Caro Voli/ La prima ad aver aumentato i prezzi è Lufthansa: come mai?

- Danilo Aurilio

Lufthansa ha iniziato ad applicare le politiche sul "caro voli". Nei prossimi giorni potrebbero aggregarsi ai rincari altre compagnie aeree.

ITA Aereo Ansa1280 640x300.jpeg Un Airbus A320 di ITA (Ansa)

Il caro voli comincerà a farsi sentire per tutti i passeggeri che acquisteranno un biglietto con Lufthansa. La compagnia tedesca è soltanto la prima della lunga trafila di società che potrebbero applicare i rincari a causa della tassa sullo Co2.

La transizione all’elettrico – seppur goda di vantaggi ambientali – causerà dei rincari pesanti che non tutti potranno affrontare. Se prima della tassa green i passeggeri potevano concedersi dei voli in più all’anno, dal 2025 non sarà più possibile.

Il caro voli impaurisce i passeggeri meno abbienti

A partire dal 2025 l’Europa è costretta ad applicare una tassa sull’ambiente che costringe a sua volte le compagnie aeree a rincarare i voli. Sul sito della società tedesca il gruppo Lufthansa scrive:

“Ogni anno il nostro gruppo investe miliardi di euro in nuove tecnologie e collabora con i partner a innovazioni che contribuiscono a rendere il volo progressivamente più sostenibile”.

Il Corriere della Sera riferisce che oltre a Lufthansa nei prossimi giorni potrebbero arrivare i rincari anche da parte di Iag (British Airways, Iberia) e Air France-Klm.

Missione euro zero

Dal prossimo anno i passeggeri dovranno avere a che fare con due nemici: il solito algoritmo che ci alza i prezzi appositamente e la ricerca al prezzo più basso.

L’obiettivo dell’Unione Europea è quello di raggiungere entro il 2050 le famose “zero emissioni di gas serra”. Questo comporta un aumento generale dei prezzi (come se già non ne avessimo visti) e soprattutto il caro voli applicato a tutte le compagnie che viaggiano nell’UE.

La ReFuelEu obbliga le compagnie aeree a dover applicare una specifica quota ambientale per l’aviazione e al momento la roadmap prevista è la seguente:

  • 2% dal 2025,
  • 6% nel 2030,
  • 20% nel 2035,
  • 34% nel 2040,
  • 42% nel 2045,
  • e 70% nel 2050.






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