WIMBLEDON/ Golarsa: Sharapova – Kvitova, la sfida dell’Est. Ma dove sono finite le fuoriclasse?

- int. Laura Golarsa

LAURA GOLARSA ex tennista e ora commentatrice per Sky Sport ci accompagna nella finale di questo pomeriggio che ha fatto venir fuori la potenza del tennis di scuola russa

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Sharapova in finale (Foto Ansa)

Siamo veramente alla fine di questo Torneo di Wimbledon 2011, che ha decretato la consacrazione di Novak Djokovic a numero uno del mondo, comunque andrà a finire la finale di domani per il giocatore serbo. Oggi intanto si gioca la finale del torneo femminile tutta dell’est, tra la giocatrice russa Maria Sharapova e quella ceca Petra Kvitova. Una bella sfida, dove può veramente succedere di tutto. Per parlare di tutto questo abbiamo sentito Laura Golarsa, che al Torneo di Wimbledon proprio nel 1989 raggiunse i quarti di finale. Eccola quindi in questa intervista a ilsussidiario.net

Djokovic batte Murray e si laurea numero uno del mondo. Cosa cambia per il tennis e per la finale di domani?

Non penso nulla. Attualmente ci sono quattro giocatori di grande livello e la classifica A.T.P può cambiare in continuazione. Credo che questo non influirà in nessun modo sulla finale.

Wimbledon ha un fascino speciale. Tu hai vissuto un momento molto bello della tua carriera, quando nel 1989 arrivasti ai quarti di finale del torneo inglese…

Ha veramente un non so chè di straordinario. Per me arrivare centrare quel traguardo ormai molti anni fa fu una cosa fantastica. Qui trovi veramente un ambiente e un pubblico ideali per il tennis.

In questo senso le giocatrici italiane di questi anni fanno sempre molta fatica a Wimbledon. Le stesse Francesca Schiavone e Flavia Pennetta sembrano non trovarsi molto a loro agio sull’erba londinese…

Bisogna ammettere che Francesca è più una giocatrice per i tornei di terra rossa. Bisogna anche aggiungere però che tutto sta cambiando nel tennis femminile attuale. Non esistono più gerarchie assolute. C’è un po’ l’assenza di grandi campionesse. Non penso quindi che sia impossibile nei prossimi anni vedere Francesca Schiavone e Flavia Pennetta ottenere grandi risultati a Wimbledon. Resta soltanto a loro svantaggio l’età che non è più così tanto giovane. Potrebbe essere un handicap per tutte e due ottenere tutto questo.

Parliamo però della finale di domani. un pronostico secco. Chi vincerà tra Maria Sharapova e Petra Kvitova?

Ritengo che sia una finale aperta, dove potranno essere decisivi i singoli episodi, i colpi sbagliati, anche l’emozione di queste due giocatrici di fronte ad un appuntamento così importante.

 

A Wimbledon tra l’altro quest’anno va di moda il tennis dell’est, con tre semifinaliste su quattro di questa parte d’Europa. Qual è il motivo?

In fondo tutte e tre, la Sharapova, la Kvitova e la Azarenka sono tre giocatrici che risentono dell’influenza della scuola russa. Forti fisicamente, tennis potente. Nel momento di crisi delle sorelle Williams e della Wozniachi è venuto fuori di conseguenza il tennis di questa scuola.

 

Wimbledon quindi non sarà deludente senza un successo delle Williams e della Wozniachi?

No. Wimbledon si attiene alla situazione del ranking mondiale del tennis femminile dove non ci sono più grandi fuoriclasse dove nessuna giocatrice riesce mai a vincere due prove del Grande Slam consecutive

 

Queste due giocatrici soprattutto la Sharapova possono diventare due grandi del tennis mondiale, considerata la loro età ancora molto giovane?

La Sharapova ha già vinto Wimbledon nel 2004, ha già vinto tre Tornei del Grande Slam. Penso che lei è in grado di ritornare ai suoi livelli passati e diventare la numero uno dei prossimi anni del tennis mondiale

 

Sharapova personaggio di cui si parla molto anche fuori dal tennis. Può far bene a questo sport o farne dimenticare il suo vero significato?

E’ bella e brava. Ha un’immagine che piace, firma contratti pubblicitari molto importanti e di lei si parla anche oltre il valore sportivo. Questo però non è una cosa negativa. Proprio perché lei stessa sente ancora l’importanza dell’essere tennista a tutti i livelli. I suoi successi fuori dal campo di gioco non le fanno dimenticare di essere prima di tutto un’atleta a 360°.

 

(Franco Vittadini)

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