CESSIONE MILAN / News: il consorzio cinese di Sal Galatioto unica soluzione possibile? (Ultime notizie, oggi 4 agosto 2016)

- La Redazione

Cessione Milan news, ultime notizie oggi 4 agosto 2016: le novità e le indiscrezioni sulla trattativa tra Fininvest e la cordata cinese per l’acquisizione del 100% delle quote societarie.

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Foto LaPresse

L giornalista de Il Sole 24 Ore, Carlo Festa, sul suo blog The Insider, ha fatto il punto sulla cessione Milan. Nonostante sia saltato fuori il fondo Fosun, secondo Carlo Festa, lopzione del consorzio cinese di Sal Galatioto non solo non è ancora tramontata ma sarebbe lunica soluzione possibile. Loperazione della cordata Galatioto sul Milan non è affatto tramontata. Difficile dire quando si chiuderà, visto che di settimana in settimana viene prorogata la chiusura causa autorizzazioni varie di tipo governativo o altro. Ora il closing è previsto per settimana prossima. Sarà così?. Il giornalista, dunque, parla già di closin. Il futuro del Milan sarà certezza nei prossimi giorni? Credo che ormai, visti tutti questi ritardi, si cercherà di rendere definitivo il contratto fin da subito, un preliminare avrebbe davvero poco senso, vista anche la necessità di investire sul club. Credo si sia ormai perso troppo tempo.

Non solo cordate per il Milan. Il futuro della società rossonera è ancora avvolto dal mistero. Nonostante siano spuntati diversi fondi, ultimo quello Fosun, il Codacons propone un azionariato popolare, come quelli che si vedono in Spagna. Lidea è quella di consegnare il Milan nelle mani dei tifosi investendo solo 7 euro. Da qui nasce lidea del Codacons: perché tutti i 90 milioni circa di tifosi del Milan presenti in tutto il mondo non decidono di spendere 7 euro a testa e comprare la squadra? Con un valore stimato di circa 700 milioni lesborso per ogni singola persona sarebbe irrisorio e permetterebbe ad ogni tifosi di sentirsi proprietario di una delle squadre più importanti non solo in Italia ma in tutto il mondo. Per il momento si tratta solo di una proposta ma lazionariato popolare, in Spagna ad esempio, è adottato da decenni da club potenti come il Barcellona e il Real Madrid.

Sono ore caldissime per il futuro del Milan. La società rossonera continua ad essere in vendita e il futuro del club che Silvio Berlusconi ha contribuito a rendere grande nel calcio internazionale potrebbe parlare cinese. Con lingresso in società del fondo Fosun, le casse del Milan potrebbero respirare e potrebbe finalmente iniziare la vera sessione di mercato dei rossoneri. Adriano Galliani, finora, non è riuscito a chiudere per il grande nome. I ripetuti no di Carlos Bacca alle pretendenti hanno impedito allad rossonero di poter agire concretamente sul mercato ma qualora le indiscrezioni sullarrivo del fondo Fosun dovessero diventare concrete, i tifosi potrebbero cominciare a sognare. Uno dei grandi nomi per i quali Montella farebbe follie è quello di Juan Cuadrado, ex della Fiorentina, tornato al Chelsea dopo il prestito alla Juventus. Galliani ha già avuto contatti con i Blues chiedendo il giocatore in prestito con diritto di riscatto a fissato a 25 milioni di euro. Una cifra enorme per lattuale condizione economica dei rossoneri ma con larrivo dei cinesi tutto potrebbe cambiare. Conte permettendo.

Sono giorni davvero decisivi in casa Milan, in cui l’annosa vicenda societaria potrebbe vivere la svolta decisiva. A inserirsi nella corsa per l’acquisizione del Milan è il Fondo Fosum, che secondo le ultime indiscrezioni della redazione di Premium Sport, potrebbe portare al Milan nomi importanti. Prospettiva che alletta non poco i tifosi e la dirigenza rossonera, vittime entrambe del blocco ai fondi necessari al calciomercato estivo proprio a causa dell’operazione di cessione delle quote maggioritarie prima e poi dell’intera torta del Milan alla cordata di industriali cinesi rappresentata da Nicholas Gancikoff. Secondo Premium Sport infatti l’ingresso del Fondo Fosum all’interno della società rossonera potrebbe portare all’approdo con la maglia del Milan nomi come Isco e William Carvalho, anche se il nome più chiacchierato è sicuramente quello di Thiago Silva, il cui ricordo è ancora molto vivo negli animi del tifosi del Milan.

