UDINESE-JUVENTUS/ Marocchino: una partita da “tripla” che sarà decisa dagli attacchi (esclusiva)

Per parlare di Udinese-Juventus abbiamo sentito DOMENICO MAROCCHINO, indimenticato protagonista delle vittorie della Vecchia Signora tra il 1979 e il 1983

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Foto Ansa

E’ già match scudetto? Stiamo parlando di Udinese-Juventus in programma stasera allo Stadio Friuli. La partita vedrà sfidarsi la formazione torinese prima in classifica, con 33 punti, contro quella diretta da Francesco Guidolin che ha 31 punti. Un incontro quindi di grande valore, di grande importanza per l’una e per l’altra squadra, dove può succedere veramente di tutto, dato il probabile equilibrio in campo. La Juventus viene dal convincente successo in casa per 2-0 contro il Novara. L’Udinese dal 2-2 di Roma contro la Lazio, per una prova altrettanto convincente contro un’altra squadra con obiettivi importanti. Potrebbe decidere un episodio, come un’invenzione di uno dei giocatori delle due compagini. Dovrebbe essere comunque match interpretato in modo coraggioso, senza eccessivo difensivismo, con i reparti offensivi a decidere probabilmente le sorti di questo match. Per parlare di Udinese-Juventus abbiamo sentito Domenico Marocchino, indimenticato protagonista delle vittorie della Vecchia Signora tra il 1979 e il 1983. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Come vede questo incontro tra Udinese e Juventus?

E’ un match aperto a tutti i risultati, da tripla tanto per intenderci, dove le due squadre potrebbero dar luogo a un match molto interessante. Certo se la Juventus dovesse vincere potrebbe guadagnare molto in autostima, anche se ritengo sia ancora presto per parlare di partita decisiva per la conquista dello scudetto.Manca ancora tanto tempo alla fine del campionato.

Quali sono i giocatori migliori delle due squadre?

Da una parte Pirlo, dall’altra Di Natale, che considero anche i giocatori più forti in Italia attualmente. Poi sia nella Juventus che nell’Udinese ci sono buoni calciatori, come Marchisio, Matri, Pinzi, Floro Flores, tanto per citarne solo alcuni.

Lei ha avuto come allenatore Trapattoni, si può fare un confronto con Conte?

Direi di si. Sono due allenatori che badano al sodo, molto semplici, che cercano di dare una mentalità molto combattiva alle loro squadre. E poi tutti e due hanno questa mentalità molto positiva: finita una partita si guarda subito a quella successiva.. Hanno lo spirito giusto del calcio. Diciamo che questa Juventus di Conte non assomiglia solo a quella di Trapattoni ma anche a quella di Lippi, con la speranza di poter cogliere gli stessi trionfi di questi due grandi cicli juventini.

Una Juventus quella di Trapattoni che aveva una grande dirigenza impersonificata da Boniperti…

Una grande dirigenza quella di Boniperti.Ma grande anche quella guidata da Moggi. Speriamo che la dirigenza attuale della Juventus riesca ad essere all’altezza  e costruisca una squadra vincente allo stesso modo,

Torniamo a Udinese – Juventus, come sarà a livello tattico questo incontro?

Pinzi ha detto che per battere questa Juventus è necessario alzare il ritmo. Credo però che sia proprio difficile superare il ritmo che ha la formazione bianconera. Non è cosa assolutamente facile.

E quindi dove si deciderà?

Sarà fondamentale il rendimento che avrà il reparto difensivo della Juventus. Dovrà evitare ogni minimo errore, essere impeccabile, per evitare che la formazione bianconera possa essere punita.

Quali ritiene siano le squadre che possano lottare fino alla fine per la conquista dello scudetto?

Credo che la Juventus e la stessa Udinese possano competere fino alla fine del campionato per questo traguardo. Così naturalmente come il Milan  e la stessa Lazio un gradino inferiore alla squadra rossonera Ci potrebbe essere anche un ritorno dell’Inter.

E’ comunque un calcio diverso dagli anni in cui giocava lei, sicuramente meno tecnico, più fisico.

Diciamo che ai tempi in cui giocavo io c’era probabilmente un calcio più tecnico. La stessa marcatura ad uomo allora predominante costringeva i calciatori ad affinare le loro doti tecniche, a dover imparare a saltare gli uomini. Non era facile inventarsi un dribbling con due uomini alle costole in ogni azione di gioco.

C’è il Barcellona…

Il Barcellona è una squadra super, di due pianeti rispetto a tutte le altre.

 

(Franco Vittadini)

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