Chip sottopelle e filtro ‘pulisci sangue’/ Darpa al lavoro su tecnologia anti-covid

- Davide Giancristofaro Alberti

La Darpa, agenzia militare americana, è al lavoro sulla tecnologia per prevenire il covid, a cominciare da un chip sottopelle e da un filtro che pulisce il sangue

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Reparto Covid (LaPresse)

Al Pentagono sono al lavoro su un microchip che inserito sottopelle rivelerebbe in anticipo l’infezione da covid prima di qualsiasi tampone. Inoltre, sempre presso la Difesa degli Stati Uniti, stanno lavorando ad un filtro rivoluzionario che sarebbe in grado, ove individuato, di rimuovere il coronavirus dal sangue. Quasi fantascienza quanto racconta il Messaggero, ed invece è tutto reale, e all’ambizioso progetto da film hollywoodiano stanno lavorando gli uomini della Darpa, Defense Advanced Research Projects Agency, agenzia a stelle e strisce che lavora su progetti avanzati in tema di difesa.

Il team è al lavoro da anni, con l’obiettivo di prevenire le pandemie, e non è da escludere che a breve possa arrivare ad una soluzione, così come specificato anche dalla trasmissione americana “60 minutes”, mandata in onda domenica sera. Attraverso il chip, assicura il Pentagono, il governo statunitense non intende monitorare ogni mossa dei cittadini, ma semplicemente individuare eventuali malattie. «Lo metti sotto la pelle – ha spiegato a riguardo il colonnello in pensione Matt Hepburn, medico di malattie infettive dell’esercito che ha lavorato per la Darpa – e quello che ti dice è che ci sono reazioni chimiche in corso all’interno del corpo, e quel segnale significa che domani avrai sintomi»,

CHIP SOTTOPELLE E FILTRO PER IL SANGUE: “COME UNA SPIA DEL MOTORE DI CONTROLLO”

«È come una spia del motore di controllo», ha proseguito Hepburn parlando del chip rivoluzionario, e aggiungendo che chi lo indossa riceve un segnale, per poi sottoporsi ad un prelievo del sangue e a un test «Possiamo avere quell’informazione in tre o cinque minuti – aggiunge il medico – vuol dire fermare l’infezione sul nascere». L’altra invenzione, come dicevamo sopra, è un filtro in grado di “pulire” il sangue, come una vera e propria dialisi. Il trattamento sperimentale, durato quattro giorni, è stato somministrato ad un militare, il cosiddetto “paziente 16”, in terapia intensiva dopo choc settico e insufficienza d’organo: si è ripreso completamente dopo pochi giorni. In seguito la FDA ha autorizzato lo stesso filtro per emergenza su 300 pazienti in condizioni critiche. «Lo inserisci – ha concluso Hepburn – e questo elimina il virus e rimette il sangue».



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