CINEMA/ Weekend: il candidato all’Oscar Milk di Van Sant, si ride con Tutti insieme inevitabilmente, delude Italians

- Beppe Musicco

Nelle sale italiane la commedia americana con la coppia Vaughn-Ritherspoon, mentre quella italiana schiera il tridente Verdone-Castellitto-Scamarcio. BEPPE MUSICCO presenta i film in uscita questo finesettimana. Molto atteso il film candidato all’Oscar di Gus Van Sant, tratto da una storia vera. Da non perdere Defiance, un grande omaggio alla ribellione di un gruppo di ebrei bielorussi durante l’occupazione nazista GUARDA IL TRAILER DI MILK

Le feste sono terminate, ma se ne sentono ancora gli strascichi nella commedia Tutti insieme inevitabilmente con Vince Vaughn (ormai specializzato nei ruoli di coppia) e Reese Witherspoon. I due vestono i panni di una coppia abituata a inventarsi scuse pur di non passare le feste di Natale coi genitori (tutti vivi e tutti separati) e andarsene in vacanza ai tropici. Ma un collegamento televisivo in aeroporto li sbugiarda in diretta, costringendoli a un tour de force familiare da incubo. Vorrebbe essere un film allegro, ma, nonostante gli attori, non è per niente divertente.

Stessa storia per Italians di Giovanni Veronesi, con Carlo Verdone, Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio. Il titolo vorrebbe appoggiarsi al noto libro e all’omonimo forum di Beppe Severgnini, ma il film non va oltre i più beceri luoghi comuni sugli italiani: infingardi, cialtroni, ma, al solito, dal grande cuore. Banalità a piene mani, scarsissimo impegno degli attori (Verdone dovrebbe seriamente ripensare ai suoi ruoli), poche idee, per un film che definire inutile è poco.

Ben altro spessore arriva dai due film americani che esordiscono questa settimana: Milk di Gus Van Sant, tratto da una storia vera, vede Sean Penn in una trasformazione impressionante e magnetica. Harvey Milk, da omosessuale nascosto a New York, si trasferisce negli anni ’70 a San Francisco decidendo di vivere apertamente la sua condizione e contribuisce a fare del quartiere di Castro una zona di richiamo per tutti i gay d’America, fino a diventare (in giacca e cravatta) consigliere comunale della città californiana e contribuendo ad abolire le leggi che volevano togliere i diritti civili agli omosessuali.

Si potrà non essere d’accordo con lo stile di vita del protagonista (e certe scene di effusioni tra Sean Penn e James Franco sono difficili da digerire), ma è comprensibile la presenza del film nella cinquina degli Oscar: Van Sant punta sul mostrare la “normalità” di Milk, che aspira a diventare un amministratore della città per tutelare i diritti dei gay, impegnandosi però per il benessere di tutti i cittadini.

Anche con i mezzucci e le manfrine della politica. Defiance è invece un grande omaggio alla ribellione di un gruppo di ebrei bielorussi durante l’occupazione nazista; due fratelli che misero in piedi una banda armata e per anni riuscirono ad opporsi ai tedeschi. Il film ricrea fedelmente le condizioni precarie di un “popolo clandestino” che arrivò a contare quasi 1500 persone. Uomini e donne che negli anfratti della foresta cercavano di ricreare un minimo di civiltà e che arrivavano, come sovente nella tradizione ebraica, a interrogare e accusare Dio sul motivo di tanto dolore; ma che nella fedeltà alle proprie radici trovavano la fonte della sopravvivenza.


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