La cessione del Milan sta vivendo giorni importanti, forse decisivi: le voci secondo cui Mr. Bee sarebbe tornato alla carica con unofferta per acquisire il 48% delle quote societarie sono state bissate oggi dalla clamorosa indiscrezione che vuole il magnate cinese Guo Guangchang e il procuratore portoghese Jorge Mendes in sinergia per acquistare il Milan, dopo averci già provato qualche mese fa. Secondo le fonti, Fosun e Mendes avrebbero pronta una proposta da 740 milioni di euro, sostanzialmente dunque la stessa cifra messa sul piatto dalla cordata di imprenditori cinesi capeggiata da Steve Zheng e Sonny Wu. Voci che però non trovano fondamento: fonti Fininvest, come riporta Ansa, avrebbero infatti già smentito non solo la proposta ufficiale, ma anche solo una trattativa in essere con il gruppo Fosun. Ancora una volta viene confermato e ribadito che lunica negoziazione esistente per la cessione del Milan è quella che riguarda gli intermediari Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, che rappresentano la cordata di cui sopra; vero è che più di un consorzio o gruppo ha provato ad acquisire la società rossonera negli ultimi due anni, ma al momento solo un soggetto è confermato nella corsa.

Sonny Wu e Steve Zheng, Fosun e Jorge Mendes: la cessione del Milan sta diventando unasta di mercato. Lo avevamo anticipato nei giorni scorsi: nel ricordare lesclusiva ormai scaduta, Fininvest aveva fatto sapere di aver ricevuto altre due proposte per lacquisizione delle quote societarie. Adesso sappiamo di cosa si tratta, o meglio di chi si tratta: Mr. Bee è uno dei potenziali acquirenti, tratterebbe alle stesse cifre dellormai nota cordata cinese ma sarebbe interessato a rimanere socio di minoranza (vuole il 48% delle quote); laltro è Guo Guancghang, a capo della Fosun, che si appoggia a Jorge Mendes – il super procuratore. Il quale aveva già presentato unofferta la scorsa primavera; più bassa rispetto a quella di Sonny Wu, ma il patrimonio in possesso del magnate è tale da potergli permettere di rilanciare e spuntarla. Adesso la domanda sorge spontanea: il 16 agosto arriverà la tanto sospirata firma del contratto preliminare oppure ci saranno nuovi colpi di scena?

E Fosun sono interessati al Milan? La trattativa per la cessione della società rossonera si ammanta di nuovi scenari con lingresso del procuratore portoghese, supportato dallimpero Fosun che, come abbiamo detto, ha origini cinesi essendo presieduto dal magnate Guo Guangchang. Fosun negli ultimi giorni è già stata attiva nel mondo del calcio: per 55 milioni di euro, una cifra irrisoria rispetto a quella che è in ballo per la cessione del Milan, ha acquisito il Wolverhampton (dove Walter Zenga si è già insediato come nuovo allenatore) e come abbiamo detto aveva già presentato unofferta per rilevare il Milan. Fosun è un colosso: ha un capitale di 11 miliardi di euro di fronte ai quali i 550 offerti per la cessione del Milan sono sicuramente alla portata. Guangchang è il diciottesimo uomo più ricco della Cina e Forbes stima il suo patrimonio intorno ai 5,4 miliardi di dollari; altro profilo rispetto a quello di Sonny Wu, anche se al momento la sua offerta sarebbe più bassa. Il legame con Jorge Mendes nasce dal fatto che la sua Fosun è azionista della Gestifute di proprietà del portoghese. Il Milan ci pensa seriamente: è chiaro che la presenza di un super agente come Mendes, che tra gli altri ha in procura Cristiano Ronaldo e José Mourinho, sarebbe molto importante anche per le strategie di calciomercato.

