CHE TEMPO CHE FA/ Roberto Saviano parla di cocaina (video). Puntata 7 aprile 2013

- La Redazione

Ieri sera, domenica 7 aprile 2013, su Rai Tre, è andata in onda una nuova puntata di Che tempo che fa. Tra gli ospiti di Fazio anche lo scrittore Roberto Saviano

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Ieri sera, domenica 7 aprile 2013, su Rai Tre, è andata in onda una nuova puntata di Che tempo che fa. Lanteprima è molto incalzante e ci fa correre parlando di inquinamento a Milano con il climatologo Luca Mercalli, vestito come al solito da Scaramacai, e di arte con il frangettato critico Flavio Caroli che in pochi minuti pretende di raccontarci la vita di Peggy Guggenhaim. Si entra nel vivo con larrivo del compositore e maestro di musica Nicola Piovani. Lintervista parte da lontano per arrivare allultima creatura dellartista: un album intitolato Cantabile con dentro tanti ospiti illustri. Il nome dellalbum fornisce a Fazio lo spunto per fare a Piovani una serie di domande intorno ai generi musicali e in particolare sulla canzone. Scopriamo che Piovani ritiene la forma canzone una delle più difficili da comporre e che per lui come ascoltatore non è importante il genere ma la qualità. Sollecitato dal conduttore si lascia andare a una risposta azzardata quando dice che per lui la canzone perfetta è Azzurro di Paolo Conte. Ci lascia con un bel ritratto di Federico Fellini, che lui definisce come un grande ascoltatore di storie e di musica, per sedersi al pianoforte e accompagnare la bella performance canora di Giorgia.

la volta di Roberto Saviano che dopo sette anni di silenzio letterario ha finalmente dato alle stampe un nuovo libro che si intitola Zero Zero Zero. Il titolo allude alla farina 000 che a sua volta allude alla cocaina, infatti il libro ci racconta il mondo visto dalla parte delle grandi organizzazioni criminali che gestiscono il narcotraffico. La prospettiva è davvero rivelatrice: questo mondo che noi immaginiamo lontano è invece ormai entrato prepotentemente nelle nostre vite e nelle economie di tutto il mondo, senza che noi ce ne accorgessimo. Saviano ha studiato il fenomeno per molti anni e ci racconta una storia e ci da degli ordini di grandezza davvero allarmanti. Non esiste al mondo un business più redditizio del narcotraffico e coloro che lo gestiscono sono pronti a tutto per eliminare la concorrenza e contrastare qualsiasi forma di cambiamento dello status quo che minacci il loro business miliardario. Interessante, anche se avvilente, apprendere dallo scrittore che il modello organizzativo adottato dai cartelli internazionali della droga è quello della mafia italiana, ma che siamo anche un punto di riferimento internazionale per la lotta contro le organizzazioni di questo tipo e per la relativa giurisprudenza. A questo punto Saviano, dimostrando grande onestà e coraggio intellettuale, ammette che guardando labisso si rischia che labisso guardi te e ti risucchi inesorabilmente e che prendendo le misure a un mondo così cinico e sporco di sangue si rischia di non riuscire a prenderne le distanze. Riesce comunque a essere positivo dicendo che più che su se stesso ripone le speranze sui suoi lettori e citando dei bellissimi versi: Nessuna paura che mi calpestino, lerba calpestata diventa sentiero (alla pagina successiva il video dellintervista a Saviano).

La Littizzetto ci riporta un po di buonumore appena in tempo. Sdraiata sul pianoforte, bamboleggia fra una battuta e laltra e ci convince con le sue tirate sarcastiche e i suoi giochi di parole a lasciarci andare a un sorriso che subito diventa risata di cuore. Come quando dice che la colomba di Pasqua è difficile da tagliare e propone una serie di alternative tra cui il ragno pasquale. O quando sfotte la saggezza dei saggi che in quanto tali non avrebbero dovuto accettare lincarico di Napisan/Napolitano. Di grande effetto comico il viscerale attacco dira legato al fatto che ci sentiamo dire da anni che bisogna cambiare la legge elettorale e che poi nessuno lo fa. Come se avessimo la casa allagata per un guasto al termosifone e arrivato lidraulico ci seguitasse a dire che bisogna riparare il termosifone senza muovere un dito. Chiude facendoci notare lincredibile somiglianza tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi nella sua ultima apparizione televisiva ad Amici e Fonzy di Happy Days. Il sindaco di Firenze diventa quindi Renzy.

 

 

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