FORMAZIONI UFFICIALI / Germania-Argentina: ecco chi scenderà in campo (Finale Coppa del Mondo 2014)

- La Redazione

Probabili formazioni Germania Argentina: tutte le notizie e le scelte di Joachim Loew e Alejandro Sabella per la finale di Coppa del Mondo 2014. Si gioca al Maracanà di Rio de Janeiro

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Lionel Messi braccato dalla difesa tedesca durante un'amichevole (Infophoto)

Tutto è pronto per la partita Germania Argentina e sono state rese ufficiali le formazioni ufficiali che prendereanno parte alla sfida. Confermata l’assenza di Di Maria che sarà sostituito da Perez come nell’ultima partita. In sostanza confermate le formazioni che hanno preso parte alla semifinale. Attenzione a Klose arma in più per il secondo tempo. GERMANIA (4-2-3-1): 1 Neuer; 16 Lahm, 5 Hummels, 20 J. Boateng, 4 Howedes; 7 Schweinsteiger, 6 Khedira; 13 Muller, 18 Kroos, 8 Ozil; 11 Klose. A disposizione: 22 Weidenfeller, 12 Zieler, 2 Grosskreutz, 3 Ginter, 15 Durm, 17 Mertesacker, 23 Kramer, 14 Draxler, 19 Gotze, 9 Schurrle, 10 Podolski. Allenatore: Loew ARGENTINA (4-3-3): 1 Romero; 4 Zabaleta, 15 Demichelis, 2 Garay, 16 Rojo; 8 E. Perez, 14 Mascherano, 6 Lucas Biglia; 10 Messi, 9 Higuain, 22 Lavezzi. A disposizione: 12 Orion, 21 Andujar, 3 Campagnaro, 17 F. Fernandez, 23 Basanta, 11 Maxi Rodriguez, 13 A. Fernandez, 5 Gago, 19 R. Alvarez, 7 Di Maria, 20 Aguero, 18 Palacio. Allenatore: Sabella

Leggendo le probabili formazioni di Germania-Argentina si potrebbero studiare e scrivere tantissimi duelli; uno di questi è naturalmente quello dei due cannonieri, i giocatori che hanno segnato di più in questa Coppa del Mondo e che dunque sono i principali candidati a mettere la palla in porta anche nel corso della finale. Proviamo a vedere chi sono. GERMANIA, IL CANNONIERE: THOMAS MULLER Miroslav Klose avrà anche fatto il record di gol ai Mondiali, ma lui minaccia di andarlo a superare molto presto: a 24 anni, in 13 presenze in Coppa del Mondo (due edizioni) ha messo dentro 10 gol. Cinque nel 2010, cinque nel 2014: numeri straordinari per un giocatore che esce dagli schemi, che è sostanzialmente un trequartista ma corre come un mediano, si sacrifica come un fluidificante e vede la porta come un numero 9. Loew lo ha sperimentato nel ruolo di falso centravanti e lui ha risposto alla grande, dimostrando una duttilità e una versatilità non comuni. Partirà largo a destra, ma lo vedremo ovunque nel reparto offensivo. ARGENTINA, IL CANNONIERE: LIONEL MESSI Maradona trascinò l’Argentina al titolo Mondiale del 1986 ma non segnò in finale; la Pulce ha realizzato 4 gol nel girone e poi si è bloccato, ma l’ultimo atto deve ancora giocarlo. Ha 14 partite e 5 gol in tre edizioni di Coppa del Mondo; ha rifiatato nella fase a eliminazione diretta, si è isolato contro l’Olanda ed è certamente vero che nel Barcellona ha un’altra incidenza; questo però è solo per la diversa struttura delle squadre. La realtà è che Messi può accendersi improvvisamente e andare in porta da solo, la Germania lo sa e lo controllerà ma lui sa anche quando passare il pallone (come in occasione dell’assist  Di Maria, contro la Svizzera). Entrerà finalmente nella leggenda?

