INTER/ Gianluca Rossi: squadra che invecchia e pochi soldi, ma Gasperini… (esclusiva)

- int. Gianluca Rossi

La squadra invecchia, gli infortuni sono troppi, i soldi scarseggiano, la difesa traballa, ma almeno è arrivata una persona “normale” alla guida: questa è l’Inter secondo Gianluca Rossi.

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Zanetti e Cambiasso, sempre titolari (foto Ansa)

Sul non facile momento dell’Inter abbiamo sentito in esclusiva Gianluca Rossi, commentatore delle vicende nerazzurre per Telelombardia e Antenna 3. Il giornalista non nasconde le difficoltà di una squadra che invecchia; i pochi soldi a disposizione andranno spesi con la massima attenzione. Urge intervenire soprattutto in difesa e sperare nel “normalizzatore” Ranieri dopo le “follie” di Gasperini.

Come vede questo momento dell’Inter?

Onestamente non bene, dopo le grandi vittorie degli ultimi anni la squadra sta invecchiando e ci sono anche meno soldi a disposizione per ringiovanirla e rinnovarla. La sintesi tra i vecchi campioni e i nuovi arrivati è necessaria ma non sarà facile ottenerla, anche perché tra i giovani non vedo fuoriclasse. Sicuramente sono buoni giocatori e bisogna anche dargli il tempo di ambientarsi in un nuovo ambiente, speriamo sappiano inserirsi nel calcio italiano.

I “vecchi” invece si infortunano troppo spesso. Non era tutta colpa di Benitez, allora…

Ovviamente gli over 30 è più facile che si infortunino, anche perché molti di loro non riposano quasi mai (quest’anno ad esempio c’è stata la coppa America), però con Benitez era peggio: c’era stato un vero e proprio massacro, che andò a coinvolgere anche i più giovani. La situazione di oggi è sicuramente migliore.

Sembra vicino il rientro di molti degli infortunati, è vero?

Speriamo! Purtroppo, sulle date è meglio andare con i piedi di piombo visto che spesso si sono mostrate sbagliate e le ricadute sono sempre dietro l’angolo. Comunque è vero, a breve dovrebbero rientrare tutti, tranne Thiago Motta, che è praticamente un malato cronico, su di lui andrebbe fatto un discorso a parte. Naturalmente la cosa fondamentale sarebbe poi avere un periodo tranquillo, con pochi infortuni, per iniziare a lavorare davvero con Ranieri.

Come giudica il nuovo tecnico fino a questo punto?

Rispetto al folle che c’era prima, uno dei peggiori che ho visto all’Inter in tanti anni e che adesso si rimette a parlare per non cadere nel dimenticatoio, Ranieri è sicuramente una persona “normale”, nel senso migliore del termine: una persona intelligente, di buon senso. Ci sta la definizione di “normalizzatore”, speriamo che non si faccia triturare da un ambiente un po’ pazzo come quello dell’Inter, in cui troppa gente sogna già il ritorno di Mourinho o l’arrivo di Guardiola. Anche perché entrambe queste ipotesi non mi sembrano fattibili, almeno in tempi brevi. Certamente è diverso da Mancini, Mourinho e Leonardo che erano tipi particolari, ma ora abbiamo bisogno di uno come Ranieri.

Mi scusi ma devo tornare su Gasperini: perché lo definisce un folle?

Guardi, io so che nei primi giorni aveva dichiarato che era disponibile ad adattarsi alla realtà dell’Inter e alle caratteristiche dei giocatori. Poi per motivi personali non ho seguito la squadra per un certo periodo, e quando sono tornato ho assistito al crollo causato da una persona che ha sbagliato tutto, che è andato allo sbaraglio con le sue idee ed è affondato pur di non cambiarle. Credo che questo gli comprometterà la carriera: di sicuro non allenerà più una grande. Nemmeno Mourinho faceva tutto da solo…

A proposito di Mourinho, la squadra è ancora “orfana” del portoghese?

Secondo me bisogna distinguere i tifosi, che sono ancora orfani di Herrera, non solo di Mourinho, dalla squadra. I calciatori hanno passato in fretta quella fase, ma quanto è successo in quei tre mesi leggendari non è certo facile da replicare. La squadra invecchia, il problema è fisico, non mentale.

Per questo bisognerebbe agire sul mercato…

Sì, ma i soldi scarseggiano. A gennaio arriverà Kucka dando qualcosina in più a Preziosi, ma non si può fare molto di più, i tifosi non si illudano. L’unica “consolazione”, se vogliamo chiamarla così, è che il Milan è nelle stesse condizioni.

Quindi avanti con quello che si ha. Preoccupa soprattutto la difesa, lei che ne pensa?

Sono d’accordo, è il reparto messo peggio: Samuel inizia a dare segni di cedimento, Lucio alterna miracoli e disastri, Ranocchia e Chivu hanno problemi, Nagatomo manca ancora di esperienza. Anche il centrocampo non è messo bene, ma vedo margini di miglioramento più ampi con i rientri di Sneijder e Stankovic e magari anche di Poli. Sono invece fiducioso per l’attacco: Forlan saprà fare bene, ne sono certo, Milito sta meglio dell’anno scorso e Pazzini è una garanzia.     

Per concludere, come vede la prossima partita col Catania?

Il campionato è talmente livellato che può succedere di tutto, su un campo dove abbiamo perso pure nel magico 2010, anche perché la difesa mi preoccupa. L’importante sarà capire se sappiamo reagire alle difficoltà: l’anno scorso contro la Lazio siamo andati sotto per un rigore con espulsione, proprio come contro il Napoli, ma poi abbiamo vinto. Sono passati pochi mesi, ma è urgente ritrovare quella Inter.

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