SERIE A/ Porrà: impressionato da Petkovic, peccato per Sannino. Il nostro campionato? Un (bel) romanzo popolare (esclusiva)

- int. Giorgio Porrà

Giorgio Porrà, stimato giornalista di SkySport, analizza alcuni temi emersi dalla terza giornata di serie A, dal momento delle romane alla Juventus a due facce, sino al primo esonero

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Foto Infophoto

La terza giornata di serie A conferma il triumvirato al comando della classifica. Juventus, Napoli e Lazio proseguono in testa a braccetto, con tre vittorie su tre. Come loro la sorprendente Sampdoria, cui solo il punto di penalizzazione sottrae la gioia del primato. Dietro rinviene l’Inter, che si rilancia a quota sei espugnando l’Olimpico di Torino per 2-0. Punteggio secco che ben cela qualche ombra nella manovra nerazzurra, redenta da un’invenzione di Milito prima del raddoppio di Cassano nella ripresa. Indicazioni interessanti da Fantantonio, decisivo nei venti minuti concessigli: se Stramaccioni ne capirà il giusto dosaggio Cassano potrà essere il vero X factor dell’Inter. Oltre la Fiorentina troviamo la Roma, protagonista di una sconfitta clamorosa in casa col Bologna, da 2-0 a 2-3. Dopo Catania e Torino il gruppone dei tre punti scopre un Milan alla seconda sconfitta casalinga, maturata nell’anticipo contro l’Atalanta. Dietro tutte le altre, sino al Siena che col pareggio con l’Udinese scala un’altra lunghezza sulla strada del saldo positivo (causa penalizzazione i toscani sono ancora a -4). Proprio all’ex tecnico del Siena, Giuseppe Sannino,  giunge il primo benservito: quello del solito Zamparini, che lo esonera dopo un punto in tre giornate e invita al walzer Gian Piero Gasperini. Per discutere i temi principali della terza giornata dei serie A 2012-2013 ilsussidiario.net ha intervistato in esclusiva Giorgio Porrà, stimato giornalista di SkySport. Ecco le sue impressioni, a partire dall’espressione, da lui usata nel pomeriggio di Sky Calcio Show, del campionato come ‘romanzo popolare’.

A cosa si riferiva con questa definizione? L’ho usata a proposito dei battibecchi, o presunti tali, tra Galliani e Allegri.

Cosa ne pensa? Mi sembra un pò un gioco delle parti. Non si capisce quanto stiano recitando o facendo sul serio, ma tutto questo fa parte del ‘copione’ del campionato.

In che senso? Il nostro torneo è, appunto, un grande romanzo popolare, per questo può accettare anche queste querelle, liti finti o vere.

Juventus, Napoli e Lazio in testa: chi è il protagonista di giornata? Scelgo la Lazio. Sono impressionato dal personaggio e dal lavoro di Petkovic, che oggettivamente non conoscevamo. Si è calato in modo molto positivo, in un ambiente non facile come quello di Roma sponda Lazio, che ha creato tanti grattacapi a uno come Reja.

In questa Lazio c’è ancora qualcosa di Reja? Intanto va ricordato che anche Reja ha raggiunto ottimi risultati e ha lavorato molto bene con la Lazio. Petkovic ha cambiato pelle alla squadra, durante un precampionato non positivo: ha capito che doveva variare modulo, e il ruolo di qualche giocatore. Se adesso la Lazio è una squadra solidissima è anche perchè partiva da un’ottima base, senz’altro.

Continueremo a considerare la Lazio una semplice outsider? Per ora sembra ancora di sì, ma se continua così credo che possa davvero sgomitare al vertice sino alla fine.

Giocatori cambiati di ruolo: Hernanes, per suo stessa ammissione, si vede meglio da interno. Cosa ne pensa? Il ruolo di interno esalta le sue capacità strabilianti, come la capacità di gestire palla con entrambi i piedi in modo molto disinvolto. Ma non solo quando va alla conclusione, anche quando porta palla. Hernanes mi sembra cresciuto non solo tecnicamente: si vede che è diventato un leader in questa squadra.

Passiamo all’altra sponda della Capitale: come si spiega il crollo della Roma?

