CARLO FUORTES/ Quella stagione da campioni

- Giuseppe Pennisi

La stagione 2021-22 del Teatro dell’Opera di Roma l’ultima a cura di Carlo Fuortes che la prese in mano nel 2013

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Carlo Fuortes

Forse qualcuno ricorda ancora That Championship Season, un lavoro teatrale dell’allora giovanissimo Jason Miller, che debuttò a New York nel 1972 – oltre settecento repliche a Broadway e si aggiudicò il Premio Pulitzer per la drammaturgia ed il Tony Award alla migliore opera teatrale, nonché tradotto in film con Robert Mitchum protagonista una dozzina di anni dopo (purtroppo il titolo italiano Correre per vincere era tale da scoraggiare il pubblico). Il titolo inglese può voler dire sia Quella stagione da campioni sia Quel campionato! Si adatta tanto alle ultime otto stagioni del Teatro dell’Opera di Roma sia alla stagione appena presentata il 20 luglio, l’ultima firmata da Carlo Fuortes che il 23 dicembre 2013 prese in mano una fondazione lirica in condizioni difficilissime e nominato dal Governo, amministratore delegato della Rai, la riconsegna risanata ed apprezzata a livello internazionale non solo per come ha riconquistato il pubblico ma per la carica innovativa dimostrata anche durante la pandemia.

Fuortes non è arrivato al Teatro dell’Opera di Roma da una carriera musicale. Ha studiato statistica ed economia quantitativa e da giovane ha lavorato molto sull’analisi costi benefici degli investimenti pubblici. Al Teatro dell’Opera ha saputo affiancarsi di collaboratori e consulenti di livello ed utilizzare gli strumenti datagli dalla normativa (quali le dismissioni di rami d’azienda) per riportare i conti in ordine allacciando al tempo stesso preziose e prestigiose collaborazioni internazionali.

Non è questa la sede per ricordare la stagioni del recente passato. La nuova stagione è costruita con lo stesso metodo che ha guidato la fondazione lirica romana negli ultimi anni: ricerca dell’eccellenza artistica e voglia di sperimentare coniugate alla responsabilità verso il pubblico, per realizzare un teatro d’opera al passo con una società che cambia velocemente. Espressione di una consolidata identità del Teatro, la prossima stagione 2021-22 dell’Opera di Roma, grazie a una rete di grandi coproduzioni internazionali, offre al nostro pubblico melodrammi della tradizione insieme a opere raramente eseguite, con l’apertura affidata a una prima rappresentazione assoluta, Julius Caesar di Giorgio Battistelli, con la direzione di Daniele Gatti per la regia di Robert Carsen.

Una stagione che scommette sul futuro con dodici titoli d’opera e sei di balletto – tra il Costanzi, le Terme di Caracalla e la “Nuvola” di Fuksas – e una nuova produzione di film-opera. Facendo tesoro delle lezioni dell’esperienza di questi ultimi diciotto mesi, nei tempi dell’epidemia da Covid-19, durante i quali abbiamo provato in tutti i modi a rispondere alla domanda di opera e di balletto dei nostri spettatori e della collettività, il Teatro riparte con una programmazione che tenta di superare la difficile fase che, lo speriamo veramente, ci stiamo lasciando alle spalle” ha dichiarato Fuortes.

La stagione sarà anticipata, in autunno, da due spettacoli di preapertura: dal 14 al 19 settembre per il balletto, un capolavoro del repertorio moderno, Notre-Dame de Paris del geniale Roland Petit – ripreso da Luigi Bonino, Direttore Artistico del Repertorio Roland Petit – che apparirà per la prima volta sul palcoscenico del Costanzi. Accanto alle stelle della compagnia romana, diretta da Eleonora Abbagnato, nel ruolo principale il danzatore kazako Bakhtiyar Adamzhan. Le musiche di Maurice Jarre, su base registrata, sono state eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Kevin Rhodes.

