NAPOLI-INTER/ Gianluca Rossi: Ranieri non ha colpe, ma vorranno la sua testa (esclusiva)

- int. Gianluca Rossi

L’Inter ha ottenuto 1 punto nelle ultime 8 partite e non segna da più di 470 minuti. Colpa di Ranieri o del gruppo? Ecco l’analisi di Gianluca Rossi dopo la sconfitta di Napoli.

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Claudio Ranieri: la sua avventura all'Inter è finita (Infophoto)

La crisi dell’Inter è senza fine. Ieri sera i nerazzurri sono caduti a Napoli, allungando la striscia nera: 1 punto nelle ultime 6 partite di campionato (tutto il girone di ritorno), che diventano 8 se aggiungiamo la Coppa Italia e l’andata degli ottavi di Champions League. La cosa che però stupisce più di ogni altra è la statistica riguardante i gol segnati: prendendo in esame le stesse 8 partite, le reti dell’Inter sono 4, tutte realizzate la sera dello scorso 1 febbraio (4-4 con il Palermo). Da lì l’attacco dell’Inter si è bloccato: 0 gol nelle ultime 5 gare giocate e 471′ minuti senza l’ombra di una segnatura. Sono numeri che francamente fanno impallidire in negativo. C’è una luce in fondo al tunnel? Riuscirà l’Inter a rialzare la testa e chiudere degnamente questa stagione? La Champions League è ancora aperta, ma urge un cambio di passo e qualche decisione magari anche radicale. Per affrontare questo momento nero in casa Inter abbiamo intervistato Gianluca Rossi, tifoso dell’Inter ed opinionista TV per Telelombardia. Ecco l’intervista in esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net:

L’Inter ha perso 7 delle ultime 8 partite. C’è un colpevole specifico, o è un concorso di colpe?

Credo che le colpe, come sempre in situazioni del genere, vadano divise tra tutti; è indubbio però che nelle ultime partite di campionato c’è stato un’avvitamento tale per cui è difficile che sul banco degli imputati, non potendo cacciare l’intera squadra, non ci finisca forse l’allenatore. Non è la prima volta, e non sarà l’ultima.

Lei personalmente penserebbe a un licenziamento di Ranieri?

Io personalmente non farei nulla. E’ comprovato che tutto quello che è stato fatto da un po’ di tempo a questa parte è stato sbagliato, sono quelle classiche stagioni in cui tutto quello che fai sbagli: se non fai niente sbagli, se fai qualcosa sbagli… tutto sommato aspettare di vedere come vanno gli eventi quantomeno fino al ritorno di Champions mi sembrerebbe la soluzione più logica. Però io ragiono personalmente, Moratti ragionerà in maniera completamente diversa. Già venerdì aveva detto che si aspettava un segnale di risveglio, e il segnale di risveglio al di là del risultato non c’è stato.

Affrontando l’aspetto tecnico-tattico: davvero Ranieri le ha provate tutte come è stato detto, oppure ci sono altre soluzioni da esplorare?

Io non credo che sia un discorso di modulo. Il discorso è che Ranieri si è legato a filo doppio ai senatori: loro si sono cacciati in questa situazione, loro si devono tirare fuori. E’ chiaro che non segnare un gol da più di 470 minuti e perdere 7 partite su 8 senza nemmeno segnare un gol è una cosa che credo non trovi riscontro nei principali campionati europei; nemmeno squadre che lottano per la salvezza non riescono a segnare un gol in 7 partite.

Quindi, Ranieri ha i giorni contati?

Purtroppo mi dispiace, perchè continuo a ritenere Ranieri un uomo di buon senso; ma come diceva già Trapattoni, l’Inter è in grado di centrifugare chiunque, soprattutto quando le cose vanno male. Dopodichè: i tifosi vogliono una testa? Gli si dia quella di Ranieri. L’importante è che sia chiaro che non è la testa responsabile di quest’ultimo periodo. In ogni caso, questa stagione è andata così, e poi l’Inter non è senza vittorie da un secolo: nove mesi fa sollevava il quindicesimo trofeo di una serie che in 7 anni nessuno ha mai portato a casa. Un anno brutto ci può stare, è vero che è particolarmente brutto e che i cicli sarebbe sempre meglio farli finire con la testa; ma adesso vediamo fino a dove si arriverà in questa stagione, e poi si penserà alla prossima.

Guardando le partite, sembra che siano proprio i senatori a giocare peggio: secondo lei, remano contro Ranieri oppure è proprio finito il ciclo?

