CALISTO TANZI È MORTO/ Ex patron Parmalat e storico presidente del Parma Calcio

- Alessandro Nidi

Calisto Tanzi è morto: dai successi da presidente del Parma Calcio al doloroso crac Parmalat, che gli costò il carcere. L’imprenditore si è spento a 83 anni

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Calisto Tanzi (screen da YouTube)

Calisto Tanzi è morto nella giornata di oggi. L’uomo era nato il 17 novembre 1938 a Collecchio, il piccolo paese a due passi da Parma, in cui poi costruì il suo impero. Come riporta l’ANSA, diplomatosi in Ragioneria, interruppe gli studi alla morte del padre per sostituirlo nella direzione di una piccola azienda familiare di salumi e conserve. Poi divenne Cavaliere del Lavoro nel 1984 (poi ‘declassato’ da Napolitano) e investì nella sua città risorse ingenti per sponsorizzazioni e restauri.

L’agenzia di stampa nazionale rivela cheaveva appena 22 anni quando fondò nel 1961 la sua impresa del latte prendendo la vecchia azienda del nonno, a conduzione familiare, e trasformandola in una multinazionale con oltre 130 stabilimenti in tutto il mondo. Tanzi aveva di fatto inventato il latte a lunga conservazione ma l’ambizione lo portò ad allargarsi dal settore alimentare (non solo latte ma anche conserve, merendine, yogurt) al turismo, alla tv, e perfino al calcio”.

CALISTO TANZI È MORTO: NEL 2003 IL CRAC FINANZIARIO

Calisto Tanzi è morto. L’ex patron della Parmalat ed ex proprietario del Parma Calcio, oggi in Serie B, si è spento all’età di 83 anni e le cause del suo decesso non sono ancora state rese note (pare soffrisse di problemi cardiaci, ndr). A livello sportivo, Tanzi fu protagonista di un’autentica favola alla guida del club ducale, che acquistò da neopromosso e che condusse sino alla conquista della Coppa delle Coppe contro l’Anversa nella gloriosa notte di Wembley nel 1993, oltre che di due Coppe Uefa (1995 e 1999), di una Supercoppa Europea (1993) e di tre Coppe Italia.

In chiave imprenditoriale, invece, il suo nome è purtroppo legato al maxi-crac della Parmalat nel 2003. Il 22 dicembre di quell’anno, Calisto Tanzi fu iscritto nel registro degli indagati e arrestato cinque giorni dopo. Tornò in libertà il 27 settembre 2004, dopo 275 giorni trascorsi tra la prigione e gli arresti domiciliari, ma venne rinviato a giudizio con diversi capi di accusa, rimediando una condanna da parte del Tribunale di Milano nel 2008 a dieci anni di carcere per aggiotaggio, pena confermata dalla Corte d’Appello meneghina e ridotta a otto anni e un mese per prescrizione del reato dalla Cassazione nel 2011.

CALISTO TANZI È MORTO: EBBE PROBLEMI DI SALUTE GIÀ ANNI FA

A seguito di tale verdetto, Calisto Tanzi venne arrestato dalla Guardia di Finanza e portato nel carcere di Parma, dove, dopo due anni circa, le sue condizioni di salute si aggravarono e gli furono concessi gli arresti domiciliari in ospedale. Come ricorda nel suo approfondimento sulla vicenda Parmalat “Parma Today”, il processo per bancarotta fraudolenta, quello principale, si concluse il 9 dicembre 2010 con la condanna a 18 anni di reclusione, ma “il 23 aprile 2012 la Corte d’Appello di Bologna condannò Tanzi alla pena di 17 anni e 10 mesi di reclusione e il 7 marzo 2014 la Corte di Cassazione confermò sostanzialmente la sentenza d’appello, salvo lievi riduzioni di pena collegate allo scattare della prescrizione per il reato di associazione per delinquere: in particolare, per Tanzi la condanna definitiva fu dunque di 17 anni e 5 mesi di reclusione, da sommare alle ulteriori condanne subite”.

Infine, nel 2011 il Tribunale di Parma condannò Tanzi alla pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione per il processo relativo al crac di Parmatour, holding di tour operator del gruppo di Collecchio.





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