Per l’opera, dal 17 al 26 ottobre, Giovanna d’Arco, titolo di Giuseppe Verdi che al Costanzi ha visto una sola precedente edizione nel 1972 e che qui sarà affidato a un nuovo allestimento con la lettura musicale di Daniele Gatti (nel 1983 aveva debuttato come direttore d’orchestra con quest’opera) e la visione scenica immaginifica di Davide LivermoreNino Machaidze sarà Giovanna, Francesco Meli Carlo VII, mentre Roberto Frontali e Dmitry Beloselskiy saranno rispettivamente Giacomo e Talbot. Dirige il Coro del Teatro dell’Opera il maestro Roberto Gabbiani. In scena anche il Corpo di Ballo.

La stagione operistica vera e propria sarà aperta, il 20 novembre, con una prima rappresentazione assoluta, commissionata a uno dei maggiori compositori di oggi, Giorgio Battistelli. Partendo dalla tragedia di Shakespeare, Ian Burton ha realizzato il libretto di Julius Caesar, tragedia in musica, affidata alla poetica visione di Robert Carsen. Sarà il maestro Daniele Gatti, sul podio dell’Orchestra dell’Opera, a tenere a battesimo questa nuova composizione che segna il suo congedo come direttore musicale. Nel cast internazionale Clive Bayley che sarà l’imperatore romano, Elliot Madore e Julian Hubbard che interpreteranno rispettivamente Brutus e Cassius.

Immancabile anche in questa stagione la Tosca così come la vide Puccini nella prima assoluta del 1900. Dal 4 dicembre (con una ripresa nel novembre 2022) torna in scena l’opera simbolo del Teatro Costanzi, con la regia di Alessandro Talevi ricostruita sull’allestimento originale di Adolf Hohenstein. Alla direzione dell’Orchestra il maestro Paolo Arrivabeni. Nel ruolo di Floria Tosca per la prima volta da noi Saioa Hernández, mentre il Barone Scarpia sarà interpretato da Roberto Frontali. Nei panni del pittore e rivoluzionario Mario Cavaradossi torna a Roma Vittorio Grigolo, sul palcoscenico che lo ha visto debuttare a soli tredici anni nel mondo dell’opera nel ruolo del pastorello proprio nell’edizione memorabile di Tosca con Luciano Pavarotti del 1990.

Grande attesa per Kát’a Kabanová di Leoš Janáček che arriva per la prima volta a   Roma  in un allestimento in coproduzione con la Royal Opera House di Londra, firmato da Richard Jones, che gli è valso l’Olivier Award 2019. Sul podio il maestro David Robertson. 

A febbraio (dall’8 al 17) finalmente in forma scenica Luisa Miller del giovane Verdi affidato alla regia di Damiano Michieletto. Lo scorso maggio Michele Mariotti aveva diretto per la prima volta il melodramma tragico in tre atti, trasmesso in streaming su Operaroma.tv. Questo lavoro tratto da Schiller, da tempo considerato centrale nell’evoluzione stilistica di Verdi, segnerà la prima direzione a Roma del maestro Mariotti dopo la nomina quadriennale a Direttore musicale del nostro Teatro dal novembre 2022 

L’edizione della Turandot, in programma dal 22 al 31 marzo, si annuncia come una lettura davvero nuova del capolavoro di Puccini così amato e tante volte rappresentato all’Opera di Roma. Il nuovo allestimento sarà curato in ogni aspetto (regia, scene, costumi, video) da uno dei più grandi artisti contemporanei, Ai Weiwei, che per la prima volta si cimenta con una regia teatrale. Una scelta lontana dalla sua consueta ricerca artistica, ma che Ai Weiwei ha accettato anche perché, giovanissimo, era stato una comparsa nella Turandot di Zeffirelli al Metropolitan. Sul podio dell’Orchestra ritorna la direttrice Oksana Lyniv dopo il debutto romano dello scorso maggio. Nel ruolo della principessa si alterneranno Oksana Dyka ed Ewa Vesin, mentre in quello di Calaf Bryan Hymel e Arsen Soghomonian.