Il nome di Jorge Mendes non è completamente nuovo per il Milan. Secondo quanto riportato questa mattina da ‘La Gazzetta dello Sport’ il nuovo investitore che potrebbe rilevare il club ci aveva già provato ad entrare nella cessione del Milan la scorsa primavera. L’imprenditore portoghese e i suoi soci avevano manifestato interesse per il club rossonero che era stata però messa da parte con l’arrivo dei cinesi con il fondo GSR di Sonny Wu alle spalle di Galatioto e Gancikoff. Mendes si era detto disposto a spendere 550 milioni di euro per rilevare il Milan in primavera, ma i suoi concorrenti avevano già messo sul tavolo delle garanzie importanti e avevano fatto firmare a Silvio Berlusconi l’esclusiva con la relativa penale di 100 milioni di euro scaduta però il 15 luglio. Ora lo scenario potrebbe nettamente cambiare, il gruppo Fosun è seriamente intenzionato a mettere le mani sul Milan e potrebbe raggiungere il suo scopo.

Novità di grossa caratura sulla cessione del Milan arrivano dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. Che riporta il possibile inserimento di un nuovo acquirente, estraneo alla cordata di Sonny Wu ma sempre di origini cinesi: si tratta del gruppo Fosun presieduto dal magnate Guo Guangchang. Il mediatore di questa nuova, potenziale trattativa per la cessione del Milan sarebbe una figura ben nota negli ambienti calcistici europei ovvero il portoghese Jorge Mendes, uno degli agenti di giocatori più ricchi ed influenti. Come riporta la Gazzetta l’accoppiata Fosun-Jorge Mendes avrebbe provato a farsi avanti per la cessione del Milan già in primavera, cedendo però di fronte all’esclusiva che poco dopo è stata assegnata al gruppo di Sonny Wu. Il rallentamento delle operazioni sembra però aver indotto Guo Guangchang a tentare una nuova offensiva: oltretutto la presenza di Jorge Mendes garantirebbe al Milan una maggiore operatività in questa sessione di calciomercato, anche se al termine della finestra attuale manca ormai meno di un mese. Il portoghese potrebbe collaborare attivamente con Adriano Galliani per portare a Milano, sponda rossonera, alcuni dei suoi assistiti (si fanno ad esempio i nomi dei portoghesi William Carvalho e Joao Moutinho, oltre che dello spagnolo Isco). Per l’impero Fosum il Milan non sarebbe in ogni caso la prima ‘preda’ europea: il colosso cinese di Guo Guangchang ha infatti appena acquistato il Wolverhampton, società che milita nella Championship (la Serie B inglese) e che ha appena assunto Walter Zenga come nuovo allenatore. In attesa di reazioni ufficiali da parte di Fininvest e/o del fondo GSR, quello di Sonny Wu e soci, attenzione quindi alla possibile svolta nell’affare per la cessione del Milan

A pochi giorni da quella che dovrebbe essere la deadline per la firma del contratto preliminare, la cessione del Milan non registra ulteriori passi avanti e i tifosi non la prendono bene. TuttoMercatoWeb ha fatto il punto su una trattativa bloccata e che dallo scorso aprile sostanzialmente non si è mossa di un centimetro, se non per la rivelazione di alcuni dei nomi della cordata cinese e la firma di unesclusiva che però è scaduta da quasi due settimane, tanto che due nuovi gruppi (uno comandato da Mr. Bee) si sarebbero fatti avanti e sarebbero pronti a rilevare una parte o la totalità delle quote della società rossonera. Intanto però, come detto, il malcontento è evidente nelle cifre degli abbonamenti venduti per la prossima stagione: appena seimila tessere e il concreto rischio di un San Siro disertato, cosa che ovviamente non gioverebbe allimmagine della società e di sicuro non aiuterebbe la squadra. Anche Matteo Salvini, segretario di Lega Nord e noto tifoso del Milan, ha detto la sua lasciando ai social network un eloquente commento: Da vecchio cuore milanista non ne posso più!. E solo uno dei tanti messaggi, tutti in linea con questo tenore.

