CALCIOMERCATO/ Moggi: Juventus, mercato promosso. Ibrahimovic resta, e io sto con Capello (esclusiva)

- int. Luciano Moggi

Abbiamo intervistato Luciano Moggi sul duello Juventus-Milan: "Al Milan manca ritmo agonistico, ma non credo Ibrahimovic partirà". Sulla Juventus: "Ha la grinta di chi vuole vincere".

Martin_Caceres_R400 Martin Caceres (foto Infophoto)

In questi giorni tiene banco la querelle tra Milan e Juventus. Le due squadre sono separate da un punto in campionato (i bianconeri hanno una partita in meno), ed è già andato in scena il primo atto della semifinale di Coppa Italia, che anticipa la partita di serie A in programma il 25 febbraio. Tanti i temi sul piatto, dalle tre giornate di squalifica inflitte a Ibrahimovic al presunto schiaffo che lo svedese, nel caso recidivo, avrebbe tirato a Storari. Si susseguono le dichiarazioni, ma alla fine, come sempre, quello che conta è il campo. Per analizzare il momento di Juventus e Milan abbiamo raggiunto telefonicamente Luciano Moggi, ex direttore sportivo della Juventus (nonché di Lazio, Roma, Napoli e Torino) e oggi opinionista TV per varie trasmissioni. Ecco quello che ci ha raccontato nell’intervista in esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net:

Sig. Moggi, un commento sul momento negativo del Milan, in particolare la sconfitta in Coppa Italia…

Dobbiamo considerare che ad Allegri mancano uomini importanti; in questo momento è una squadra che manca di ritmo agonistico, l’ha dimostrato contro la Juve: sono mancate le corse di Nocerino e le qualità agonistiche di Boateng, è mancato Pato che in queste partite può essere importante anche se entra a gara in corso. Si può giudicare poco: la sostanza è che si è visto un Milan alla deriva rispetto alla Juventus. A parte gli svarioni di Ambrosini, io penso che la Juventus abbia meritato la vittoria.

E’ credibile l’ipotesi che Ibrahimovic possa lasciare il Milan a giugno, magari per accasarsi al Real Madrid?

Questo non lo so, ma non credo che Ibrahimovic vada a Madrid, credo invece che resterà al Milan, ovviamente con un progetto per vincere. Non che adesso, poi, il Milan sia tagliato fuori dalla vittoria finale.

Invece per quanto riguarda la Juventus? Al di là del primo posto in classifica e dei risultati, si può dire che la mentalità e la fame che i bianconeri mettano in campo si avvicinano alle qualità della “sua” Juventus?

Questa è la grinta tipica di chi vuole vincere le competizioni: la Juventus ce la mette. Se continua così, credo che la Juventus abbia la possibilità di vincere il campionato.

Cosa pensa di Conte come allenatore? Lei lo conosce bene come giocatore: in panchina la sta convincendo?

Come allenatore, Conte ha trasmesso ai giocatori che ha a disposizione tutto quello che aveva lui come giocatore, su questo non c’è dubbio. Credo sia un merito enorme, perchè il DNA di Conte si è trasferito completamente nei propri giocatori.

L’ha convinta la campagna acquisti di gennaio? Caceres e Padoin sono acquisti di tipo diverso; sono entrambi funzionali alla squadra?

Beh, Caceres era già stato alla Juventus e lo conoscevano. Padoin è un lavoratore che Conte aveva già avuto all’Atalanta. Non è certamente un giocatore di primo piano, ma può stare nella rosa e sostituire degnamente qualche titolare.

Invece di Bouy cosa dice? Si è già messo in mostra al Torneo di Viareggio: può avere un futuro nella Juventus?

Bouy è un ragazzino, ma le qualità le ha. Da come promette può avere un futuro dappertutto, ma chiaramente essendo un ragazzino bisogna aspettare un attimo.

Andrea Agnelli qualche giorno fa ha detto che lei era “il più bravo di tutti”. Cosa pensa delle sue parole, e non le sono sembrate un po’ tardive?

No, tardive assolutamente no. Che Andrea pensasse questo non c’erano dubbi, anche perchè ci ha seguito per dodici lunghi anni insieme a suo padre, quindi sapeva come si lavorava. Io lo ringrazio, mi ha fatto immenso piacere la sua esternazione e l’ho ringraziato anche personalmente.

Per chiudere, le chiedo della vicenda Capello: lei sta con lui o con la Football Associaton?

Io sto sempre dalla parte di chi ha ragione, quindi dalla parte di Capello. Che sia una Federazione o che sia un club, i dirigenti devono sapere che la forza della squadra è il potere dell’allenatore nel gruppo, e se togli quel potere si sfalda la squadra; quindi i dirigenti della nazionale inglese hanno fatto tutto quello che non dovrebbe fare, con il buonsenso, un dirigente. Per cui Capello ha avuto ragione, secondo me, a dire “Stateci voi, allora”.

Possibili destinazioni future? Si è parlato nuovamente di Inter…

Sinceramente, questo non lo so.

 

(Claudio Franceschini)





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