I Puritani, l’ultimo capolavoro della fulminea carriera di Vincenzo Bellini, ritorna in forma scenica dal 19 al 30 aprile, dopo il concerto dello scorso gennaio che aveva realizzato visualizzazioni da record. Sul podio dell’Orchestra dell’Opera anche stavolta il maestro Roberto Abbado. Alla regia di questo nuovo allestimento Andrea De Rosa, che ha già firmato numerose produzioni di successo al Costanzi. Nel ruolo di Elvira Valton il ritorno di Jessica Pratt, tra le più apprezzate interpreti del repertorio belcantista. Nei panni di Lord Arturo Talbo il tenore americano Lawrence Brownlee si alternerà con Francesco Demuro. Sir Riccardo Forth sarà interpretato da Franco Vassallo, Sir Giorgio Valton da Nicola Ulivieri e Lord Gualtiero Valton da Roberto Lorenzi.

Dal 3 all’11 giugno un classico verdiano, ErnaniAlla base della storia l’opera teatrale di Victor Hugo “manifesto” del romanticismo francese. Sul podio il maestro Marco Armiliato; la regia di questo allestimento che aveva inaugurato la stagione 2013/14 è firmata da Hugo de Ana, che ha ideato anche scene e costumi. Sulla scena un cast internazionale: Francesco Meli (Ernani), Luca Micheletti (Don Carlo), Evgeny Stavinsky (de Silva), Angela Meade (Elvira).

Ultimo titolo della stagione operistica una vera perla. Dal 4 al 13 ottobre sarà possibile ascoltare Alceste di Gluck, opera di estremo fascino e di rara esecuzione: sulle scene del Teatro dell’Opera manca dal 1967. Sul podio il maestro Gianluca Capuano, specialista del repertorio del Settecento. La regia di questo allestimento della Bayerische Staatsoper è firmata da Sidi Larbi Cherkaoui che firma anche la coreografia. Nella sua visione, i danzatori della compagnia Eastman sono un’estensione del Coro, una sorta di coro muto. Nel cast Stanislas de Barbeyrac (Admète), Marina Viotti (Alceste), Luca Tittoto (Grand Prêtre) e Patrik Reiter (Evandre).

Per quanto riguarda il balletto, dal 19 dicembre al 2 gennaio la rilettura in chiave contemporanea di uno dei titoli ballettistici più amati di sempre, Lo schiaccianoci, creata da Giuliano Peparini appositamente per il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma nel 2015. Torna un trittico dedicato ai lavori di tre maestri. La serata si apre con Herman Schmerman del geniale William Forsythe che sulle musiche di Thom Willems ha creato nel 1992 un balletto senza trama diviso in due atti, con il solo scopo di veder danzare ballerini talentuosi con i costumi disegnati da Gianni Versace. Il secondo brano della serata è Walking Mad creato dallo svedese Johan Inger nel 2001 e presentato a Roma nel marzo 2018. Sulle note del Bolero di Ravel e di Für Alina di Pärt, Inger porta in scena un muro che divide, si muove e si apre generando spiragli di comunicazione. In chiusura From Afar, creazione del coreografo Nicolas Blanc, su musica di Ezio Bosso con le scene di Andrea Miglio e i costumi di Anna Biagiotti. È una storia che mette in relazione presenza e assenza, vicinanza e distanza. Musiche su base registrata.