Non ci sono novità circa la cessione del Milan: oggi si parla soprattutto del caos che regna in via Aldo Rossi. Come è riportato su Goal.com, dove si sottolinea come da dieci giorni i contatti proseguano con cadenza quotidiana, ma che nonostante questo la situazione sia ferma allo stesso punto in cui era allora. Come è possibile? Lo avevamo già detto: la motivazione principale riguarda il fatto che la cordata cinese ha deciso in corsa di acquisire il 100% delle quote del Milan, rendendo dunque necessaria una ristrutturazione di quel contratto preliminare che, una volta firmato, segnerebbe il primo passo verso la conclusione delloperazione. Non un punto di non ritorno: infatti, Silvio Berlusconi avrebbe inserito una clausola grazie alla quale avrebbe la facoltà di fare marcia indietro in caso di ripensamento. Ad ogni modo la confusione è palpabile: solo tra ieri e oggi ci sono state almeno tre voci una in contrasto con laltra, e addirittura è tornato alla luce il nome di Mr. Bee che sembrava chiuso in un cassetto buio dopo il grande abboccamento della scorsa estate con grandi speranze, 150 milioni di fondi per il mercato stanziati da Fininvest e un addio consumato prima ancora che si arrivasse a qualcosa.

La cessione del Milan ha una data fissata da tempo: quella del 16 agosto. Appena dopo Ferragosto infatti la cordata cinese capeggiata da Steve Zheng dovrebbe finalmente ultimare la nuova versione del contratto preliminare e apporre, insieme a Fininvest, la firma che porterà successivamente al closing. Intanto però, come abbiamo già rivelato, sul tavolo della holding sarebbero arrivate alte due proposte: prende sempre più corpo insomma lipotesi secondo la quale Bee Taechaubol sarebbe pronto a rifarsi avanti, dopo gli abboccamenti della scorsa estate che non avevano trovato fondamento. Mr. Bee sarebbe a capo di una cordata che farebbe capo al Ministero delle Finanze cinese; sarebbe in attesa di un segnale da parte di Fininvest per tornare a trattare. Le condizioni economiche sarebbero le stesse degli investitori con cui il Milan aveva firmato un contratto di esclusiva (scaduto quasi un mese fa); tuttavia Mr. Bee andrebbe ad acquistare soltanto il 48% delle quote della società rossonera. Lo aveva riportato Tuttosport, rivelando anche come il broker thailandese entrerebbe in scena solo qualora i negoziati in essere dovessero essere annullati. Unipotesi che era stata ventilata dalla Cina, ma che è stata poi smentita da entrambe le parti.

Al 3 agosto 2016 il Milan non è ancora passato di mano: la cessione della società rossonera sta diventando sempre più un rebus difficile da districare. Ritardi, rinvii, slittamenti di date, firme che non arrivano, voci di annullamento e la comparsa improvvisa di altre due cordate (o gruppi) pronte a rilevare le quote della società rossonera. Se la strategia di Fininvest è comunque chiara (la holding attende e, scottata dal precedente di un anno fa, non vuole più investire in anticipo fondi che potrebbe non rivedere), non si capisce bene quale sia lo schema tattico del consorzio cinese. Se lo chiede anche diariodelweb.it, che pone laccento su una domanda: come mai i cinesi, che spenderanno quasi un miliardo di euro per la totalità delloperazione, non vogliono sganciare nemmeno 15 milioni (al confronto bruscolini, passando il termine) per un calciomercato estivo anche solo al ribasso? Mancano meno di tre settimane allinizio del campionato e appare chiaro che il Milan non riuscirà ad effettuare una campagna acquisti degna di questo nome; sembra quasi che la cordata cinese voglia prendere tempo, ma per lappunto non è chiaro il motivo di questa strategia. Intanto i tifosi sono sempre più sfiduciati

