CALCIOMERCATO/ Cordolcini: Milan-Emanuelson, può dare di più. Juventus-Elia: acquisto sbagliato. Inter-Sneijder? Al 70% va via (esclusiva)

- int. Alec Cordolcini

Il legame tra i calciatori olandesi e l’Italia è sempre stato importante, ALEC CORDOLCINI, giornalista ed esperto di calcio olandese giudica gli Orange di Serie A e chi potrebbe arrivarci

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Emanuelson (infophoto)

Il legame tra i calciatori olandesi e l’Italia è sempre stato importante, nel bene (Ruud Krol negli anni ’80, il trio Milan, Seedorf&Davids, fino a Welsey Sneijder), e nel male (da Bergkamp e Kluivert ad Elijero Elia). In questo momento in Serie A militano importanti calciatori olandesi, mentre in Eredivisie continuano ad emergere talenti succulenti per il gli anni che verranno. Per fare una panoramica e valutare le singole situazioni oranje, ilSussidiario.net ha intervistato in esclusiva Alec Cordolcini, giornalista del Guerin Sportivo ed esperto di calcio olandese. Ecco i suoi giudizi, consigli ed aspettative.

Tulipani d’Italia, partiamo da Emanuelson. Può davvero essere il trequartista titolare del Milan, tenendo conto di Boateng e che si è affermato in un altro ruolo?

Secondo me il suo ruolo continua ad essere un altro. Indubbiamente in questa stagione sta facendo abbastanza bene ed è cresciuto molto da trequartista, anche se non ne ha propriamente la visione di gioco. Vice Boateng ci può stare in quanto alternativa, però il giocatore rende meglio soprattutto da interno sinistro di centrocampo.

Su Sneijder invece: visti i quid pro quo con Ranieri e la situazione generale dell’Inter, è possibile che se ne vada a fine stagione?

Se dovessi fare una percentuale direi che al 70% va via, 30% rimane.

Restando in zona Inter, c’è Castaignos. E’ chiaro che non è arrivato nel momento migliore, ma i nerazzurri lo stanno gestendo bene?

A mio parere non tanto. Ho letto frasi del tipo: “l’anno scorso Eto’o, quest’anno Castaignos”. Sono critiche infondate perché un giocatore per essere valutato pienamente ha bisogno di giocare titolare. Il discorso vale per lui come per altri giovani dell’Inter: nel caso di Castaignos è assolutamente male utilizzato e pertanto è difficile dare un giudizio. Non si può definire un flop un giocatore che avrà messo insieme 5-6 presenze in tutto, e tra l’altro quasi mai da titolare.

Ma dall’idea che si era fatto il potenziale del ragazzo è da Inter?

Beh, un ragazzo classe ’92 che in Eredivisie alla prima stagione da titolare segna 15 gol, può ambire alla maglia da titolare in un grande club europeo. Tutto sta però nel dargli effettivamente questa chance. Tecnicamente e come qualità Castaignos può farcela, questo non vuol dire che poi riesca a confermare tutte le aspettative, però ripeto un’occasione a questi ragazzi va data.

Come si spiega il mistero di Elia?

Il giocatore è in una fase involutiva da almeno una stagione e mezza. Dal Twente all’Amburgo era partito molto bene, poi complice qualche infortunio di troppo ha perso il posto da titolare, e ha buttato via l’ultima stagione anche perché non andava per nulla d’accordo col precedente tecnico (Armin Veh, ndr). Da questa spirale negativa lui non è ancora uscito.

Ma con la Juventus può già considerarsi un capitolo chiuso?

Lui non è assolutamente adatto al modulo di gioco di Conte e a come Conte intende un esterno d’attacco. Non vuol dire che è colpa di Conte ma semplicemente che non è il giocatore ideale per quel tipo di gioco. Il fatto che abbia anche un carattere non facile rende ancora più difficile il giocarsi le sue chances. Prima se ne va da Torino meglio è per lui, e forse anche per la Juve.

Come giudica la stagione di Stekelenburg alla Roma?

Non era partito bene con quell’errore in Europa League con lo Slovan, però ha progressivamente incrementato il proprio rendimento e ora è uno dei punti di forza della squadra. Diciamo una stagione per ora da voto 7, o 7 meno.

Esagerato definirlo uno dei 5 migliori al mondo nel ruolo?

Ci stava dopo il Mondiale 2010 in cui è stato strepitoso. Adesso diciamo che nei primi 10.

Tulipani d’Olanda. Partiamo da Eriksen, gioiellino Ajax classe ’92: qualcuno si è già mosso per assicurarselo?

