INTER-ROMA/ L’ex Prohaska: partita delicatissima, ma spero in un pareggio (esclusiva)

- int. Herbert Prohaska

Indimenticato campione, HERBERT PROHASKA, grande centravanti austriaco, parla della partita di sabato sera tra due squadre che sinora hanno deluso soprattutto nei risultati iniziali.

prohaskar400
Herbert Prohaska
Pubblicità

Indimenticato campione sia di Inter che di Roma, Herbert Prohaska, grande centravanti austriaco, parla della partita di sabato sera tra due squadre che sinora hanno deluso soprattutto nei risultati iniziali.

Prohaska, sabato sera c’è Inter-Roma che cosa ne pensa lei che è stato sia di una che del’altra squadra ? Eh sì, sono due mie ex squadre, che in questo momento sono in difficoltà, anzi in grande difficoltà. Mi sembra che sia l’Inter quella più in sofferenza in questo momento. Ha perso la Supercoppa, ha perso la prima di campionato, ha perso la prima di Champions. Non saranno allegri. E la Roma è già stata eliminata dall’Europa League e ha perso in casa. Diventa una partita delicata, dove può saltare anche un allenatore. O magari saltano tutti e due.

Ma non le sembra che si un po’ presto per arrivare a conclusioni traumatiche ? Siamo in fondo alla seconda partita di campionato. Beh, certamente è molto presto per trarre delle conclusioni sul lavoro di questi due nuovi tecnici. Avranno cambiato sistemi di allenamento, di schemi, di gioco e quindi è necessario aspettare.

Ma qui siamo in Italia, Prohaska, lei se lo ricorderà. So bene quello che succede in Italia quando non si fanno risultati. Ma questo capita anche in altri Paesi, come in Germania ad esempio. Forse in Germania si aspetta qualche giornata di più, una decina di giornate. In Italia basta meno per decidere.

Pubblicità

Le sue due ex squadre le ha viste giocare ? No, ho visto solo l’Inter in Champions. E’ comunque una squadra che ha grandi campioni. Non si può stilare un giudizio definitivo adesso.

Ma che cosa ne pensa della famosa polemica difesa a tre, anche se in Champions l’Inter ha giocato con quattro difensori ? E’ una questione di adattamento. Si, l’Inter era abituata a giocare con quattro difensori. Ma quando si gioca a tre, se i laterali funzionano bene, alla fine ci si difende in cinque. Questi sono discorsi un po’ italiani. Del resto, quando Gasperini allenava il Genoa si parlava di un grande allenatore che faceva un bel gioco. E lui pensa di realizzarlo con campioni di buona levatura.

E di Luis Enrique, l’allenatore della Roma ?

Pubblicità

Non saprei dire. So che ha allenato il Barcellona B. Ma per giocare come la prima squadra del Barcellona, bisogna anche avere Messi, Iniesta, Xavi. A me sembra che la Roma abbia fatto dei buoni acquisti, dei giocatori giovani. Mi sembra che abbia cambiato tanto. E in questo caso, è proprio necessario avere tempo, pazienza. Non si può pensare che tutto possa risolversi a livello di
gioco nel giro di poche settimane.”

Ma lei, sabato sera, un ex giocatore di queste due squadre, per chi farà il tifo ? No, io voglio stare qui tranquillo. E mi auguro un pareggio. Però capisco che un punto va meglio alla Roma che all’Inter. E’ per questo che definivo questa partita molto delicata. L’augurio che posso fare alle due squadre, nelle quali ho giocato, è che terminato questo periodo di difficoltà ritornino a
essere protagoniste per la conquista del titolo in campionato.

(Gianluigi Da Rold)

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori