PECHINO EXPRESS 2/ Chi è Marco Maddaloni, il judoka che con Massimiliano Rosolino forma la coppia degli sportivi

- La Redazione

Nella quinta tappa di Pechino Express 2 Marco Maddaloni ha preso il posto di Alessandra Sensini (infortunata) al fianco di Massimiliano Rosolino. Ecco chi è il judoka napoletano

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Marco Maddaloni e Massimiliano Rosolino

La quinta puntata di Pechino Express 2 ha visto un avvicendamento nella coppia degli Olimpionici, causato dalla impossibilità da parte di Alessandra Sensini di proseguire la competizione per la ferita riportata alla gamba. Con grande dispiacere, la velista ha dovuto rassegnarsi a dare forfait, lasciando in un primo momento il suo compagno, Massimiliano Rosolino da solo. Il percorso in solitaria, è durato però solo per la prima parte della tappa, in quanto la sosta ha permesso l’entrata in scena del suo nuovo compagno, Marco Maddaloni, campione di Judo. oltre che figlio e fratello d’arte, essendo il rampollo di quel Giovanni, il quale gestisce da tempo un club di Judo a Napoli, mentre il fratello Pino è famoso per aver trionfato alle Olimpiadi di Sidney del 2000. Una tradizione che non ha risparmiato neanche la sorella Laura, anche lei plurimedagliata nella disciplina.

Marco Maddaloni è nato nel capoluogo partenopeo nel dicembre del 1984 ed è il terzo figlio, l’ultimo, di Giovanni e Caterina Juliano. Si è formato come atleta proprio nel club gestito dal padre, lo stesso dove hanno imparato a combattere i suoi due fratelli. L’apprendimento del Judo è avvenuto molto presto e subito con ottimi risultati. Nel 2002, infatti, Marco è diventato campione italiano assoluto nella categoria sotto i 73 chilogrammi, un record senza precedenti in campo tricolore, vista la sua giovanissima età. Nella stagione successiva, è diventato campione europeo juniores ed è entrato a far parte dell’arma dei Carabinieri, per poi passare nel 2005 alla Polizia di Stato. I successi sono arrivati in serie, sino a culminare nel settembre di quest’anno nella medaglia d’oro alla Coppa Europa in programma a Bratislava.

Una medaglia arrivata al termine di un periodo non felicissimo, iniziato nel 2007, quando Marco Maddaloni si è operato al menisco, operazione la quale sembrava solo una formalità e che è stata invece seguita dalla rottura del crociato anteriore, iniziando una serie di operazioni che hanno infine costretto i medici a eseguire un trapianto di tendini. Una vera e propria via crucis terminata nel 2012, dopo ben cinque operazioni che hanno infine restituito l’integrità fisica a un atleta che non chiedeva altro per ricominciare a mostrare tutto il suo talento. Una integrità che però era tutt’altro che scontata all’atto del trapianto, tanto che i medici autori dell’operazione avevano provveduto a informare che in caso di insuccesso, per Marco Maddaloni sarebbe stato difficile addirittura tornare a camminare in maniera normale. Per capire la forza di volontà del judoka partenopeo basta ricordare che per un certo periodo si è allenato con il tendine rotto.

Tornato in poche settimane ad allenarsi, in pieno agosto, mentre gli amici si trovavano al mare e senza alcun aiuto da parte della Federazione, la cui politica privilegia i giovanissimi, ha dato vita a un percorso che lo ha visto trionfare in ogni incontro per ippon, sancito dall’uchi-mata con cui ha sconfitto in finale il rivale olandese Joery Biekmann. Con la vittoria in Coppa Europa Maddaloni ha dimostrato di poter ambire di nuovo al vertice della specialità. Con un obiettivo ben preciso, quello di raggiungere Rio de Janeiro nel 2016 per rinverdire le gesta del fratello Pino e dimostrare che la dinastia dei Maddaloni può rappresentare per il nostro Paese e per il Judo qualcosa di analogo a quella degli Abbagnale.

Va ricordata infine una ultima curiosità su Marco Maddaloni: ha posato in qualità di fotomodello per una rivista di carattere nazionale, episodio risalente al 2009, evento che ha spinto molti a chiedersi se per lui non sia in vista una carriera alternativa, una volta terminata quella di judoka.

Siamo perciò in presenza di un altro sportivo eccellente in grado di rimpiazzare al meglio la sfortunata Alessandra Sensini e capace di rapportarsi al suo compagno di avventura con umiltà, tanto da delegare a Rosolino anche la scelta del posto per dormire. Ma soprattutto capace di far sentire tutta la sua freschezza quando si è trattato di mettersi alla prova con la consegna della posta in un villaggio galleggiante o nella salita al tempio. Prove che hanno sancito la vittoria della coppia con la conseguente devoluzione del premio vinto, consistente in 5 mila euro, a SOS bambini.

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