Insomma, che il ciclo sia giunto alla fine mi sembra ormai abbastanza acclarato; che questa squadra sia chilometrata e non ce la faccia più è sotto gli occhi di tutti. Io l’impegno lo vedo, ma è ancora più drammatico, perchè vuol dire che proprio non ce la fai. Cambiasso costretto a stendere avversari di qualche anno più giovani di lui, non di così tanto più giovani, è l’immagine di come nell’ultimo anno e mezzo, soprattutto quando vinci così tanto, puoi anche declinare o stramazzare al suolo all’improvviso, e non sempre una ciclo finisce quando e come lo vuoi tu.
Sulla posizione dei senatori verso Ranieri non saprei: l’immagine di Cambiasso e Zanetti che dopo la sconfitta con il Bologna tendono la mano a Ranieri, e Ranieri gliela tende, fa capire che tra senatori e squadra il cemento c’è; non so se convenga nemmeno ai giocatori che Ranieri se ne vada: se mandi via l’allenatore e poi continui a fare le partite che stai facendo, a quel punto togli anche l’ultima ombra del dubbio che la colpa non sia dei giocatori. Ma lo sappiamo già tutti che le responsabilità della squadra sono superiori a quelle del tecnico. Credo che la squadra sia contro se stessa, nel senso che non riesce assolutamente ad uscire da questa situazione.
Ma ripeto: sono abbastanza rassegnato, non siamo in Inghilterra dove Wenger in 8 anni fa campionati anche orrendi ma rimane al suo posto perchè c’è un progetto che non si cambia in base ai 90 minuti di una partita. In Italia sappiamo com’è, e quindi temo che più che per fare qualcosa a tutti i costi, altrimenti sembra che non fai niente e sei scollegato dall’ambiente, alla fine Moratti sarà costretto a cambiare ancora l’allenatore.

Ecco, in questo caso: a chi affidare la squadra?

Io non vedo nulla in giro, perciò a questo punto forse dai la squadra a Baresi. Però non vedo la scossa: Baresi è lì da sempre, la scossa di solito ce l’hai se porti una faccia nuova. Baresi è uno che fa parte del gruppo e in questo momento sta soffrendo come tutti gli altri, quindi non so…

Il mercato invernale dell’Inter ha suscitato perplessità. Palombo in particolare non gioca mai: è perchè Ranieri non lo voleva? Non c’è stato accordo con la società sulle scelte?

Il mercato di gennaio credo sia stata una delle cose più gravi. Per carità, puoi sbagliare il mercato, chi non lo sbaglia? Ma il mercato di gennaio dell’Inter è francamente incomprensibile: due giocatori su tre infortunati (Juan e Guarin, ndr). Va bene la cessione di Thiago Motta, ma non puoi prendere due giocatori su tre infortunati. Poi ne prendi un terzo, Palombo appunto; a questo punto io penso che Ranieri voleva un esterno e quindi sta mandando un messaggio alla società: “Questo (Palombo, ndr) non mi serviva, e io vi faccio vedere che non lo utilizzo perchè non mi serve e non l’ho chiesto”; però mi sembra francamente suicida, perchè alla fine finirà che Ranieri andrà via dll’Inter prima di Palombo, per quanto Palombo sia in prestito e magari a fine stagione non verrà nemmeno riscattato.
Insomma, il mercato di gennaio è oggettivamente “da denuncia”: ha indebolito la squadra, e credo che neanche se si fossero messi di impegno ci sarebbero riusciti. Credo che a un certo punto all’Inter debbano finire anche i crediti. Branca è stato bravissimo due anni fa, nessuno glielo toglie; credo che però il mercato di gennaio gli abbia bruciato tutto il credito residuo. D’altronde poi si era capito da quando se n’è andato Mourinho che l’Inter ha bisogno di una struttura societaria nuova.

A proposito di Mourinho: tornerà mai all’Inter, come tutti i tifosi sperano?

Non credo né a Mourinho né a Guardiola; basta leggere qualunque giornale economico per rendersene conto. Questo è un Paese con una politica instabile, con una fiscalità troppo alta e in cui è impossibile costruire stadi: non ci sono soldi per fare una cosa del genere. L’Inter non può più permettersi un allenatore se non con un cifra a budget di due milioni-due milioni e mezzo. Quindi chiedersi se tornerà Mourinho in questo momento è come chiedersi se finirà la crisi economica e torneremo al boom di fine anni ’80-inizio ’90: forse prima o poi, ma non assolutamente in tempi brevi.

 

(Claudio Franceschini)

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