CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Kílian Jornet Burgada, campione mondiale di skyrunning e ultra-trail

- La Redazione

A Che tempo che fa il campione mondiale di skyrunning e ultra-trail Kìlian Jorent Burgada, atleta spagnolo vincitore per ben tre anni consecutivi dello Skyrunner World Series

Kilian-Jornet-Burgada
Kílian Jornet Burgada

Questa sera, domenica 13 ottobre, a “Che tempo che fa” sarà ospite Kílian Jornet i Burgada, giovane scialpinista spagnolo, nato a Sabadell, il 27 ottobre 1987. Sin dall’infanzia, la sua vita è stata sempre legata alla montagna, essendo cresciuto a Cap del Rec, un rifugio gestito dai suoi genitori, sito a oltre 2000 metri di altezza, in Catalogna. Proprio grazie alla loro spinta, si cimenta nelle prime ascensioni sin da bambino, toccando i 4000 metri già all’età di 5 anni. Intraprende la carriera agonistica di alpinismo a 13 anni, conquistando grandi successi e imprese da primato. Infatti, nel giugno del 2009, ha battuto in 32h54′, il precedente record di percorrenza del GR20, circuito escursionistico che attraversa la Corsica, definito come il cammino più ostico d’Europa. Nel settembre del 2009, conquista un nuovo record, percorrendo il Tahoe Rim Trail, tracciato che costeggia il lago Tahoe in Sierra Nevada, in 38h32′. Nel giugno del 2010, Kílian Jornet i Burgada porta a termine un’altra grande impresa: in otto giorni e tre ore di corsa, attraversa l’intera catena dei Pirenei, portando con se solamente un telefono e un Gps. Nel settembre 2010, si sposta in Tanzania, conquistando il nuovo primato di salita e discesa del Kilimangiaro in 7h14′. L’atleta ha raggiunto un’altitudine di 5.895 metri in sole 5 ore e 23 minuti, mentre la discesa è stata effettuata in 1h51′. Il 14 giugno 2011, Kílian Jornet i Burgada decide di sfidare gli dei, realizzando il nuovo record di scalata del Monte Olimpo, in 5 ore e 19 minuti, nonostante un errore di percorso che gli ha impedito, di fatto, di realizzare un tempo ancora più basso.

Dal giugno 2012, Kílian Jornet i Burgada ha dato vita al progetto “Summits of my Life”, in cui si prefissa di scalare, entro il 2015, le più celebri e impervie vette del pianeta, coinvolgendo alpinisti di tutto il mondo. Purtroppo, il primo tentativo sul Monte Bianco si trasforma in tragedia, poiché il collega Stéphane Brosse è scivolato su una cornice di neve, precipitando nel vuoto per oltre 600 metri. Kilian Jornet decide, però, di ritentare l’impresa, questa volta riuscendo a scalare il Monte Bianco in appena 4 ore e 57 minuti.Sempre nell’ambito del progetto “Summit of my Life”, riesce a salire e ridiscendere il Cervino in sole 2 ore e 52 minuti, abbassando il precedente tempo di oltre 22 minuti. Complessivamente, nella sua carriera agonistica, ha vinto 4 medaglie mondiali, due europee e la Coppa del Mondo individuale per tre volte, nel 2009, 2010 e nel 2012. 

A settembre, Kilian Jornet ha comunicato, sul suo sito ufficiale, la notizia che quest’anno non tenterà la scalata sullElbrus, progettata sempre nell’ambito di “Summit of my Life”. La ragione della rinuncia risiede nelle pessime condizioni meteorologiche che non hanno consentito all’atleta catalano di superare i 300 metri di altezza. Vento e neve rendevano il prosieguo della scalata troppo pericolosa e, dato che gli esperti non davano speranze di schiarite nei giorni successivi, Jornet ha deciso di ripetere l’impresa nel 2014. Visto lo stop forzato, Kilian Jornet ha deciso di dedicarsi completamente alla realizzazione di un film che racconterà tutte le sue imprese, dal titolo “A Fine line”. 

Il messaggio che Kilian Jornet offre, non solo agli appassionati di scalata, ma a tutti coloro che si trovino ad affrontare le numerose e difficili sfide che la vita pone lungo il proprio percorso, è un vero e proprio incitamento alla realizzazione dei propri sogni, affermando che sarà possibile scalare anche le vette più ripide, grazie alla volontà di portare avanti, fino in fondo, ciò che sentiamo essere il nostro vero obiettiv . Kilian, infatti, ci dice: “Non vediamo più gli ostacoli dietro di noi, ma guardiamo a quelli che si prospettano oltre. Non si tratta di essere il più veloce, il più forte o il più grande…si tratta di essere noi stessi”.

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