Quali saranno i protagonisti di Germania-Argentina? Quali giocatori possono risolvere la finale di Coppa del Mondo? Sono tanti i calciatori in campo che hanno la giocata risolutiva nel loro DNA; noi ne abbiamo individuato uno per nazionale nelle probabili formazioni delle due nazionali. Sperando di aver fatto la scelta giusta, ma lo sapremo solo a partita finita… GERMANIA, IL PROTAGONISTA: MESUT OZIL Diciamo la verità: dei fantastici palleggiatori e incursori tedeschi, l’unico a non aver completamente convinto è lui. Che è forse quello con i colpi tecnici migliori: un sinistro fatato, accelerazioni e visione di gioco. Però, anche la tendenza a uscire troppo spesso dalla partita; contro il Brasile per esempio si è visto poco, poi i compagni hanno provato a farlo segnare e lui ha sbagliato a tu per tu con Julio Cesar un rigore in movimento. Dimostri questa sera che può decidere una finale: Loew lo lascia in campo perchè sa che può farlo, e perchè tatticamente la sua presenza è vitale per la Germania. Il resto sta a lui: la classe ce l’ha, per entrare nella storia potrebbe bastare poco. ARGENTINA, IL PROTAGONISTA: JAVIER MASCHERANO Un fenomeno nel suo ruolo. A Barcellona ha imparato a fare il difensore centrale (con ottimi risultati) e questo lo ha aiutato a migliorarsi in mezzo al campo, dove Sabella lo vuole. Al di là del discorso di incoraggiamento a Romero che ha fatto il giro del web, è il giocatore che chiama la squadra al pressing, quello che accorcia sugli avversari impedendo di concedere campo per le ripartenze, quello che tiene le fila della nazionale albiceleste permettendosi di dire a Messi: “Se non pressi tu è inutile che lo faccia io”. Il salvataggio su Robben nel finale della partita contro l’Olanda vale un gol: grande senso della posizione e carisma, togli lui e si sfascia tutta la squadra.

Germania-Argentina: la finale di Coppa del Mondo 2014 sta per cominciare, al Maracanà di Rio de Janeiro va in scena la partita che tutti stavano aspettando. Abbiamo già fatto qualche valutazione sulle probabili formazioni, ma andiamo a scoprire quelli che possono essere alcuni segreti che i due Commissari Tecnici serbano nei loro pensieri e che potrebbero portare a inaspettate ripercussioni sul campo di gioco. GERMANIA, L’OUTSIDER: JULIAN DRAXLER Finora lo abbiamo visto soltanto per pochi minuti: era la semifinale contro il Brasile, il punteggio era 6-0 e Loew ha deciso di mandarlo in campo. Pochi palloni giocati e un’atmosfera che a quel punto somigliava molto più a quella di un campetto di oratorio. Stasera chissà che il fantasista dello Schalke 04 non possa essere il vero outsider della Germania: talento da vendere, una personalità che è dirompente nonostante i 21 anni, in pochi lo indicano come uno dei possibili cambi di Loew ma lui può stupire, scavalcare le gerarchie e rendersi decisivo. ARGENTINA, L’OUTSIDER: ANGEL DI MARIA Solo pretattica? Chissà: lo scopriremo stasera. Sicuramente il problema muscolare c’era tutto, ma è anche vero che negli ultimi giorni l’esterno del Real Madrid si è allenato e sembra pronto quantomeno a sedersi in panchina con i compagni. Se poi giocherà, bisognerà valutarlo: forse Sabella ha ingigantito l’entità del problema per far pensare alla Germania che dovrà rinunciare al suo fenomeno, forse Di Maria sta davvero male e non riuscirà a recuperare in tempo. E’ un dubbio che ci trascineremo fino a pochi minuti dal fischio d’inizio, e forse anche più in là.

