Italia-Haiti / Burgnich: ecco da dove deve ripartire la Nazionale di Prandelli (esclusiva)

- int. Tarcisio Burgnich

TARCISIO BURGNICH ci presenta l’amichevole Italia-Haiti, primo appuntamento per gli azzurri in Brasile in vista della Confederations Cup che inizia fra pochi giorni…

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Cesare Prandelli, ex ct della nazionale italiana (Foto Infophoto)

Un’amichevole per non dimenticare la tragedia di un paese, Haiti, che fu colpito da un devastante terremoto nel 2010. La giocherà l’Italia contro la Nazionale del Paese centroamericano, stasera allo Stadio Vasco de Gama di Rio de Janeiro alle 20.45 (clicca qui per seguire e commentare con noi la diretta di Italia-Haiti – nessuno streaming video). L’incasso sarà devoluto, come fa sapere la Figc, a 12 associazioni sportive umanitarie che operano nella nazione caraibica. Una partita comunque utile anche da un punto di vista tecnico, per dimenticare la brutta prestazione fornita a Praga e prepararsi alla Confederations Cup. La Spagna qualche giorno fa a Miami ha battuto la nazionale caraibica solo per 2-1. Noi abbiamo un ricordo di un incontro che si svolse ai Mondiali in Germania del 1974 in cui vincemmo per 3-1, dopo essere passati in svantaggio. La partita di stasera non dovrebbe essere difficile e potrebbe essere anche utile per fare qualche esperimento, per vedere se la condizione fisica degli azzurri è in ripresa. Un test per partite più difficili che affronteremo in seguito, per vedere come l’Italia potrà affrontare la Confederations Cup. Abbiamo sentito su Italia-Haiti proprio uno dei reduci della partita del 1974, Tarcisio Burgnich. Eccolo in questa intervista per IlSussidiario.net.
Italia-Haiti per dimenticare Praga? Non si può dare tanta colpa agli azzurri per la partita a Praga. Infatti era stata impostata una preparazione specifica in funzione della Confederations Cup, dopo che tanti giocatori erano rimasti fermi per la fine del campionato.
Quali reparti dovranno funzionare meglio in questa amichevole? Credo che bisognerà lavorare maggiormente sul centrocampo e sul reparto offensivo.
Prandelli ha fatto bene a non convocare giocatori nuovi per questo torneo? Sì, penso che ha fatto bene a portare gli stessi giocatori delle sue convocazioni abituali. Sarà utile infatti da qui a Brasile 2014 insistere sugli stessi calciatori, per consentire di formare una squadra che punti sugli stessi elementi.
Buffon nota più positiva dell’ultima partita? Sì, Buffon è una garanzia, un portiere di sicuro rendimento e di sicura affidabilità. Bisognerebbe però trovare dei sostituti, provare dei numeri 1 che possano essere pronti a giocare in qualsiasi momento.
L’ha convinta la coppia Balotelli-El Shaarawy? Perché no, è una coppia interessante, formata da due giocatori che ben si coniugano tra di loro, due attaccanti di grandi qualità tecniche. Forse a Balotelli manca quella continuità che i grandi campioni devono avere.
Contro Haiti chi farebbe giocare? Proverei quei giocatori che possano sostituire i titolari, vorrei vedere qualche alternativa che possa esprimere tutto il suo bagaglio tecnico.
La Nazionale centroamericana ha perso solo 2-1 contro la Spagna a Miami…

E’ con le squadre piccole che spesso si fa fatica. Questo Haiti ricorda un po’ quello che affrontammo ai Mondiali del 1974.

Come andò? Vincemmo 3-1 dopo essere andati in svantaggio. Purtroppo la differenza reti ci penalizzò alla fine e non passammo il turno, a favore dell’Argentina. Quel Mondiale fu proprio un’occasione persa per noi, anche per come andò l’incontro con la Polonia.

Importante questa amichevole anche per il suo aspetto sociale… E’ sempre giusto aiutare paesi in difficoltà, e così sarà per Haiti, che fu colpita da un terremoto devastante nel 2010. Questa amichevole giunge a proposito per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa nazione e non dimenticare la tragedia che ha vissuto.

 

(Franco Vittadini)



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