Christian De Sica/ “La famiglia è come un buldozzer, dopo 40 anni con Silvia..”

- Dario D'Angelo

Christian De Sica: “Nel mio genere a 70 anni sono diventato il numero uno. Covid? Mi ha colpito, adesso però mi sento meglio…”.

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Christian De Sica, Domenica In

Christian De Sica si racconta ad Affari Tuoi Viva Gli Sposi mentre “spacchetta” le scatole più famose di Italia. Non sa se darà buone notizie ai due concorrenti, Matteo e Chiara, ma è sicuro che col matrimonio diventeranno ancora più uniti di quanto siano mai stati prima d’ora. “Io sono stato fortunato”, racconta Christian De Sica. “Appena mi sono sposato mi sono sentito forte Tarzan. Ho fatto l’amore con Silvia e mi sono rotto un braccio. Dopo quarant’anni mi alzo con Silvia da quel letto, ma ho mal di schiena”. L’attore ironizza, ma non troppo. Guai a toccargli i valori della famiglia: “Vedrete che tra voi andrà ancora meglio perché la famiglia è come un buldozzer”. (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

CHRISTIAN DE SICA, IL SUO BUON UMORE AD AFFARI TUOI

Ad “Affari Tuoi (Viva gli sposi!)” buonumore assicurato anche grazie alla presenza tra gli ospiti di Carlo Conti di Christian De Sica. L’attore romano tornerà sugli schermi di Rai Uno dopo la recente intervista concessa a Mara Venier per Domenica In a poche ore dal suo 70esimo compleanno, in calendario per il 5 gennaio.

L’interprete ha parlato di questa ricorrenza in una bella intervista pubblicata pochi giorni fa da “La Repubblica”, nella quale ha fatto un bilancio della sua carriera, partendo inevitabilmente dall’eredità di un gigante come il padre, Vittorio De Sica: “Il figlio dell’attore in Italia non è amato, all’inizio è stata durissima ‘che vo’ ‘sto rompicoglioni’, ho dovuto fare una trafila dura e stupida. Ma nel mio genere sono diventato il numero uno. Papà diceva ‘questo è un mestiere che se sei il numero uno va bene, se sei il secondo o terzo diventa un lavoro da mendicanti, non fai che scendere e salire le scale dei produttori a cercare scritture’. Alla mia età è tragico“.

CHRISTIAN DE SICA: “HO AVUTO IL COVID”

Per una carriera di grandi successi è comunque inevitabile lasciare per strada qualche occasione. Christian De Sica ne ha elencato un paio nella sua intervista a La Repubblica: “Fui nominato per fare l’ultimo padrino della serie di Coppola. Proprio nel ’79 quando giravo il film con la Vitti a Parigi, i giornalieri andavano alla Paramount a Hollywood e piacquero talmente tanto che mi chiesero di fare il co-star di John Travolta nell’ultimo Padrino, che sarebbe dovuto uscire a Natale nel 1980. Io non ci ho dormito per una settimana. Poi invece Travolta ha voluto fare Urban cowboy e io non ho potuto fare suo cugino. Tornatore aveva scritto per me L’uomo delle stelle ma ero in Brasile sul set e lui prese Castellitto“. De Sica, nelle scorse settimane, non si è risparmiato neanche una visita dal coronavirus: “Sì, ho un’età a rischio. Sul set ero molto protetto, appena è finito il film me lo sono preso, anche mia moglie ma in modo asintomatico leggero, tre giorni di 37 e mezzo, una fiacca tremenda, poi mi hanno curato e sono stato meglio. Teniamo duro e presto, ne sono sicuro, torneremo ad abbracciarci per strada“.

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