FORMULA 1/ Forghieri: Gilles Villeneuve? Era la velocità (esclusiva)

- int. Mauro Forghieri

Mauro Forghieri, ex direttore sportivo della Ferrari, ci racconta Gilles Villeneuve nell’occasione dei trent’anni dalla morte di Gilles Villeneuve. Leggi le sue parole in esclusiva.

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Jacques Villeneuve, figlio di Gilles (Infophoto)

Sono passati trent’anni da quel 8 maggio 1982, quando moriva, durante il Gran Premio del Belgio, Gilles Villeneuve, il pilota forse più amato di sempre dai tifosi ferraristi e non solo. Gilles è ormai diventato una leggenda, un mito, forse di più. E’ entrato nel cuore degli appassionati di Formula Uno. Saranno tante le manifestazioni che lo ricorderanno. Ci sarà anche Jacques, suo figlio Jacques, campione del mondo con la Williams nel 1997, che correrà a Fiorano con una Ferrari 312T4, la vettura guidata da Gilles nel Campionato del Mondo 1979. Il modo migliore per celebrarlo affidato a suo figlio. Ci si chiede perchè un pilota che non ha vinto mai un Campionato del mondo sia amato ancora così. Forse perchè Gilles Villeneuve non era un pilota, lui era la velocità, andava sempre all’attacco, in ogni gara, dando tutto, come quella volta con Renè Arnoux nel Gran Premio di Francia del 1979, un duello infinito. Ora Gilles non c’è più, la morte l’ha fermato quel giorno a Zolder. Forse solo perchè Gilles non poteva avere limiti di spazio, di tempo. Ora Gilles Villeneuve corre nelle autostrade del cielo, dove tutto è possibile e non c’è più niente che ti può fermare. Lì ha trovato la sua vera dimensione. La sua strada ora è l’infinito, il circuito speciale di questa sua nuova vita. Gilles Villeneuve, la velocità, raccontato da Mauro Forghieri, direttore sportivo della Ferrari del periodo in cui Gilles correva in Formula Uno, uno che lo conosceva bene. Ecco le parole di Mauo Forghieri in questa intervista esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net.

Sono passati trent’anni ma il mito di Gilles Villeneuve rimane…

Gilles Villeneuve è entrato nel cuore dei tifosi, degli amanti della Formula Uno, dei veri ferraristi. Era indomabile, generoso, ogni gara per lui era spettacolo puro, non gli interessava solo vincere, ma fare cose straordinarie con la sua macchina. D’altronde veniva dalle motoslitte dove tutto era lecito e possibile. Si è portato dentro questa sua concezione della velocità. La velocità ad ogni costo.

Che ricordo ha di Gilles?

Era chiamato dai giornalisti “L’aviatore”. Per me oltre al rapporto professionale c’era il rapporto umano. Ero amico della famiglia. Gilles era un personaggio che non vedeva solo la sua professione di pilota nella Ferrari, si era inserito fino in fondo con tutta la carica emotiva che aveva dentro di sé.

Cosa aveva di speciale questo pilota?

Gilles Villeneuve aveva il coraggio, il modo di interpretare la Formula Uno in questo modo.

Qual era il rapporto di Villeneuve con Enzo Ferrari?

Ferrari amava Villeneuve. Gli ricordava Nuvolari. Certo Lauda era un pilota più utile alla squadra, ma Villeneuve ce la metteva sempre tutta, aveva uno spirito fantastico nell’affrontare le gare. Come a Montecarlo, quando arrivammo primi col motore turbo per merito di Gilles, o in Spagna, un’altra gara fantastica di Gilles. E poi il duello con Arnoux, in una della gare più belle della Formula Uno di tutti i tempi.

Ci può raccontare il gesto tecnico, la gara più bella di Villeneuve?

Proprio il Gran Premio di Montecarlo del 1981, o il Gran Premio di Spagna del 1981; ma soprattutto Il Gran Premio di Francia del 1979, quello del grande duello con Arnoux. Dopo quella gara i due rivali in corsa divennero amici, poi lo stesso Arnoux venne alla Ferrari.

Gilles Villeneuve, Jacques Villeneuve: lo stesso dna di pilota.

Tutti e due piloti, Gilles e Jacques; Jacques ha vinto un mondiale di Formula Uno, in un certo senso ha preso l’eredità di suo padre.

C’è qualche pilota a cui si può accostare Gilles? Vede un suo erede?

Regazzoni gli era simile, ma aveva caratteristiche differenti. Non vedo eredi di Gilles.

Villeneuve, Senna o Schumacher: chi è il più grande?

Se dovessi rispondere chi è stato il pilota più grande direi Senna. Villeneuve era un pilota fantastico, ma bisogna anche vincere in Formula Uno. Lui faceva spettacolo, correva per la velocità. Schumacher ha portato grande professionalità alla Ferrari, ha portato i suoi uomini dalla Benetton, era un lavoratore meticoloso, un grande professionista. Mi piace ricordare Jackie Stewart tra i piloti del passato, un grandissimo.

Intanto Villeneuve è ancora amatissimo, tante le manifestazioni che lo ricorderanno.

E’ normale, è entrato nel cuore della gente. Di piloti così ne nascono veramente pochi.

 

(Franco Vittadini)

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