società etnea. Eccolo quindi in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Come vede questa partita?

E’ una partita aperta a qualsiasi risultato, dove può veramente succedere di tutto.

Lei è stato alla guida del Catania dal 2005 al 2007, cosa vuol dire questa partita per i tifosi delle due squadre?

E’ una partita speciale. Quando vengono stilati i calendari la prima cosa che guardano i tifosi delle due squadre è la data in cui si giocheranno questi due derby. La rivalità è molto forte e vincere questo incontro ha molta importanza.

Come pensa sarà questa partita a livello tattico?

Credo che non conti tantissimo come si prepara tatticamente questo match. In Catania – Palermo contano i nervi, la concentrazione, la carica agonistica che sono gli elementi che decidono la partita.,

Un vero derby come Roma  Lazio…

E’ il derby della Sicilia, per i tifosi di Catania e Palermo importantissimo, come può essere un Roma – Lazio.

Quest’anno poi le due squadre sono divise da soli due punti in classifica, il derby ha ancora più significato?

Catania e Palermo sono vicine in classifica, stanno facendo un buon campionato. L’incontro assume valore ancora maggiore, c’è in palio la supremazia temporanea in serie A.

E’ anche una sfida tra i due allenatori Montella e Mangia.

Sono due buoni allenatori che stanno dimostrando tutta la loro validità, tutta la loro bravura nel condurre queste due squadre.

Quali sono secondo lei i giocatori di Catania e Palermo più rappresentativi, che possono già andare anche in qualche big?

Direi che Maxi Lopez e Gomez sono giocatori molto interessanti, possono decidere questo incontro. Come Miccoli, lo stesso Ilicic che piace a tanti club.

Come vede il Palermo e il Catania in serie A?

Il Palermo è già da anni che sta disputando buoni campionati, riesce a raggiungere l’Europa e punta sempre a questo traguardo. Il Catania ha costruito quest’anno una formazione discreta in grado di fare un campionato di buone prospettive. Ha il fiore all’occhiello di un centro sportivo all’avanguardia. Diciamo che raggiungere l’Europa per questi due club rappresenta il traguardo migliore attualmente.

Tornerebbe a  Catania, dove tra l’altro ha fatto molto bene o andrebbe ad allenare a Palermo?

Sono contento che a Catania è stato apprezzato il mio lavoro. Poi devo dire che per il mio mestiere di allenatore sono un professionista e vado nei club che mi chiamano.

 

(Franco Vittadini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori