Pagelle/ Catania-Genoa (1-1): i voti e il tabellino della partita (Serie A, settima giornata)

- La Redazione

Pagelle Catania-Genoa, i voti e il tabellino della partita: finisce 1-1 una partita di bassa classifica, con le due squadre che non si fanno male e tornano a casa con un punto per ciascuno

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Gasperini, allenatore Genoa (Infophoto)

Un punto per ciascuno: Catania e Genoa non si fanno male, e pareggiano 1-1 al Massimino. Le due squadre salgono a braccetto a quota 5 punti, fuori dalla zona retrocessione ma certamente ancora pericolanti. Alla fine, risultato che può essere salutato con ottimismo: gli etnei smuovono ancora la classifica, Gasperini esordisce senza perdere e dopo le battute a vuoto di Liverani (tre sconfitte consecutive) fa segnare quantomeno una tacca sul ruolino di marcia. Non poteva che venir fuori una partita nervosa da questo pomeriggio. Classifica e bisogno di fare risultato imponevano soprattutto accortezza, e in più il Genoa doveva assimilare il cambio in panchina. Poco divertimento, ma alle squadre in campo andava bene così. Maran si prende il punto e se lo porta a casa, pur sapendo di aver forse fatto meglio dell’avversario e di aver subito il pareggio in maniera beffarda. Va bene così: la squadra sta iniziando a carburare la stagione è lunga e c’è tutto il tempo per rialzarsi. Lavori in corso. Gasperini con questa squadra ha dato spettacolo in passato, ma al momento non conta: serve innanzitutto fare un buon bottino, ed entrare in sintonia. Qualcosa da rivedere, ma il tecnico conosce l’ambiente e si rifarà. Sembra vedere bene in occasione del gol annullato al Genoa, per il resto dirige la gara con buon piglio e senza troppe sbavature. 

Para in maniera decisiva su Kucka, attento per tutto il match e beffato solo da un compagno.

Si fa mangiare in testa da Kucka che non è un esterno di ruolo, in affanno per tutta la partita ma soprattutto nel primo tempo.

Vince lui il duello fisico e delle torri contro Gilardino, ma proprio sul più bello decide di infilare la sua porta con un colpo di testa troppo goffo.

Jolly che si adatta ad ogni tipo di situazione, copre bene tutti gli spazi.

Ha qualità e si vede, ma Vrsaljko lo mette piuttosto in difficoltà quando scende lungo la corsia. ()

In crescita rispetto ad alcune prestazioni opache, non è ancora il giocatore ammirato negli anni scorsi. (72′ IZCO sv)

Sembra avere già in mano la squadra, con esperienza fa salire i compagni e li mette in ritmo. Ottima prova, una conferma dopo il Chievo. 

Gioca contro colui del quale ha preso il posto: non convince, ancora una volta, anche se gli va bene che l’ex etneo sia pure peggio.

Un suo colpo di testa centra la traversa, sempre propositivo e dà il là all’azione del vantaggio, aiutato da Antonini.

Segna e rischia di raddoppiare appena dopo: se è questo, Maran può stare tranquillo.

Tanto lavoro sporco: in questo è uno dei migliori della Serie A, ma la porta quest’anno la sta vedendo molto meno del solito. (79′ LETO sv)

Tradito da Antonini, viene impallinato da Barrientos senza avere colpe.

Sacrificato per avere più spinta, deve comunque migliorare in qualche lettura difensiva.

( Questa volta non lascia il segno come aveva fatto in altre occasioni)

Senza strafare riesce a tenere unita la difesa concedendo poco al Catania.

Il suo salvataggio su Bergessio è come un gol: con Gasperini può crescere ancora di più.

Per ora in stagione ha avuto un solo passaggio a vuoto. Sempre meglio quando spinge, ma è attento e si dimostra tornante validissimo.

Così e così, anche se in mediana deve pure sopperire a qualche mancanza dei compagni di reparto.

( Entra bene in partita, regalando qualche spunto interessante, ma deve imparare a essere più imprevedibile nelle sue giocate)

Può fare ben altro, e invece da qualche partita non è lui. Un po’ applaudito e un po’ fischiato, non lascia il segno nemmeno sui calci piazzati.

Il suo intervento a cercare di liberare manda in porta Barrientos: da uno con la sua esperienza non ce lo saremmo aspettati. Per il resto non demerita, ma la macchia è grave.

Gasperini lo lancia esterno d’attacco, e lui risponde con una prova maiuscola. Asfalta Alvarez e sfiora il gol.

Carattere e sacrificio: segna un gol che gli viene annullato, duella con Legrottaglie e alla fine lo induce all’errore decisivo.

Anche lui vicino al gol, però ormai il fisico non lo regge più: piuttosto abulico fino alla sostituzione. ()

 14′ s.t. Barrientos, 42′ s.t. aut. Legrottaglie

Andujar, Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Biraghi (37′ s.t. Monzon), Plasil, Tachtsidis, Almiron (27′ s.t. Izco), Barrientos, Bergessio (34′ s.t. Leto), Castro. (A disp. Frison, Ficara, Rolin, Capuano, Guarente, Freire, Boateng, Petkovic, Keko). All.: Maran.

Perin, Antonini, Portanova, Manfredini, Vrsaljko, Lodi, Matuzalem (18′ s.t. Fetfatzidis), Sampirisi (24′ s.t. Stoian), Santana (36′ s.t. Calaiò), Gilardino, Kucka. (A disp. Bizzarri, Donnarumma, De Maio, Gamberini, Cofie, Sturaro, Bertolacci, Centurion, Konate). All.: Gasperini

 Calvarese di Teramo

Ammoniti: Tachtsidis (C), Manfredini (G), Barrientos (C), Castro (C), Matuzalem (G), Lodi (G)

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