SERIE B/ Bagnoli: Mandorlini è un grande allenatore (esclusiva)

- int. Osvaldo Bagnoli

Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona che vinse lo scudetto nel 1985, ci parla della squadra di Mandorlini, grande protagonista in serie B. L’artefice principale è Mandorlini.

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Esultanza del Verona all'Olimpico (Infophoto)

Una squadra sorpresa che sta stupendo tutti. Il Verona sta disputando una stagione straordinaria. Anche nell’ultima partita di Coppa Italia contro la Lazio è stato sconfitto solo 3-2 al 90’ per una prodezza di Hernanes. E in campionato si trova al secondo posto in classifica con 41 punti dopo 21 giornate a un solo punto dal Torino capolista. Un Verona insomma che spera di fare il doppio salto di categoria, come già successo al Novara, dalla Prima Divisione alla serie A in due sole stagioni. L’allenatore della società scaligera è Andrea Mandorlini, artefice anche della promozione in serie B. Insomma questa squadra sta mostrando buon calcio e nello stesso tempo facendo sognare i tifosi. Per parlare quindi di questo piccolo mìracolo calcistico abbiamo sentito il tecnico che condusse il Verona alla conquista dello scudetto nel 1985, Osvaldo Bagnoli. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net

Come vede questo Verona?
Lo vedo molto bene, guidato da un tecnico preparato e competente come Andrea Mandorlini, il primo vero artefice di questi successi del Verona. D’altronde Mandorlini aveva già dimostrato nella sua carriera di essere un allenatore molto valido. Già l’anno scorso era riuscito a portare il Verona in serie B. E si può tranquillamente dire che i risultati di questa stagione sono la conseguenza di quelli precedenti.

Quali sono gli altri artefici delle vittorie di questo Verona?
I giocatori naturalmente e poi la società che si sta dimostrando molto attrezzata, molto preparata in tutti i sensi.

Qual è il segreto di queste vittorie?
E’ il gruppo vincente di questa squadra che sta dimostrando una coesione incredibile. Anche dopo la sconfitta di Roma con la Lazio, sia Mandorlini che i giocatori si sono dimostrati sereni, hanno accettato la sconfitta, segno di una maturità straordinaria.

Pensa che il Verona possa essere promosso?
Speriamo di si, ma tocco ferro naturalmente. Sarebbe una cosa bellissima vedere di nuovo Verona con due squadre in serie A.

Che clima si respira in città?

C’è tanto entusiasmo. A Roma, per la partita con la Lazio, sono andati addirittura 2500 tifosi del Verona.

Sembrano tornati i tempi in cui lei vinceva lo scudetto…

Eravamo una squadra forte, che oltre a quello scudetto ottenne due quarti posti e fece due finali di Coppa Italia. Eravamo un grande gruppo.

Poi lei andò al Genoa e anche lì fece grandi cose…

Un quarto posto anche lì e una semifinale di Coppa Uefa. Se quella squadra avesse avuto lo stesso spirito di gruppo del Verona avrebbe potuto fare cose ancora più grandi.

E col Milan da calciatore vinse uno scudetto.

Una cosa bellissima, ma ero solo un ragazzo. Però ebbi la fortuna di giocare assieme a grandi campioni come Liedholm e Schiaffino. Ma i miei ricordi più belli sono legati ai successi col Verona e il Genoa. 

E’ancora tifoso del Verona?

Certamente. Posso tranquillamente dire che ho la pelle giallorossoblu, perché anche i colori del Genoa mi sono rimasti impressi fino in fondo.

 

(Franco Vittadini)

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