Continua a lavorare sulla cessione del Milan e lo fa trattando con la cordata cinese di Steve Zheng e Sonny Wu; si va verso la chiusura del contratto preliminare e in questo senso abbiamo già riportato la data del 16 agosto, quando ci sarà una probabile conference call per definire i dettagli. Tuttavia, come riportato da più parti – lo ha fatto questa mattina Il Giornale – la minaccia della holding che detiene il 99,9% delle quote del Milan sarebbe seria: a più di un mese e mezzo dalla scadenza dellesclusiva, Fininvest avrebbe preso in seria considerazione le altre due proposte di acquisizione arrivate sul tavolo, anche perchè le cifre sarebbero molto vicine, se non identiche, a quelle di cui si parla da tempo. E dunque, il rischio concreto è quello di unasta: per questo motivo Nicholas Gancikoff preme per chiudere, per questo motivo i tifosi rossoneri potrebbero dover aspettare ancora per vedere il Milan passare nelle mani di imprenditori stranieri.

La cessione del Milan si farà, con tempi e modi previsti da Fininvest. E questa lindiscrezione lanciata da SportFair.it: le voci arrivate dalla Cina, secondo cui la trattativa tra la holding e la cordata cinese sarebbe stata annullata, non hanno trovato fondamento e sono state immediatamente smentite da entrambe le parti. Ora emergono altri fatti: secondo le voci della mattinata, quando lesclusiva con il consorzio asiatico è scaduta (lo scorso 15 luglio), Fininvest ha proseguito i contatti con la cordata ma ha anche messo pressione alla controparte, rivelando di aver ricevuto due proposte alternative. Un particolare che ovviamente non ha lasciato indifferenti Steve Zheng e i suoi soci nellaffare: laccelerata decisiva, con lobiettivo di arrivare alla firma del contratto preliminare il prossimo 16 agosto, potrebbe arrivare proprio da questa mossa di Fininvest. Al momento non abbiamo ancora certezze, ma staremo a vedere quello che succederà nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Estate tormentata, quella del Milan. Il club rossonero sta vivendo l’apocalittico passaggio di consegne: la cessione dalle mani di Silvio Berlusconi a quelle del cinese Sonny Wu, imprenditore a capo di GSR Ventures e della cordata che intende acquistare la totalità delle azioni societarie. Nelle ultime settimane i tempi per la cessione del Milan si sono dilatati in continuazione: prima la resistenza di Berlusconi, poi per il mutamento dei termini dell’affare (i cinesi sono passati dall’acquisizione dell’80% a quella totale), ora per la definizione di tutti i dettagli burocratici relativi allo spostamento di grossi capitali di denaro dalla Cina. Una data significativa per la cessione del Milan è stata identificata nel 16 agosto, giorno in cui Fininvest e nuovi acquirenti potrebbero muovere un passo avanti concreto; nel frattempo però la firma per l’accordo preliminare è slittata e questo avrà ripercussioni sull’attuale finestra di calciomercato. Come ha riportato La Gazzetta dello Sport in edicola oggi, senza le firme per la cessione del Milan la cordata cinese non potrà intervenire attivamente per finanziare la squadra. La gestione degli acquisti rimane quindi per il momento appannaggio di Fininvest: Berlusconi dovrà decidere se compiere un altro sforzo di tasca sua, come quello di un anno fa, o se lasciare che Galliani tenti di cavarsela tra operazioni a costo zero o prestiti con futuri diritti di riscatto. Non una prospettiva allettante, ma al momento realistica.  

