Ciccozzi/ “Telecamere sui bus per controllare mascherine: multe a chi non le indossa”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo il professore ed epidemiologo, Massimo Ciccozzi, si dovrebbero installare delle telecamere sui bus per controllare chi indossa le mascherine

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Massimo Ciccozzi, Uno Mattina Estate 2021

Secondo il professor Massimo Ciccozzi basterebbe mettere le telecamere sui bus, e in generale sui mezzi di trasporto pubblico, per verificare che tutti rispettino le misure di restrizione anti covid, a cominciare dall’indossare quello che è il dispositivo di protezione individuale più importante da sempre, leggasi la mascherina. Parlando con i microfoni dell’Adnkronos sezione Salute, il docente di Statistica medica ed Epidemiologia all’Università Campus Biomedico di Tor Vergata ha esternato il suo pensiero dicendo: “Mascherina obbligatoria e telecamere su autobus e metropolitane: se ti pizzico senza ti faccio una multa salatissima”.

Secondo Ciccozzi con tale soluzione si ovvierebbe ad un problema annoso, ovvero, il fatto che l’estensione del green pass obbligatorio sui mezzi di trasporto pubblici locali risulta essere impossibile da controllare, in quanto ci vorrebbero milioni di persone da nord a sud del paese; di conseguenza, installare delle camere sui mezzi potrebbe essere una valida alternativa: “Il Green pass sui mezzi pubblici non lo puoi controllare – ha aggiunto e concluso l’epidemiologo – e allora io farei così perché con le telecamere ormai le persone le individui, all’anagrafe hanno la nostra foto”.

CICCOZZI PROPONE TELECAMERE SUI BUS ANTI FURBETTI: MA L’IDEA E’ COMPLICATA

“Dovremmo fare come si fa con l’autovelox – ha continuato Ciccozzi nella sua disamina – a chi non indossa correttamente la mascherina una bella multa pesante, e quando ti arriva a casa vedi come la prossima volta la metti”. In poche parole vi sarebbe qualcuno “terzo” che controlla eventualmente i bus, e una volta avvistato il trasgressore, questo dovrebbe essere identificato e poi multato.

Il sistema potrebbe essere utile e portare a dei frutti, ma appare anche in questo molto complicato da realizzare, tenendo conto che bisognerebbe capire come identificare le persone attraverso uno sguardo. L’autovelox nelle autostrade funziona perchè fotografa il numero di targa dell’auto che rappresenta una carta di identità dello stesso mezzo, ma nelle persone è più difficile. In ogni caso l’esecutivo sta studiando misure anche per i mezzi pubblici: vedremo come evolverà la situazione.



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