MESSINA DENARO, 19 INDAGATI DOPO BLITZ/ Salvini “Non c’è spazio per i criminali”

- Davide Giancristofaro Alberti

19 persone sono finite sul registro degli indagati, ritenuti fiancheggiatori di Mattia Messina Denaro. Il commento di Salvini

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Matteo Messina Denaro

Le forze dell’ordine proseguono la caccia al super boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. Nella giornata odierna, fin dalle prime ore dell’alba, sono state eseguite una serie di perquisizioni nei territori di Castelvetrano (provincia di Trapani, Sicilia) e limitrofi, che hanno portato all’iscrizine sul registro degli indagati di 19 persone. Si tratta dei cosiddetti “fiancheggiatori” del superlatitante, coloro che stanno continuando a sovvenzionare il capomafia dal 1993, da quando cioè si è dato alla macchia dopo essere stato condannato all’ergastolo. Sulla vicenda ha espresso il proprio parere anche il ministro dell’interno, Matteo Salvini, che attraverso i propri social si è voluto congratulare, come da copione, con gli inquirenti e le forze dell’ordine: «Oggi – le parole del vice presidente del consiglio – presiederò altri due comitati nazionali per l’Ordine e la Sicurezza con un focus su Campania e Sicilia, dopo quelli di ieri dedicati a Puglia e Calabria. Nessuno spazio per i criminali!». All’operazione hanno partecipato circa 130 fra donne e uomini delle forze dell’ordine di Roma, Palermo e Trapani. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MESSINA DENARO, 19 INDAGATI DOPO BLITZ

Un nuovo blitz delle forze dell’ordine a Castelvetrano, con l’obiettivo di scoprire dove si nasconde Matteo Messina Denaro, il superlatitante nonché storico numero uno di Cosa nostra, la mafia siciliana. Dalle prime luci dell’alba di oggi, come riferito dall’edizione online de Il Messaggero, la polizia di stato di Trapani ha eseguito numerose perquisizioni negli storici territori della Primula Rossa, leggasi Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, e Campobello di Mazara. Obiettivo, colpire la fitta rete di fiancheggiatori che da anni è fedele al super latitante, e scoprire nel contempo indizi importanti su dove si nasconda il 57enne boss siciliano. Sono più di 130 gli uomini delle forze dell’ordine impegnati nell’operazione, fra cui agenti del Servizio Centrale Operativo di Roma e delle Squadre Mobili di Palermo e di Trapani, tutti coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.

CASTELVETRANO: BLITZ CONTRO I COMPLICI DI MESSINA DENARO

Sul registro degli indagati sono finite 19 persone, «vecchie conoscenze» degli inquirenti, leggasi professionisti e uomini d’onore, già condannati in passato e ritenuti molto vicini a Matteo Messina Denaro. Il blitz odierno, coordinato dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Paolo Guido, è solamente l’ultimo di una pressoché infinita serie di tentativi di arrestare il mafioso siciliano dal 1993 ad oggi, da quando cioè lo stesso Messina Denaro è stato condannato all’ergastolo per le bombe di Roma, Milano e Firenze. Le forze dell’ordine hanno serrato le fila negli ultimi anni, fermando e arrestando numerosi fra i fiancheggiatori del capomafia, a cominciare da diversi familiari dello stesso padrino (due cognati ricorda Il Messaggero), ma anche imprenditori che avrebbero finanziato la latitanza dello stesso. Fra questi anche il ben noto Vito Nicastri, considerato il “re dell’eolico”, un piccolo elettricista che è riuscito ad assicurarsi una fortuna immensa, e che finanziava (secondo gli inquirenti) il boss attraverso i suoi proventi. Lo scorso aprile, invece, erano stati arrestati l’ex sindaco di Castelvetrano Antonino Vaccarino, e due carabinieri, accusati di aver rivelato notizie secretate proprio sulla cattura del boss.

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