Tra voci di trattative saltate e smentite più o meno di rito, sembra proseguire l’iter che porterà alla cessione del Milan da parte dell’ex Premier Silvio Berlusconi. La novità però, da quanto riferiscono fonti ben informate all’Agi, è che la composizione dei soci che vogliono acquistare il club rossonero sarebbe “leggermente mutata”, così come lo sarebbe la suddivisione stessa delle quote da acquisire. Dal momento però che l’esclusiva della trattativa con la cordata cinese per la  cessione del Milan è scaduta il 15 di luglio, Fininvest ha provveduto ad inviare una lettera al consorzio che intende rilevare il club confermando la sua volontà di continuare a trattare, senza precludersi però l’opportunità di discutere della cessione del Milan con altri potenziali acquirenti. A tal proposito sarebbero già due le richieste arrivate sul tavolo di Fininvest, con nuovi soggetti desiderosi di cominciare a trattare con Silvio Berlusconi la  cessione del Milan, sebbene, sempre secondo Agi, le cifre dell’affare non sarebbero poi così diverse da quelle offerte dai cinesi. L’unica trattativa vera e propria per lacessione del Milan resta dunque quella con i cinesi rappresentati da Sal Galatioto, con il 16 agosto che potrebbe rappresentare la data giusta per il tanto atteso closing. L’altra novità poi ci dice che Berlusconi ha deciso di trattare solo con società che vorranno acquistare solo la totalità della società, il cento per cento, e non per acquistarne magari una porzione o sostenere chi è al momento in auge come si era pensato prima.

La cessione del Milan ha vissuto una giornata davvero intensa. Non per quanto sia stato fatto per il passaggio della proprietà nelle mani della cordata cinese: da quel punto di vista anzi siamo lontani dalla conclusione. La voce dalla Cina secondo cui la trattativasulla cessione del Milan si sarebbe bloccata ha tenuto tutti con il fiato sospeso; poi sono arrivate le smentite dalle due parti, e dunque si attende il 16 agosto per la firma del contratto preliminare (se non ci saranno ulteriori ritardi). Intanto però chi gravita intorno alla galassia rossonera non sta prendendo bene questi slittamenti e questa impasse sulla cessione del Milan: Mario Ielpo, ex portiere rossonero, ha parlato a MilanNews.it e ha usato toni forti per descrivere la situazione. E incredibile ha detto da mesi e mesi si parla della cessione del Milan ma questa non avviene mai. Ielpo ha sottolineato come sia davvero difficile operare in sede di mercato con questo stallo; Sivlio Berlusconi ha avuto problemi di salute, ma la situazione non può essere lasciata nellincertezza più assoluta. Il punto secondo Ielpo non risiede tanto nellimmobilismo sul mercato, perchè il Milan potrebbe anche sopperire per una stagione; si tratta invece di una situazione brutta per i tifosi e per limmagine del club

La cessione del Milan è un argomento quanto meno d’attualità. I rossoneri infatti sembrano pronti a cambiare gestione con l’accordo che secondo MilanNews.it è ratificato al sedici agosto. Il portale rossonero racconta però che sono cambiati i termini dell’accordo. PAre che la holding della famiglia di Silvio Berlusconi abbia presa la decisione di non prendere in considerazione le offerte che portino a una partecipazione per una quota di minoranza. I rossoneri infatti cercano un acquirente che arrivi ad acquistare la totalità del club. Per questo il tempo stringe e se Gancikoff non convincerà il club si valuteranno nuove soluzioni.

Anche Fininvest ha smentito che la cessione del Milan sia saltata. La trattativa per il passaggio della società rossonera nelle mani della cordata cinese prosegue: adesso cè anche la voce della seconda parte in causa, dopo che già Nicholas Gancikoff aveva provveduto a fare chiarezza sulle voci arrivate dalla Cina. La speranza di tutti è che entro il 16 agosto arrivi la firma sul contratto preliminare; fino a quel momento il calciomercato del Milan è bloccato perchè, come riportiamo da giorni, Fininvest non ha intenzione di ripetere lesperienza dellanno passato, quando stanziò praticamente a fondo perduto 150 milioni di euro per le operazioni in entrata. La holding che possiede il Milan, oltre a quelloperazione, ha già scritto a bilancio (quello di dicembre 2015) altri 10 milioni di euro e ha aperto una linea di credito per altri 70 milioni (lo riporta Calcio e Finanza); il fatto che la trattativa per la cessione non sia conclusa non andrà a intaccare le scelte di Fininvest, che aspetta con fiducia il completamento del contratto preliminare da firmare e il closing, che potrebbe arrivare a un mese e mezzo dalla prima firma.