Dal 10 al 15 maggio si rianima la magia de Il Corsaro rivisto dall’estro coreografico di José Carlos Martínez che venne bruscamente interrotto dalla chiusura dei teatri nel marzo 2020. Spettacolo di grande eleganza, grazie anche alle scene e ai costumi disegnati da Fancesco Zito, ha vinto il Premio Danza&Danza 2020 come “

A settembre 2022 una celebrazione di uno dei coreografi più creativi e innovativi della scena internazionale, ormai di casa al Costanzi nelle ultime stagioni. Dal 13 al 18 va in scena la Serata Preljocaj che si apre con la ripresa di Annonciation che il coreografo francese di origine albanese ha creato nel 1997. Sulle note del Magnificat di Vivaldi porta in scena un momento chiave della cultura cattolica, l’incontro tra la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele. Completa e impreziosisce la serata una creazione per la compagnia romana, Nuit Romaine, una nuova straordinaria collaborazione con l’Alta Moda di Maria Grazia Chiuri per la Maison Dior. Interpreti d’eccezione Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel. Musiche su base registrata, da Vivaldi e Händel a Bach, passando per Schubert e Rossini, fino ad arrivare a Wagner e Ligeti.

La stagione di balletto 2021-22 si chiude con il titolo più importante del repertorio romantico, Giselle. Dal 21 al 27 ottobre sarà occasione di un sentito e affettuoso omaggio alla sua più leggendaria interprete, Carla Fracci, nella versione coreografica da lei firmata proprio all’Opera di Roma nel 2004, 

Ci sono proposte di teatro in musica altamente innovative-Domenica 10 aprile, negli spazi della “Nuvola” di Fuksas, La Passione di Bach nella messa in scena di Romeo Castellucci evita ogni tentazione verso la rappresentazione, cercando un nuovo senso di rivelazione. La Matthäeus-Passion diretta dal maestro James Conlon si inserisce nel solco della ricerca verso nuove forme di espressione. Di questo allestimento, in coproduzione con Eur Spa,

Dal 3 al 7 dicembre 2021, va in scena al Teatro Nazionale, in coproduzione con AsLiCo, Acquaprofonda, un’opera contemporanea per ragazzi composta da Giovanni Sollima sul tema dell’inquinamento delle acque.

Ci sarà spazio anche per l’arte figurativa, grande amore della tradizione del Teatro Costanzi. Dal 22 aprile al 24 maggio negli spazi del Palazzo dei Congressi, in collaborazione con Eur Spa, sarà possibile visitare la mostra Casta Diva, dedicata ai fondali storici dell’Archivio del Teatro dell’Opera di Roma.

 Infine vedrà la luce il terzo progetto legato al format Film-Opera. Dopo il grande successo televisivo di Barbiere Traviata con la direzione di Daniele Gatti, Mario Martone questa volta presterà il suo estro registico a una delle opere più amate: La bohème di Puccini, affidata alla bacchetta di Michele Mariotti.

Ritornerà finalmente nelle piazze di Roma e del Lazio, uno degli appuntamenti estivi più attesi, il progetto OperaCamion con il suo tir itinerante appositamente attrezzato per contenere le scene e ospitare i cantanti. Affidato alla squadra composta da Gianluigi Toccafondo e Fabio Cherstich anche il titolo di quest’anno: Toscal’opera romana per eccellenza, particolarmente adatta a essere diffusa fra un pubblico non abituato a frequentare il teatro d’opera.

Dopo l’eccezionale esperienza al Circo Massimo, la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma tornerà sul palcoscenico tradizionale delle Terme di Caracalla con un cartellone ricco e diversificato. Una straordinaria apertura con un titolo mai eseguito in Italia, Mass di Leonard Bernstein, affidato alla lettura scenica di Damiano Michieletto con la direzione del maestro Diego Matheuz. A seguire le riprese di due fortunati allestimenti, Il barbiere di Siviglia di Rossini in stile hollywoodiano firmato da Lorenzo Mariani con la direzione di Stefano Montanari e la Carmen di Bizet, diretta da Bertrand de Billy, che la regista Valentina Carrasco ha voluto ambientare in Messico. Le emozioni della grande danza sono assicurate con le suggestive atmosfere di Notre-Dame de Paris di Petit.

Come ogni anno, ricca la proposta degli “Extra” sempre accolti con entusiasmo dal pubblico. Si parte con ben dodici serate di Claudio Baglioni e il suo Dodici note, la pop star David Garrett con il tour Alive e l’imperdibile Gala Roberto Bolle and Friends.

 

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