Le voci di mercato che corrono parlavano di club inglesi, dall’Arsenal allo United, però siamo ancora a livello di voci, non si può nemmeno parlare di trattativa. In ogni caso si parlava di Premier League anche se l’Ajax sta cercando di proteggere mediaticamente il giocatore. Lui stesso concede poche interviste e ne parla poco.

A proposito di Ajax: i problemi societari legati all’ingaggio di Van Gaal possono avere risvolti anche sul mercato dei Lancieri?

Dipende da chi vincerà questo braccio di ferro, che si può riassumere nello scontro Cruijff-Van Gaal. La situazione non è ancora pienamente definita: a seconda di chi vincerà cambieranno anche le strategie di mercato, perché le filosofie di gestione del club di queste due persone sono quasi all’opposto. Sicuramente il mercato sarà influenzato da chi vincerà tra i due.

Si parla molto dei giovani fratelli de Jong (Siem, attaccante Ajax classe ’89, Luuk, attaccante del Twente ’90): sono pronti per il grande salto?

Luuk del Twente è quello più pronto. E’ già alla seconda stagione da titolare, sta facendo ancora meglio che nella passata, segna con impressionante regolarità, ha una media di quasi una rete a partita. Siem è più tecnico, ha più qualità però non ha ancora trovato la giusta continuità: alterna buone prestazioni ad altre più anonime, anche se l’attuale situazione all’Ajax non aiuta.

Sta esplodendo l’italo-svedese John Guidetti, punta ’92 del Feyenoord in prestito dal Man City. Come legge questo exploit?

Avrà un futuro roseo a patto che si dia una calmata. E’ un ragazzo estremamente focoso, ha molto talento però deve imparare a gestirsi meglio. Spesso ha degli atteggiamenti un po’ infantili, che possono essere perdonati ma alla lunga potrebbero ostacolarlo. 

Per esempio?

Sabato ha segnato su rigore: era già stato ammonito ma ha tolto la maglia, s’è fatto buttar fuori e poi è uscito dal campo in lacrime perché si è accorto che salterà il big match di Domenica col PSV. Sono atteggiamenti che deve limitare, però quanto a caratteristiche tecniche e fisiche è un prospetto di notevolissimo interesse.

El Hamdaoui-Fiorentina si rifarà a Giugno?

Il giocatore pretende che l’Ajax gli paghi una buonuscita per la risoluzione contrattuale. Le parti sono ancora lontane, lui è ancora confinato nella Primavera. E’ difficile prevedere il suo futuro anche perché già prima lui avrebbe dovuto andare all’Espanyol e per un motivo simile non se n’era fatto niente. Facciamo 50% di possibilità che vada alla Fiorentina in estate.

Van Persie lascerà l’Arsenal, magari per il Milan?

In ottica Milan non saprei, ma sicuramente lascerà l’Arsenal. Era già abbastanza perplesso durante la stagione, e le perplessità son diventate certezze dopo lo 0-4 di Champions. Ha capito che con l’attuale Arsenal difficilmente potrà ottenere qualcosa più di un quarto-quinto posto in Premier. La sua partenza è quasi sicura: l’ipotesi Milan è molto suggestiva, ci sarebbe da vedere come giocherebbe con Ibra.

Tulipani da sbocciare: qualche nome sconosciuto da consigliare al grande calcio?

Un paio di giocatori dell’Heerenveen, che si trova contro ogni pronostico a due punti dalla vetta. Citerei le due ali: il marocchino Oussama Assaidi, che non abbian visto in Coppa d’Africa perché era infortunato, però ha un dribbling fenomenale e gioca a sinistra; e il compagno sulla destra Luciano Narsingh, che è un Under 21 classe ’91, e ha appena ricevuto la prima convocazione nella nazionale maggiore: stano facendo un’ottima stagione.

Concludendo: previsioni sulla nazionale olandese agli europei?

C’è troppa euforia. Danno quasi per scontato che essendo arrivati in finale nel 2010 si arriverà ancora i fondo perché la squadra è praticamente la stessa. Ma devono stare attenti: le stelle hanno due anni in più e a parte Van Persie stanno vivendo una stagione di declino. Io ci andrei piano: l’Olanda può essere competitiva a patto che riesca a bilanciare i veterani, cui non può rinunciare, a qualche nome nuovo. Bisogna dare un po’ di linfa nuova alla rosa, non fare l’errore modello Lippi a Sudafrica 2010.

 

(Carlo Necchi)

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