Serie A/ Inter, su Icardi serve analisi “costi-benefici”, il Milan va e la Roma…

- Alfredo Mariotti

Serie A, 26^ giornata: ALFREDO MARIOTTI analizza gli anticipi con le sconfitte clamorose dell’Inter a Cagliari e della Roma nel derby con la Lazio.

Caicedo Brozovic Lazio Inter lapresse 2019
Diretta Inter Lazio (Foto LaPresse)

L’Inter pensa davvero di raggiungere la Champions in questa Serie A con Brozovic e Vecino a centrocampo, il pacco Nainggolan che la Roma le ha rifilato – anche se contro il Cagliari ha giocato meno peggio del solito – e con nessuna possibilità di aggiungere un compagno in attacco a Lautaro? Il miglior Cagliari della stagione l’ha stroncata superandola in velocità, chiudendole ogni via di passaggio verso la propria porta e mettendo in mostra due grandi giocatori: Pavoletti e Barella. Se Spalletti e la società bauscia non richiamano subito Icardi  (vorrei sapere chi è lo scienziato che ha avuto l’idea di togliergli la fascia di capitano), Milan, Lazio e Roma se ne andranno tranquille a raggiungere l’Europa che conta e i nerazzurri faranno fatica a giocare. Il prossimo anno, si va nella coppa degli “sfigati”. Peraltro, con Brozovic che pare spompato, il centrocampo non fa filtro e la difesa comincia a ballare. Nel finale, ancora una volta, ecco la carta della disperazione: Ranocchia attaccante. Come all’Oratorio, dove il più alto o faceva il portiere oppure veniva mandato a infastidire il portiere avversario. Fossi Marotta, giocatori e allenatore sarebbero già in ritiro a tempo indeterminato: hanno voluto far fuori Icardi, ora vincano. Se invece il treno è alla stazione d’arrivo, il primo a scendere deve essere il capotreno Spalletti.

Non so quali siano le intenzioni della società nei suoi confronti ma, se pensano di non confermarlo per il prossimo anno, sostituendolo con Conte, lo cambino subito, ormai è “depotenziato“. Non è riuscito a far digerire alla squadra l’abbattimento morale per la “ladrata” propinatale da Abisso la scorsa settimana, che allenatore è? I giocatori sono apparsi impauriti, Politano e Valero hanno fallito due occasioni enormi, il palo ha tenuto Lautaro lontano dalla doppietta (significa che non è neanche un momento fortunato e ciò è ancora peggio). D’altra parte, in casa nerazzurra, sono due mesi che non si parla di calcio, come fa la squadra a concentrarsi sulle partite? Se non si punta più alla Champions bisognerà prendere provvedimenti: 1) chiamare Toninelli per il calcolo costi/benefici; 2) ridurre il progetto societario prendendo esempio dalla Tav. Per essa, dopo i calcoli, si è decisa la riduzione. Cè da capire come. Possiamo pensare a due vie: 1) raccontare che si è provveduto a cambiamenti a 360 gradi; 2) risparmiare sui binari costruendoli in plastica o più stretti. Quando il treno arriverà a Torino tutti a terra, si cambia, salendo su piccoli treni o carrellini fino a Lione.

Chi invece va come un treno in Serie A è il Milan. Vittoria, su autorete, col Sassuolo con cantonata arbitrale che anziché ammonire Piatek, per evidente simulazione, ha espulso il portiere Consigli uscito pirlescamente su una lunga ciabattata milanista. In aggiunta anche un palo di Boga. Fabbri al Var, come già aveva fatto a Firenze in Inter/Fiorentina, ha visto tutto. Ha chiamato l’arbitro per suggerirgli di non fare cavolate ma, anche stavolta, è rimasto inascoltato. Ora i casciavit hanno superato l’Inter in classifica e sono lanciati all’inseguimento del Napoli. Sarà felice il presidente Squinzi, tifosissimo dei rossoneri; nessun problema se il suo Sassuolo ha giocato meglio ma perso, non ha più nulla da chiedere, o temere, in questo campionato.

Asfaltata la Maggica, la Lazio si ripresenta fra le pretendenti ai primi posti della classifica di Serie A. Nel derby capitolino la Roma ha resistito dodici minuti. Poi la partita, iniziata storta, si è stortata ancor più. Tutto è finito quando Pastore ha mancato il pareggio da due passi. D’altra parte giusto così: chi di bidone ferisce (Nainggolan) di bidone perisce (Pastore). Non si è compreso Zaniolo schierato ala sulla destra: perché non dietro le due punte? Vallo a sapere. Centrocampo giallorosso lento, compassato e difesa traballante. Speriamo sia dovuto al pensiero per l’incontro di Champions col Porto. Potrebbe essere. Manca Napoli-Juventus, il posticipo di giornata. Con tredici punti di distanza non è possibile pensare ad una riapertura della lotta scudetto. Per cui facciano quello che ritengono più opportuno. Alla fine, di riffa o di raffa, i Gobbi non perderanno. Senza problemi di classifica potrebbe anche risultare una bella partita. La lotta di reale interesse è rimasta quella per entrare in Champions. Per questo turno, la giornata, è finita al sabato sera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA