Rugby/ Italia-Australia (test match): il pronostico di Marco Bollesan (esclusiva)

Torna in campo la nazionale italiana di rugby, in occasione del test match di Torino contro l’Australia: l’ex terza linea centro Marco Bollesan parla di alcuni temi che precedono la sfida

09.11.2013 - int. Marco Bollesan
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(INFOPHOTO)

Marco Bollesan, storico terza linea centro della nazionale italiana di rugby, prevede un pronostico pessimista per Italia-Australia, prossimo test match degli azzurri. L’incontro è in programma alle ore 15:00 allo stadio “Olimpico” di Torino. Sarà il primo di tre amichevoli della nazionale di rugby: il secondo si disputerà il 16 novembre a Cremona, contro le isole Fiji, mentre il 23 si tornerà in Italia, per sfidare contro l’Argentina a Roma. L’anno scorso Italia-Australia finì 19–22, e i nostri sfiorarono il pareggio fallendo l’ultimo calcio per l’aggancio. Quest’anno troveremo un’Australia delusa per aver perso contro l’Inghilterra (13-20): il tecnico azzurro Jacques Brunel dovrà caricare a dovere i ragazzi, per entrarre dai loro muscoli una partita gagliarda. Potrebbe essere fondamentale anche il tifo del pubblico di Torino. Per introdurci al test match Italia-Australia abbiamo intervistato in esclusiva Marco Bollesan. Ecco le sue impressioni.

Italia–Australia partita impossibile? Non sarà una partita assolutamente facile, visto il valore dell’Australia che è una tra le nazionali più forti al mondo. Vincere non credo sia alla portata dell’Italia; nemmeno ripeterci come l’anno scorso quando sfiorammo mi sembra semplice. Penso però che potremo disputare una bella positiva, stando a contatto nel punteggio.

Riusciremo a contenere il margine di punti di svantaggio? Sarebbe una cosa molto importante, anche a livello mentale: confermeremmo i progressi degli ultimi tempi. Poi però conta il risultato finale, che è quello che rimane negli annali del rugby, e su questo sono più pessimista anche se nulla va dato per scontato. Le sconfitte di misura hanno poca importanza rispetto a un successo contro una big del rugby mondiale…

Come dovremo giocare per bloccare i “Wallabies”? Dovremo giocare coperti, stare nella loro metà campo, chiudere tutti gli spazi. Non sarà facile perchè l’Australia è una formazione forte in tutti i fondamentali, i reparti del rugby.

Oltretutto l’Australia viene dalla sconfitta con l’Inghilterra, avrà voglia di riscatto… La sconfitta con l’Inghilterra è stata presa male in Australia, anche perchè c’è tanta rivalità tra le due nazionali. Se i Wallabies tornassero in patria con un bilancio negativo si aprirebbero tanti processi. Credo che per loro vincere con l’Italia sia un fatto scontato.

Tre partite importanti: Australia, Fiji e Argentina per vedere i progressi degli azzurri? Sì, questi impegni misureranno le nostre possibilità. Quello con le isole Fiji sarà presumibilmente la meno difficile. L’Argentina invece è superiore all’Italia, è una nazionale con tanti giocatori in giro per il mondo, che hanno tanta esperienza. Una nazionale che è cresciuta molto negli ultimi tempi, difficile da battere. Forse però con loro potremo sperare anche in una grande partita.

C’è sempre  interesse per la Nazionale, il rugby si può definire uno sport popolare in Italia? Penso di sì, il rugby è sport affascinante, piace alla gente, è coinvolgente pur non avendo lo stesso richiamo del calcio. La nazionale richiama tanta gente in Italia anche se non ottiene grandi risultati, anche quando perde. E’ bello sicuramente il cosiddetto terzo tempo, in cui si condivide il post partita bevendo thè e mangiando qualcosa, un momento che può essere molto umano. Inoltre si va allo stadio con un atteggiamento sempre positivo. Sicuramente la nazionale è di migliore livello tecnico rispetto ai club che sono molto inferiori.

A che posto mette l’Italia nel ranking attuale? 

Ci sono le grandi del rugby ovvero Inghilterra, Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica, Francia. C’è l’Irlanda, squadra dotata di un grande carattere, il Galles. La stessa Argentina, dotata di giocatori molto combattivi. Dopo queste nazionali veniamo noi, alla pari con la Scozia. Avremo un girone dei Mondiali molto difficile con Francia e Irlanda. Stiamo tentando di migliorare, ma ci vorrà del tempo. Per ora gli equilibri mondiali del rugby sono questi. E’ scomparsa la Romania tra le nazionali di un certo livello: era un’altra squadra che un tempo esprimeva un buon rugby.

(Franco Vittadini)

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