QUARTO GRADO/ Vittorio Missoni e laereo scomparso. Andrea Calevo racconta il suo sequestro

- La Redazione

Quarto Grado è tornato dopo oltre un mese di pausa e ha affrontato diversi misteri, a partire da quello relativo allaereo con a bordo Vittorio Missoni sparito nel nulla a Los Roques

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Foto: InfoPhoto

Quarto Grado è tornato dopo oltre un mese di pausa e ha affrontato diversi misteri e fatti di attualità: da quello relativo allaereo con a bordo Vittorio Missoni sparito nel nulla a Los Roques a quello della morte di Melania Rea. Ci si è soffermati anche sulla scomparsa di Roberta Ragusa e sul sequestro Calevo. La puntata si è aperta proprio con la vicenda dellaereo scomparso in Venezuela il 4 gennaio scorso. Sul velivolo cerano 4 italiani, tra cui Missoni e sua moglie. Il mistero è legato ad alcuni elementi che non tornano. Potrebbe esserci un legame con il narcotraffico? E poi non è questa la prima volta in cui un aereo scompare nel nulla in quel posto. Era già accaduto una volta nel 2008 e si era parlato di un incidente. Anche in quel caso a bordo cerano diversi italiani e di loro, tuttora, non si ha alcuna notizia. Davide Virardi, esperto di diritto internazionale, ha spiegato che è normale che in certe tratte i narcotrafficanti salgano a bordo e si impossessino degli aerei. Ma se fosse stato invece un fulmine a colpire laereo? Secondo Bruno Barra, esperto della sicurezza dei voli, è impossibile che un fulmine possa distruggere completamente laereo. In ogni caso si troverebbero sempre i resti dellaeromobile. A parlare in studio cè anche la sorella di Fabiola, una delle persone che erano su quel volo del 2008. stata una scomparsa improvvisa, ha spiegato la donna, e ancora adesso la famiglia vive in uno stato di sospensione temporale per cui non si sa cosa pensare. questa del resto la situazione che sta vivendo in questo momento anche la famiglia Missoni. Ad Angelo Machiavello, inviato di Quarto Grado a Caracas è stato chiesto di salire su uno di quei velivoli per capire cosa succede effettivamente a bordo. Così si è potuto constatare che questi aerei non hanno delle strumentazioni sofisticate come quelli di linea. E poi ci si è chiesti: se quello del 4 gennaio è stato un incidente, come mai il pilota non ha lanciato nessun allarme? Ecco allora che tornerebbe a essere plausibile lipotesi del dirottamento da parte di narcotrafficanti. Il silenzio del radio trasponder troverebbe infatti una spiegazione nella possibilità che qualcuno possa averlo spento. I dubbi continuano comunque a essere molto forti. Barbara Palombelli, da parte sua, si è detta abbastanza ottimista su questa vicenda, mentre ha confessato di temere che quello del 2008 possa essere stato davvero un dirottamento. Certamente, se si fosse trattato di un sequestro, quelle persone potrebbero essere ancora vive ed è anche sulla base di queste speranze che si continuano a portare avanti le ricerche, sia con aerei che con delle apposite navi.

Lasciato il caso di Los Roques, si è passati subito a parlare delle novità sul caso di Melania Rea. La verità secondo il giudice sarebbe ben diversa da ciò che si pensava. Si sarebbe trattato di un delitto dimpeto di cui Parolisi si sarebbe macchiato per via della posizione dominante che Melania stava assumendo nei suoi confronti e che lui non avrebbe sopportato. Il giudice ha spiegato nel dettaglio anche le modalità con cui Parolisi avrebbe depistato le indagini. Ma cosa ne pensa lo psichiatra Alessandro Meluzzi? La sua opinione è che le sentenze devono sempre basarsi su indizi convergenti e incontestabili che debbono portare a una condanna allergastolo sicura, senza che vi siano ragionevoli dubbi, che invece in questo caso persistono. Gli avvocati Biscotti e Gentili, a loro volta, non sono daccordo con la condanna allergastolo, attendono la sentenza dappello e hanno fatto notare come Parolisi sia rimasto profondamente ferito dal modo in cui sono stati descritti i fatti, facendo emergere un suo mancato rispetto nei confronti della moglie Melania. A Colle San Marco è tornato Remo Croci, che in collegamento con lo studio, ha mostrato di nuovo le ormai famose altalene, per poi ricordare che nellimmediatezza della scomparsa di Melania, secondo Parolisi, egli si sarebbe trovato proprio presso queste altalene. Barbara Palombelli ha voluto invece riportare alla memoria i dati oggettivi, come il fatto che mai Melania si sarebbe spogliata, se non davanti a suo marito. E poi cè il fatto che tutte le prove rimaste sulla scena del crimine non è detto che non siano riconducibili a persone che potrebbero essere passate di lì quando Melania era già morta. Continua alla pagina successiva.

La puntata è proseguita con il sequestro Calevo, una storia che contiene ancora diversi punti oscuri, anche se si è conclusa positivamente. In collegamento c’è stato proprio Andrea, l’uomo prelevato dai rapitori all’ingresso della sua abitazione con un furgone. La richiesta era di otto milioni di euro. Per fortuna il blitz delle forze dell’ordine ha restituito la libertà ad Andrea, ma le indagini sono tuttora in corso e si cerca in particolare una donna, complice nel rapimento. L’uomo ha dichiarato in diretta di non aver ancora trovato una spiegazione riguardo all’accaduto. Ilaria Mura è andata ad intervistare anche il Colonnello dei Ros di Genova, Paolo Storoni, che ha fornito qualche chiarimento in più sulle modalità di intervento. In studio era presente invece Fausto Lampelli, primo dirigente della Polizia di Stato, il quale ha raccontato di come è avvenuta l’acquisizione di filmati e traffici telefonici da cui è partita la ricerca.

Per quanto riguarda invece il caso di Roberta Ragusa, ieri sera se ne è tornati a parlare per un aggiornamento relativo alle ultime novità, a un anno esatto dalla scomparsa della giovane mamma. L’inchiesta è ancora aperta e unico indagato continua a essere il marito della donna, Antonio Logli, che si è scoperto avere una relazione con una ragazza più giovane di lui. Oggi non si può che sperare che qualcuno possa fornire delle informazioni che possano aiutare a ritrovare Roberta, anche se proprio nella giornata di ieri è arrivata l’indiscrezione secondo qui gli inquirenti avrebbero in mano qualche dato che potrebbe portare finalmente alla svolta.

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