Non solo grandi attaccanti, fantasisti dal piede fatato o centrocampisti che spezzano il ritmo avversario: Germania-Argentina, finale di Coppa del Mondo 2014, sarà anche un duello tra i due portieri, che dovranno eventualmente frenare gli attacchi del rispettivo avversario. Leggendo le probabili formazioni scopriamo che ovviamente non ci sono novità: in porta gioca chi deve giocare, vediamo chi. GERMANIA, IL PORTIERE: MANUEL NEUER Ha subito quattro gol in questi Mondiali, riuscendo a mantenere inviolata la sua porta in due delle tre partite del girone e ai quarti di finale. La sua voglia di vincere è tutta riassunta nei minuti finali della semifinale contro il Brasile: sul 7-0 si è quasi infuriato con i suoi difensori che lasciavano passare i verdeoro, “accogliendo” il gol subito da Oscar come se fosse quello della sconfitta. Gioca costantemente seguendo i movimenti della difesa, da libero staccato; in questo modo sa sempre trovare il tempo giusto per uscire dall’area in caso di bisogno. Concede poco allo spettacolo tra i pali: bada al sodo, ed è spesso tremendamente efficace. ARGENTINA, IL PORTIERE: SERGIO ROMERO E’ diventato un eroe in semifinale, parando i rigori di Kuyt e Sneijder e stoppando l’Olanda di quel Louis Van Gaal che gli aveva dato fiducia all’AZ Alkmaar. Il foglietto che consultava prima di ogni tiro ha fatto il giro del mondo: istruzioni sui tiratori o frase di ispirazione, ha fatto ampiamente il suo. Messo in vendita dalla Sampdoria, panchinaro al Monaco, Romero non prende gol da 373 minuti ed è imbattuto nella fase del dentro o fuori di questi Mondiali; si pensava potesse essere l’anello debole della squadra, a conti fatti non si è dimostrato così. Può diventare come il suo predecessore Goycoechea, anzi meglio: può vincere il Mondiale.

Si avvicina la finale di coppa del mondo 2014 tra Germania e Argentina e gli allenatori stanno apportando le ultime modifiche alla formazioni ufficiali che prenderanno parte alla sfida di questa sera. Sabella alla sua ultima presenza sulla panchina dell’Argentina si affida al tridente collaudato Lavezzi, Messi, Higuain con l’ex Napoli che dovrà far dimenticare l’assenza pesantissima di Di Maria. Recupera Aguero, possibile un suo utilizzo nel secondo tempo.

Si concludono oggi, domenica 13 luglio 2014, i Mondiali di calcio 2014 in Brasile. E’ in programma alle 21 (ora italiana) la finalissima per il primo e secondo posto che vedrà affrontarsi allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro Germani a Argentina. Si tratta della ventesima finale della Coppa del Mondo e al momento i bookmaker vedono favorita la nazionale tedesca: una previsione tutto sommato prevedibile, soprattutto dopo l’incredibile 7-1 rifilato al Brasile al Mineirão di Belo Horizonte in semifinale. Un Brasile che poi ha concluso nel peggiore dei modi il torneo perdendo 3-0 ieri sera contro l’Olanda nella finale per il terzo e quarto posto. Osservando le statistiche, per la Germania si tratta dell’ottava finale mondiale (un record) e nelle ultime quattro che ha disputato ne ha vinta solamente una: nel 1990 proprio contro l’Argentina. I precedenti tra le due formazioni vedono l’Albiceleste con una sola vittoria alle spalle, tre quelle tedesche e due i pareggi. Andiamo adesso a vedere le probabili formazioni.

“Non ho nessuna paura dell’Argentina, anche se rispetto al 2010 è molto più forte”. Queste le parole del commissario tecnico della nazionale tedesca, Joachim Loew, in previsione della finale per il primo e secondo posto. “L’Argentina in questo Mondiale ha giocato sempre bene, sono molto compatti e organizzati tatticamente. Questa squadra non è solo Messi, potremmo pensarlo ma faremmo un errore: c’è Higuain, Di Maria se dovesse giocare, Aguero, questa squadra non vive solo di Messi anche se stiamo parlando del migliore e da solo può decidere una partita. Di sicuro sarà una grandissima battaglia”. Secondo l’allenatore, infatti, “la partita contro il Brasile non è la norma e quindi non sarà semplice per nessuno. Dovremo essere aggressivi, perchè gli argentini vincono molti contrasti, questo significa che sono attenti e concentrati, e noi dobbiamo essere tutti molto concentrati. Siamo consapevoli del nostro valore, lo abbiamo acquisito nel nostro torneo, mi sorprenderei se la nostra qualità non si vedesse in campo”. Per quanto riguarda la formazione, Loew recupera Mats Hummels, il difensore autore della rete decisiva contro la Francia e mai al meglio in questi Mondiali, mentre sulla trequarti Ozil dovrebbe completare il reparto offensivo insieme a Thomas Muller che parte nuovamente largo a destra con Miroslav Klose al centro dell’attacco, dunque centrocampo a tre. 