Premessa: il personaggio Zeman è talmente romanzesco che faccio molta fatica a fare disamine tecnico-tattiche. Anche la sconfitta di oggi: fossi un tifoso romanista la prenderei quasi con un sorriso.

In che senso? Zeman è fatto così, e le sue squadre sono come lui. A Roma sanno a cosa vanno incontro: è un viaggio sulle montagne russe, con giornate fantastiche e altre piene di nubi, di sicuro non ci si annoia mai.

Come le è parso il tecnico dopo la sconfitta? L’ho visto corrucciato, anche dietro la solita faccia da Buster Keaton che così bene nasconde i suoi umori. Mi è parso un pò seccato: credo che ormai gli sia venuta una bella voglia di scudetto, non a caso adesso sta più attento alla fase difensiva, tant’è che oggi alcuni errori lo hanno fatto arrabbiare. Ma resta difficile capire perchè a un certo punto le squadre di Zeman crollano e lasciano campo all’avversario: oggi il suicidio è stato particolarmente raffinato.

Venendo alla Juventus: come leggere il primo tempo di sofferenza con alcune cosiddette riserve? Prima di fare un discorso del genere bisogna aspettare, anche perchè continuiamo a dire che quest’anno il valore aggiunto della Juventus sono proprio le alternative in ogni reparto. Però oggi mi aspettavo altro da Conte e Carrera.

Ovvero? Ad esempio che facessero rifiatare Pirlo, che ho visto in difficoltà in nazionale, com’è normale per uno che inventa senza sosta e comunque ha più di trent’anni. Nelle amichevoli mi era sembrato che Pogba potesse essere un cambio di livello, pensavo che in vista del Chelsea si provasse a far riposare qualcuno a centrocampo, dove anche Marchisio ha fatto fatica. Anche oggi comunque è emerso un problema di questa Juventus.

Quale? Che in avvio di partita non si muove su quelle cadenze forsennate che la caratterizzavano l’anno passato. Oggi il primo tiro è arrivato dopo la mezz’ora, e anche questo non è da Juve. Nella ripresa è cambiato tutto, complice anche il calo del Genoa.

Come arrivano i bianconeri alla sfida col Chelsea? Viste anche le recenti difficoltà palesate dagli inglesi, penso alla Supercoppa Europea, la Juventus se la può giocare. Certo in attacco qualche problemino c’è, perchè tolto l’intoccabile Vucinic gli altri stentano un pò, anche oggi lo abbiamo visto.

Tra Sampdoria e Fiorentina quale sceglie come attrice non protagonista delle prime tre giornate?

E’ difficile, mi piacciono molto entrambe. Della Fiorentina ammiro moltissimo il reparto di centrocampo, molto tecnico e creativo ma al contempo anche solido.

Della Sampdoria invece? Il mix di giovani ed esperti cui sta lavorando Ferrara. Maresca è tornato dopo sette anni all’estero, con un’ispirazione ancora fresca e fisicamente a posto, nonostante si fosse fatto male a Malaga. Certo, la Fiorentina ha un top player come Jovetic, che quest’anno si giocherà il titolo di capocannoniere sino alla fine.

Infine una battuta su Sannino: si aspetta di rivederlo sulla panchina del Palermo, magari già fra qualche mese? Sì, non è escluso. E’ stata una decisione molto frettolosa, anche perchè il Palermo visto col Cagliari ha mostrato segnali di crescita. Sannino paga colpe non sue: la squadra è stata ridimensionata, l’ha detto anche Miccoli settimana scorsa. Ma è inutile domandarsi il perchè di questa urgenza, da parte di certi presidenti, a liberarsi degli allenatori.

Perchè? Sono curiosità che non possono essere soddisfatte. Per Sannino mi spiace in modo particolare, perchè è uno che ha sempre fatto le sue piccole-grandi rivoluzioni in modo positivo. Anche lui qualcosa ha sbagliato: col Cagliari c’è stato qualche giocatore fuori ruolo, o esperimento non riuscito. Però siamo alla terza giornata: bisognava aspettare ancora, soprattutto nel caso di una squadra poco qualitativa come il Palermo.

 

(Carlo Necchi)

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