Continuano ad arrivare dei particolari legati alla prossima cessione del Milan. L’allarme lanciato in mattinata del ritiro della cordata cinese è ormai sventato con il pubblico che ha capito come con calma si possa arrivare alla conclusione della trattativa. Secondo quanto riportato da MilanNews.it pare che ci sia la data dell’incontro tra Gancikoff e Fininvest fissato in calendario per il sedici agosto prossimo. Questo potrebbe portare al closing e quindi dare almeno due settimane di tempo, nonostante l’inizio del campionato, alla società rossonera per avere la possibilità di andare a fare calciomercato. Infatti in questo momento le trattative sono bloccate e ci vorrà del tempo prima che si possa arrivare a qualcosa di ufficiale dal punto di vista societario. I fondi poi arriveranno per sistemare la squadra in alcuni dei reparti ora in difficoltà.

La clamorosa voce che arriva dalla Cina riguardo la cessione del Milan riguarda lannullamento della trattativa tra Fininvest e la cordata cinese. Unindiscrezione rimbalzata negli ultimi minuti e che, esattamente come un anno fa, porrebbe un brusco stop al passaggio del 100% delle quote societarie nelle mani di investitori stranieri. Tuttavia è già arrivata la smentita di Nicholas Gancikoff: figura chiave nella trattativa – è ladvisor del consorzio cinese – e futuro direttore sportivo del Milan se tutto andrà in porto, Gancikoff è stato contattato dalla Gazzetta dello Sport e ha già provveduto a rassicurare i tifosi rossoneri. La trattativa prosegue, sia pure tra molte perplessità e la mancanza di fiducia da parte dei tifosi (come dimostrano i commenti sul web e la bassa quota di abbonamenti venduti); si lavora per arrivare alla firma del contratto preliminare entro il 16 agosto poi, come abbiamo riportato, il closing potrebbe essere effettivo entro un mese e mezzo.

La cessione del Milan è stata annullata? In questo momento le voci si rincorrono. Dalla Cina, come abbiamo riportato, è arrivata la clamorosa indiscrezione secondo cui sarebbe tutto bloccato e sostanzialmente in via definitiva, ma dallItalia le notizie sono contrastanti e anzi si parla di un closing che starebbe per arrivare. Lo ha detto il giornalista Carlo Pellegatti, da sempre vicino alle vicende rossonere, a Premium Sport: secondo lui la cordata cinese non avrebbe affatto interrotto i negoziati con Fininvest per lacquisizione del 100% del Milan, anzi vorrebbe arrivare al closing entro un mese e mezzo dalla firma del contratto preliminare. Cambiano nuovamente le carte in tavola, ma a questo punto bisognerà stabilire quando arriverà questa prima firma: sembrava tutto pronto per la prima settimana di agosto e invece ora le notizie raccontano di un contratto da sottoscrivere dopo Ferragosto, forse addirittura alla fine del mese. Fosse così, e se non ci fossero ulteriori ritardi nella trattativa, il Milan completerebbe la cessione della società entro la metà di ottobre, dunque la cordata cinese sarebbe pronta a finanziare la finestra invernale del calciomercato del Milan.

Clamorose novità sulla cessione del Milan: una notizia della quale si ventilava lipotesi e che ora viene rilanciata con sicurezza dal portale cinese Dongqiudi. La trattativa tra Fininvest e la cordata cinese sarebbe stata definitivamente annullata: sarebbe un riscontro incredibile e del tutto inatteso. Sapevamo delle difficoltà e dei continui rinvii, ma sembrava che le due parti avessero raggiunto un accordo e che la firma del contratto preliminare fosse vicina, subordinata al completamento della nuova stesura. Invece Dongqiudi parla di annullamento, e se la voce fosse confermata significherebbe che il Milan non sarebbe venduto nemmeno questa estate; per i tifosi si tratterebbe di un durissimo colpo, di fatto la replica di quanto accaduto un anno fa con il lungo tira e molla con Mr. Bee. Sarebbe però un avvenimento difficile da mandare giù anche per la squadra e per tutto lambiente del Milan, che ormai ragionava già in termini di un passaggio di proprietà che, magari non subito ma a breve termine, avrebbe dovuto portare a una rinascita del club e dei suoi risultati sportivi. Naturalmente si attendono conferme in merito a questa indiscrezione; per il momento le parti non parlano e la situazione è ancora poco chiara.