La panchina teutonica sarà molto probabilmente occupata da Zieler, Weidenfeller, Grosskreutz, Ginter, Schuerrle, Podolski, Draxler, Durm, Mertesacker, Goetze e Kramer. Nessuna particolare novità quindi rispetto agli undici scesi in campo nella storica sfida contro il Brasile, fatta eccezione per Hummels che in quell’occasione ha dovuto lasciare il campo all’intervallo. Naturalmente le bocche di fuoco sono presenti anche a disposizione di Loew, che ha l’imbarazzo della scelta qualora debba effettuare delle sostituzioni nella ripresa.

Per la finalissima di questa sera, la Germania dovrà fare a meno solamente di Shkodran Mustafi, difensore della Sampdoria che durante l’ottavo di finale vinto 2-1 sull’Algeria ha riportato una lesione muscolare al bicipite femorale sinistro.

– Questa sera serve l’Argentina perfetta. Lo ha detto il commissario tecnico della Albiceleste Alejandro Sabella: “Essere campioni è davvero qualcosa di molto importante per un Paese e anche per i giocatori, che si sono sacrificati tantissimo per arrivare sin qui. Diventare campioni in Brasile sarebbe un orgoglio ancora maggiore. Questa è una partita dove non serve infondere motivazioni. I giocatori si motivano da soli. I precedenti con la Germania? Siamo una squadra molto più coperta di 4 anni fa. Con Bilardo parliamo sempre dell’importanza del centrocampo. Serve la partita perfetta: dobbiamo occupare gli spazi e non rischiare di perdere il pallone dove non bisogna rischiare”. Dopo il Mondiale, qualunque sarà il risultato, Sabella lascerà la guida della nazionale argentina: “Ma parlarne adesso, in una vigilia del genere, è irrilevante”, ha detto ieri. Ancora non c’è la certezza, ma in pochi sembrano convinti che Angel Di Maria riuscirà ad essere in campo questa sera. Aguero Dopo il recupero, invece, Aguero scalpita: “Se verrò schierato dall’inizio darò tutto. Star fuori tre partite non è facile, ma ho recuperato bene e i medici hanno fatto tutto il possibile. Se avrò la possibilità di giocare, tirerò fuori tutte le energie per essere al 100%”. Higuain dovrebbe essere confermato come unica punta, ovviamente insieme a Messi e Lavezzi che lavoreranno sulle fasce.

– Con Di Maria quasi certamente indisponibile (ma andrà in panchina, perchè tanto non ci sono limiti numerici e non si sa mai) e Aguero che probabilmente non partirà titolare, la panchina dell’Albiceleste sarà occupata da Andujar, Orion, Demichelis, Campagnaro, Basanta, A. Fernandez, Gago, M. Rodriguez, Alvarez, Aguero e Palacio. Attenzione soprattutto al Kun, ovviamente, ma anche a Palacio che ha mostrato buona verve quando è stato utilizzato dal suo Commissario Tecnico.

 – E’ una sola assenza, ma pesa tantissimo. Dopo aver riportato uno stiramento al quadricipite della gamba destra al 30’ del primo tempo del quarto di finale vinto dall’Argentina sul Belgio, Angel Di Maria probabilmente stasera non ci sarà. Sabella ha comunque fatto sapere che attenderà l’ultimo allenamento per valutare le condizioni del laterale argentino. Lo porterà in panchina, e poi si vedrà nel corso della gara se l’esterno offensivo del Real Madrid che sa giocare anche a centrocampo potrà essere della partita almeno per uno spezzone.

