L’OLIMPIADE NASCOSTA/ Vittoria e libertà per Mario, Kasia e il piccolo Joel. Ultima puntata e finale

- La Redazione

La sintesi dell’ultimo commovente e coinvolgente episodio della fiction in onda su Rai Uno con Cristiana Capotondi e Andrea Bosca. Lo sport ridona la libertà ai prigionieri del campo

olimpiade_nascostaR400
Il trionfo di Mario

Lo sport ha ridato libertà, dignita e gloria ai prigionieri in L’Olimpiade nascosta: la fiction di Rai Uno si è conclusa ieri sera con l’ultima puntata, di cui vi proponiamo il riassunto e il finale, pieno di speranza e di promesse di libertà per Mario (Alessandro Jorge) Kasia (Cristiana Capotondi) e il loro piccolo Joel, il bimbo ebreo per il quale Kasia si è sacrificata entrando nel campo di sterminio pur di stare con lui. Ma ripercorriamo la seconda e ultima puntata. I nazisti hanno scoperto Joel a casa di Kasia, la ragazza viene arrestata e il bimbo le viene tolto e mandato al campo 27, lager. Intanto al campo di lavoro il comandante Weber decide di punire tutti gli uomini per aver sottratto energia al lavoro per disputare la loro olimpiade nascosta: avranno metà razione e gli organizzatori saranno sottoposti a lavori molto pesanti. Poiché il comandante conosce tutti i loro nomi tra loro si fa strada l’idea che qualcuno abbia fatto la spia. Durante la faticosissima corvée Alex però trova modo di ribellarsi alle crudeltà delle guardie e viene picchiato brutalmente insieme a Mario che è intervenuto in suo soccorso. Kasia viene interrogata dai tedeschi ma non rivela chi le ha consegnato Joel, dice di averlo trovato nei pressi di casa sua e di averlo tenuto con sé perché era solo un bimbo impaurito, non sapeva che fosse ebreo. Grazie a un suo conoscente, Frederic, che ha un alto grado nella gerarchia militare nazista, può ottenere la libertà in cambio di favori sessuali, ma non per Joel, nonostante il tedesco glielo avesse promesso.

Le tre rose di Eva: il cattivo Camerana anche nella seconda stagione 

Il giorno seguente, mentre Mario è al lavoro compare la donna che gli riferisce che il bimbo probabilmente è stato internato al campo 27 e ne è terrorizzata perché sa che in quel luogo le persone muoiono, vuole avere la certezza di dove si trovi e chiede a Mario di scoprirlo. Tra i militari prigionieri vi è Ian che da tempo si dispera perché sa che sua moglie doveva partorire, ma non è conoscenza se il bimbo è nato e se è maschio e femmina. Qualche giorno dopo, però trova davanti all’ingresso del campo di prigionia sua moglie con in braccio un neonato, lei gli urla che è un maschio e lui non smette di osservarli finché il camion sul quale si trova non si allontana. Il modo in cui osserva per la prima volta suo figlio rimane impresso nella mente di Alex che gli siede accanto. Mario, grazie all’aiuto del suo amico medico, Vittorio Mancini (Andrea Bosca) riesce a entrare nel campo 27 per eseguire la disinfestazione delle baracche e vede che Joel è in buone condizioni, lo riferisce a Kasia che però non è tranquilla. Vuole raggiungere il bambino a cui è ormai affezionata come fosse suo, così si reca da Frederic e ottiene di essere internata, nonostante la disperazione di Mario. Non appena giunta al campo si unisce al Joel che appare più sereno in sua compagnia. Il comandante Weber intanto pensa che l’idea delle olimpiadi potrebbe essere un’ottima occasione per dimostrare la superiorità della Germania e ciò potrebbe portargli la tanto sospirata promozione, perciò si reca a Berlino e chiede al ministro competente il permesso di disputare i giochi tra atleti tedeschi e i militari di diverse nazionalità. Tornato trionfante allo Stalag annuncia la sua decisione al tenente Alex che dovrà proporre agli uomini di gareggiare contro i nazisti, ma i prigionieri che prima erano entusiasti dell’idea delle olimpiadi, si rifiutano di gareggiare contro i tedeschi. Mario però viene contattato da una dei membri della resistenza che lo informa che presto il campo 27 sarà sgomberato e gli internati verranno mandati nei campi di concentramento dove troveranno la morte certa. La competizione sportiva si svolgerà proprio nei pressi e potrà servire da diversivo per far evadere i prigionieri. Quando Mario riferisce ai compagni la richiesta dei partigiani tutti gli uomini si dimostrano pronti a partecipare ai giochi sportivi. A quel punto Alex chiede al comandante Weber di poter essere messi nelle condizioni di gareggiare con indumenti adatti, razioni alimentari più abbondanti e di non lavorare per potersi allenare. Ma le concessioni di Weber sono poche: avranno gli indumenti, ma dovranno lavorare e anche risistemare la pista di atletica e la tribuna che si trovano nei pressi del campo 27. Dei prigionieri che gareggeranno si occuperà il capitano Lang (Johannes Baundrup) che non è una SS e che li vede con occhio benevolo. Li informa che le “olimpiadi” verteranno su cinque gare: salto in alto, lancio del peso, 200 metri, 1.500 metri e un incontro di pugilato che vedrà scendere sul ring proprio il comandante Weber. Intanto gli uomini che si alternano al piccolo stadio per i lavori di manutenzione si accorgono di un tunnel che parte sotto i bastioni che circondano il campo 27 e che conduce fuori: quello può essere la via di fuga per gli internati e ne informano la resistenza. All’interno della baracca di Mario si scopre che è Anton la spia dei nazisti, viene picchiato e lui durante la notte fugge. Il comandante Weber per punizione decide di fucilare dieci uomini scelti a caso, viene selezionato anche Ian, ma Alex si offre al suo posto perché è giusto che chi ha moglie e figli possa vivere. Alex muore con coraggio e onore, dopo aver passato la sua “eredità” a Mario. I prigionieri commossi vedono l’amico morire sotto i colpi di fucile delle SS. Continua alla pagina seguente.

Dopo l’esecuzione i prigionieri sono ancor più motivati a gareggiare e vincere almeno qualche gara. Quando arriva il giorno fatidico i partigiani travestiti da tedeschi prendono il posto delle sentinelle e, penetrati nel campo 27, dove la sorveglianza quel giorno è praticamente nulla, portano tutti gli internati nel tunnel in attesa che arrivino alcuni camion a prelevarli. Intanto si svolgono le gare. I tedeschi che sono tutti veri atleti vincono il salto in alto e il lancio del peso, ma i 200 metri vedono primeggiare Ian che ha avuto di nascosto dal capitano Lang delle scarpette chiodate. Anche i 1.500 metri sono appannaggio dei prigionieri, ma quando giunge il momento del pugilato le guardie spezzano una mano al russo che doveva battersi. Mario si offre di boxare lui contro Weber e i primi round lo vedono soccombere, ma quando gli giunge la notizia che gli internati, tra cui Kasia e Joel sono fuggiti manda il tedesco knock out e trionfa. Intanto Kasia e Joel fuggono verso la libertà. Mario un giorno riuscirà a raggiungerli?



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori