VOLARE – FICTION/ Seconda puntata, il riassunto: gran finale con il successo di Domenico Modugno e Nel blu dipinto di blu

- La Redazione

L’ultima puntata di “Volare – La grande storia di Domenico Modugno”, andata in onda martedì 19 febbraio su Rai 1, è stata seguita da oltre 11 milioni di telespettatori

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Volare - La grande storia di Domenico Modugno

Con un successo superiore alla prima puntata, ieri è andata in onda la seconda e ultima parte della fiction Volare – La grande storia di Domenico Modugno. Sono stati infatti oltre 11 milioni gli italiani sintonizzati su Rai Uno ieri per vedere il gran finale di questa mini-serie interpretata da Beppe Fiorello (lunedì sera erano stati poco più di 10 milioni). Si può parlare di un vero e proprio successo televisivo. In effetti parlare di un personaggio così noto, un simbolo della canzone italiana e dellItalia stessa nel mondo non poteva non destare la curiosità del pubblico. Il fatto che i telespettatori siano aumentati deve anche far pensare che la qualità del prodotto sia stata alta. Ma vediamo di riassumere, per quanti non lavessero visto, cosè successo ieri. Come abbiamo visto nella prima puntata, la fiction inizia con Domenico Modugno che negli anni 70 in Versilia, davanti a un pubblico caloroso nel giorno del suo compleanno, sente il bisogno di ricordare e raccontare la sua storia, la storia di Mimì, quel ragazzo nato a Polignano a mare, in provincia di Bari, che fin da ragazzino coltiva il sogno del grande cinema. Armatosi di coraggio per affrontare le tribolazioni economiche della famiglia riesce a entrare nel Centro sperimentale di cinematografia di Roma e durante la sua permanenza nella capitale conosce Franca Gandolfi (Kasia Smutniak). I due hanno la possibilità di collaborare in un programma radiofonico ed è in quel contesto che nasce la loro storia damore. 

Vediamo quindi il riassunto della puntata di ieri sera. Dopo una breve esperienza in Canada Domenico Modugno sente il bisogno di ritornare in Italia, dove lavorerà nuovamente con la sua Franca in teatro. Sebbene il cinema fosse la sua più grande ambizione, Domenico veniva spesso chiamato per la sua musica e questo fa nascere dentro lui un contrasto tra gioia e delusione per ciò che vuole essere e ciò che credono che sia. Ancora dalla musica arrivano buone notizie: dei discografici a Milano vogliono lavorare sui suoi pezzi e così arriva il primo disco e la possibilità di conoscere Claudio Villa (Gabriele Cirilli). Durante questo periodo, una sua vecchia conoscenza, il principe Raimondo Lanza di Trabia, si suicida volando dalla sua finestra: questo evento prova molto la sensibilità di Mimmo che decide di scrivergli una canzone; niente meno che Luomo in frack.

Sulle onde del primo successo Modugno chiede a Franca di sposarlo e lei felicissima acconsente.Il periodo dopo il matrimonio è difficile per Mimmo, perché le offerte arrivano dall’estero, mentre in Italia sente le pressioni della critica e dei produttori che cercano di persuaderlo a cambiare i suoi pezzi e riadattarli, ma questo per Mimmo sarebbe come annullare le sue attitudini e pur di non perdere la sua originalità convince Franca a trasferirsi con lui a Parigi dove ha accettato un lavoro. I mesi a seguire sembrano bui per Modugno: il lavoro scarseggia per lui, ma non per Franca, alla quale si presentano molte occasioni. In questo contesto il loro rapporto va vacillando: Domenico è così nervoso e pensieroso per il suo successo che non arriva da trascurare il suo matrimonio e dopo una lite Franca decide di tornare a Roma. Dopo poco Mimmo la raggiunge, ma il loro rapporto sembra peggiorare e li porterà a stare lontani per un po’.

Mimmo va via di casa e chiede ospitalità a un suo vecchio amico Franco Migliacci (Alessandro Tiberi), l’aspirante fumettista incontrato per caso in una via di Roma. Il loro ritrovarsi fu come un segno del destino: infatti i due consacreranno l’amicizia nel giorno in cui Migliacci mette su un foglio la bozza di “Nel blu dipinto di blu”, che dopo mesi di lavoro è pronta per essere presentata ai produttori.Il brano viene accettato al Festival di Sanremo del 1958: da qui la scelta dei suoi produttori di volerla vedere interpretata da Domenico stesso. Il successo è inevitabile e in pochi giorni “Nel blu dipinto di blu” diventa il brano più ascoltato nel mondo. Persino i giornali americani ne parlano, si descriverà Modugno come colui che tramite la musica ha cambiato le sorti dell’intera Italia e della sua evoluzione culturale. La fiction termina con un Modugno appena giunto in America pronto a gustare il sapore del successo.

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