 1 Neuer; 16 Lahm, 20 J. Boateng, 5 Hummels, 4 Howedes; 18 Kroos, 6 Khedira, 7 Schweinsteiger; 8 Ozil, 11 Klose, 25 T. Muller. Allenatore: Loew

A disposizione: 22 Weidenfeller, 12 Zieler, 17 Mertesacker, 3 Ginter, 15 Durm, 2 Grosskreutz, 23 Kramer, 14 Draxler, 19 Gotze, 9 Schurrle, 10 Podolski

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: Mustafi

1 Romero; 4 Zabaleta, 15 Demichelis, 2 Garay, 16 Rojo; 6 Lucas Biglia, 14 Mascherano; 8 E. Perez; 10 Messi, 9 Higuain, 22 Lavezzi. Allenatore: Sabella

A disposizione: 21 Andujar, 12 Orion, 17 F. Fernandez, 3 Campagnaro, 23 Basanta, 13 A. Fernandez, 5 Gago, 11 Maxi Rodriguez, 19 R. Alvarez, 20 Aguero, 18 Palacio

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: –

 

Arbitro: Rizzoli (Italia)

Germania-Argentina è la finale di Coppa del Mondo 2014; si gioca domani sera alle ore 21 italiane all’Estadio Mario Filho Jornalista, più comunemente noto come Maracanà. E’ la terza volta che queste due nazionali si trovano faccia a faccia nell’ultimo atto di un Mondiale; era successo nel 1986 e nel 1990 e c’è una vittoria a testa. Nel computo totale dei confronti delle fasi finali invece comanda la Germania, che ha vinto 3-1 nel 1958 e 4-0 nel 2010, passando ai calci di rigore nel 2006 (era finita 1-1) e pareggiando 0-0 nel girone del 1966. Decima finale tra una sudamericana e un’europea; la Germania va a caccia del suo quarto titolo mondiale, l’Argentina del terzo. Entrambe non festeggiano proprio da quel doppio incrocio: sono passati 24 anni per i tedeschi, 28 per la Seleccion. Arbitra il nostro Nicola Rizzoli.

Squadra che vince non si cambia, dice il detto; Joachim Loew lo sa bene e sarebbe un delitto modificare anche di qualche dettaglio la formazione che ha demolito il Brasile segnando cinque gol nella prima mezz’ora di gioco. La formula giusta è stata trovata nell’ottavo di finale contro l’Algeria; l’infortunio di Mustafi ha costretto il CT a rimettere Lahm sulla fascia destra e i miglioramenti fisici di Khedira hanno aperto al centrocampo fisico con Schweinsteiger. La variante della punta unica, Miroslav Klose, sarà riproposta in finale: l’attaccante della Lazio è troppo importante con i suoi guizzi per pensare di farlo iniziare dalla panchina. Tutto confermato dunque, anche la presenza di Mesut Ozil che tra tutti è quello che ha brillato di meno ma che ha talento da vendere ed è sempre capace della giocata. Con lui sulla linea della trequarti agiranno Thomas Muller, che aspira ancora al titolo di capocannoniere (sarebbe il secondo consecutivo) e Toni Kroos, dalla panchina attenzione ad Andre Schurrle mentre Mario Gotze ha meno possibilità ed è diventato un’alternativa secondaria.

Anche l’Argentina ha una squadra ormai collaudata; certo Alejandro Sabella preferirebbe di gran lunga avere a disposizione Angel Di Maria, ma il giocatore del Real Madrid è addirittura in dubbio dopo la lesione muscolare subita contro il Belgio. Al suo posto ci sarà ancora Enzo Perez che in semifinale ha giocato un grande primo tempo, Mascherano è l’uomo insostituibile davanti alla difesa e al suo fianco dovrebbe essere nuovamente confermato Lucas Biglia. Sergio Romero, eroe della lotteria dei calci di rigore, non subisce gol da 273 minuti; merito anche di una difesa nella quale Zabaleta e Rojo sono sempre attenti a ripiegare sulle corsie e Garay sta diventando leader silenzioso del reparto al fianco del più esperto Demichelis. Davanti c’è la solita qualità strabordante: Lavezzi è favorito su Aguero che deve ancora recuperare la miglior condizione e la sua dedizione al sacrificio piace molto a Sabella, Higuain sarà il granatiere che dovrà tenere occupati i centrali della Germania. E poi Leo Messi, che può essere l’uomo del destino: quattro gol finora ma nessuno nella fase a eliminazione diretta, domani può diventare il giocatore che consegna il titolo mondiale alla Seleccion smentendo tutti coloro che sostengono come il suo contributo in nazionale sia nettamente inferiore a quello che fa vedere con la maglia del Barcellona. 

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