CALCIOMERCATO/ Torino, voto 6,5 al mercato: bene Gillet, Cerci e le cessioni

- La Redazione

Le pagelle del mercato del Torino: presi Gillet in porta, Agostini sulla sinistra, Brighi e Gazzi in mediana, Cerci, Sansone e Birsa per l’attacco. Cessioni non di grido

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I giocatori del Toro in festa: è arrivata la prima vittoria (INFOPHOTO)

Mercato sufficiente, da , per il neopromosso Torino di Giampiero Ventura. Il colpo più importante, per Urbano Cairo, è stato quello di trattenere big come Rolando Bianchi e soprattutto Ogbonna, accostato, come ogni anno, a svariate big. Buona, tutto sommato, la campagna acquisti, che ha portato in granata giocatori come Gillet, Agostini, Brighi, Gazzi e Cerci, pupillo di Ventura, che per la verità si sarebbe aspettato anche qualche altro ‘regalino’ da Cairo. L’unica partenza che forse ha lasciato qualche rimpianto è stata quella di Mirco Antenucci, tornato a Catania (che lo ha girato allo Spezia) dopo aver dato un buon contributo nell’anno della promozione.

Il belga Gillet, preso dal Bologna, è indubbiamente un estremo difensore di buon rendimento, continuo e affidabile. Alle sue spalle i due Gomis, Lys e Alfred.

La difesa, rigorosamente a quattro, sarà imperniata su Angelo Ogbonna, quasi una bandiera granata. Al suo fianco, molto probabilmente, giocherà il polacco Glik, roccioso abbastanza per far bene in B ma forse non sufficientemente dinamico per il piano di sopra. Sulle fasce, a sinistra spazio al nuovo arrivato Agostini, giocatore di sostanza, lasciatosi piuttosto male con il Cagliari, mentre sull’altra corsia dovrebbe toccare a Darmian. Da scoprire il mancino uruguagio Caceres, affidabile il connazionale Rodriguez, prelevato dal Cesena. Completano il reparto D’Ambrosio, Di Cesare, Salvatore Masiello e Migliorini, arrivato in estate dal Chieti.

La nuova coppia centrale, nel 4-2-4 di Ventura, dovrebbe essere formata dall’ex romanista Brighi e Gazzi, acquistato dal Siena. Ottima sul piano di quantità e dinamismo, più carente per l’impostazione della manovra. Non mancherà la concorrenza: da Basha a Suciu (impiegabile anche come trequartista), passando per Vives e De Feudis, sono in tanti a sgomitare per un posto. Tanta quantità, qualità non eccelsa: un vero e proprio playmaker di spessore, quello che l’anno scorso fu Manuel Iori, non c’è.

L’estro di Alessio Cerci, arrivato dalla Fiorentina, e la fisicità del capitano, Rolando Bianchi, sono i principali punti di forza. Ma occhio anche al talentuoso Sansone, che ha fatto benissimo col Sassuolo, e allo sloveno Birsa, poco decifrabile con la maglia del Genoa. Quanti gol può fare Bianchi in A? Con la Reggina ne fece 18, ma parliamo di cinque anni fa. Scalpitano Sgrigna, Meggiorini e i talentuosi Santana – se sta bene, uno dei due posti da ala è suo – Stevanovic e Bakic, trequartista montenegrino di cui in patria si dice un gran bene. Molto talento, qualche certezza, alcune incognite.

Passivo di 12,3 milioni. Spesi 13,4 milioni, incassati solo 1,1 milioni. La società ha investito, tra i vari colpi, 2,5 milioni per la metà di Cerci e 2,6 per Gazzi. Quasi nulli gli introiti derivanti dalle partenze.

Gillet, Brighi, Sansone, Santana, Rodriguez, Gazzi, Caceres, Cerci, Bakic, Agostini, Birsa, Migliorini.

Iori, Oduamadi, Benussi, Coppola, Pasquato, Guberti, Surraco, Antenucci, Morello, Zavagno, Pratali, Gasbarroni.

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