Come abbiamo detto in precedenza, il continuo slittamento della firma del contratto preliminare, che avvierà di fatto la cessione del Milan, ha conseguenze negative non soltanto sul mercato della squadra rossonera, fermo per il momento alle acquisizioni di Lionel Vangioni (a parametro zero) e Gianluca Lapadula, ma anche su altri aspetti della realtà che gravita intorno al club. Degli effetti sul marketing abbiamo parlato; ora, come riporta il Corriere della Sera, il problema principale è quello della vendita degli abbonamenti che naturalmente porta introiti nelle casse della società. Per il momento sono appena 6 mila le tessere vendute: una cifra irrisoria che rischia anche di creare un ambiente difficile nel quale giocare. San Siro insomma non crede nel nuovo Milan, anche perchè un nuovo Milan per il momento non cè e ancora una volta i rossoneri devono fare i conti con il problema degli abbonamenti. Era il luglio del 2012 quando Adriano Galliani aveva aperto alla restituzione dei soldi ai tifosi scontenti per il calciomercato. Nel corso del quale, nonostante le promesse, erano partiti Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva oltre alladdio dei senatori Nesta, Gattuso e Filippo Inzaghi (lanno prima aveva salutato Andrea Pirlo).

Quando avverrà la cessione del Milan? Ancora non è dato saperlo: si parla di fine agosto come data ultima per la firma del contratto preliminare, ma il closing è già stato posticipato più volte nel corso degli ultimi mesi e di conseguenza regna lincertezza. Lo sottolinea anche La Stampa oggi, mettendo in luce il fatto che il mancato accordo tra Fininvest e la cordata cinese stia giovando poco al calciomercato del Milan, ancora bloccato e costretto ad autofinanziarsi con le cessioni dl lusso (al momento i maggiori indiziati alla partenza sono Carlos Bacca e Mattia De Sciglio). Non solo: secondo il quotidiano, il fatto che la cessione del Milan ritardi è un problema anche per altri rami della società: per esempio al marketing. Si stima infatti che i rossoneri abbiano perso circa 45 milioni di euro in sponsorizzazioni non autorizzate e contratti con le nuove Academy nel mondo che sono stati bloccati. Insomma: il fatto che Silvio Berlusconi non abbia ancora venduto non rappresenta un problema soltanto per la squadra a disposizione di Vincenzo Montella e i risultati che eventualmente raggiungerà in stagione, ma anche per tutto il Milan inteso come realtà e azienda a 360 gradi. Anche per questo motivo i tifosi sperano che limpasse si rompa presto e il contratto preliminare venga firmato.

Rimangono ancora senza risposta numerosi interrogativi che ormai da diverse settimane tormentano i tifosi del Milan a proposito della cessione della totalità delle quote della società dalle mani di Fininvest e famiglia Berlusconi a questa cordata di industriali cinesi i cui contorni non sono affatto chiari. Gli stessi tifosi sono già scesi a protestare nei giorni scorsi chiedendo maggiore chiarezza sul futuro del Milan, la cui cessione si sta prolungando da troppo tempo e ha influito non poco sul calciomercato estivo. Il sentimento forse più diffuso è però una certa tristezza per la fine della gloriosa era Berlusconi, così ricca di soddisfazioni e successi per il Milan. Simile sentimento è anche quello di Giuseppe Sabadini, intervistato ai microfoni di TMW Radio. L’ex difensore del Milan ha infatti affermato: “Dispiace che Berlusconi abbia deciso di lasciare, ma è normale che la squadra passi in altre mani in questo momento complicato. C’è però da sperare che chi gestirà il Milan faccia le cose nel modo giusto”.

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