I SEGRETI DI BORGO LARICI/ Colombari: da un biglietto partirà un avvincente giallo

Questa sera va in onda la prima puntata di sette de I segreti di Borgo Larici, nuova fiction di Canale 5 ambientata nella prima metà del XX secolo. Ce la presenta SIMONE COLOMBARI

22.01.2014 - int. Simone Colombari
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Simone Colombari è Giulio Sormani

CLICCA QUI PER LE ANTICIPAZIONI DE I SEGRETI DI BORGO LARICI Questa sera va in onda la prima di sette puntate de “I segreti di Borgo Larici”, nuova fiction in costume di Canale 5 ambientata nella prima metà del XX secolo. La trama ruota attorno alla ricca famiglia Sormani, a capo dell’omonima industria tessile e inserita in un agiato mondo borghese, alle porte di Torino, che verrà presto sconvolto da misteriosi accadimenti: non c’è infatti solo l’amore travagliato e impossibile tra Anita (Serena Iansiti) e Francesco (Giulio Berruti), lei figlia di un operaio e lui primogenito del ricco industriale Sormani, a disturbare la quiete di Borgo Larici e a creare un duro scontro tra le due famiglie, ma anche numerosi intrighi, delitti e tradimenti che porteranno a continui colpi di scena. In attesa dell’inizio di questo nuovo appuntamento, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Simone Colombari, l’attore che nella serie interpreta Giulio Sormani, il padre del giovane Francesco che, nonostante la differenza di ceto sociale, vuole a tutti i costi vivere liberamente il suo amore per Anita.

Che tipo di serie stiamo per andare a vedere?

Credo che “I segreti di Borgo Larici” abbia tutti gli ingredienti affinché possa piacere al pubblico ed essere una fiction di successo. I piani di lettura della trama sono molteplici: da una parte c’è la storia d’amore, profonda quanto contrastata, mentre dall’altra c’è un vero e proprio giallo, fatto di delitti e altre cospirazioni di cui bisognerà individuare i responsabili.

A cosa si riferiscono i “segreti” di Borgo Larici?

Soprattutto ai segreti che la famiglia Sormani si trascina da tempo. In passato sono accadute delle cose che verranno svelate nel corso delle sette puntate: questo antefatto verrà in qualche modo scardinato dall’arrivo di Francesco Sormani, nella serie mio figlio (interpretato da Giulio Berruti), il quale riceve un biglietto in cui gli viene semplicemente comunicato di non conoscere tutta la verità riguardo la morte di sua madre. Da qui prende il via tutta la vicenda che lascia davvero con il fiato sospeso in ogni episodio, fino all’epilogo e alla risoluzione di tutti i misteri.

Parliamo invece del suo personaggio, Giulio Sormani.

In teoria è il proprietario dell’azienda tessile Sormani, fondata dal padre Giovanni Sormani (Adalberto Maria Merli), il quale si è ufficialmente ritirato dall’attività. Ben presto si capirà che però non è così: il vero capo continua a essere il padre, nei confronti del quale Giulio ha un rapporto di amore e odio. È un padre-padrone, uno che tiene sotto scacco non solo il figlio, ma anche i nipoti e tutta la famiglia. Giulio si presenta quindi come un personaggio piuttosto succube, che esegue spesso gli ordini impartiti dall’alto senza fiatare, ma che con l’avanzare della storia riuscirà ad avere anche qualche rivincita.

Dalle anticipazioni sappaimo che si arriverà anche a un duro scontro tra le due famiglie, i Sormani e gli Sclavi, non solo a causa del rapporto tra Francesco e Anita. Cosa può dirci a riguardo?

Lo scontro tra le due famiglie è fondamentale ed è il vero fulcro attorno al quale ruota l’intera storia. Possiamo dire che il conflitto è più che altro sociale: siamo intorno agli anni Venti, quindi durante la crisi del primo dopoguerra, mentre nel 1921 a Livorno viene fondato il Partito comunista italiano (Pci). Gli operai iniziano ad avere delle rivendicazioni e siamo anche alla vigilia della marcia su Roma: in questo scenario, Francesco è figlio dei padroni, mentre Anita è figlia dell’operaio, quindi lo scontro è inevitabile.

 

Una storia d’amore impossibile e un filone parallelo fatto di intrighi e delitti, un po’ come abbiamo già visto ne “Le tre rose di Eva 2”, tra l’altro un vero successo della stagione televisiva. Vede qualche punto in comune?

Ovviamente è necessario tenere sempre ben presenti gli interessi del pubblico e “Le tre rose di Eva” può aver effettivamente rappresentato un precedente da questo punto di vista, però considero “I segreti di Borgo Larici” decisamente originale. Pur conservando questo doppio aspetto, credo che la serie sia riuscita a intrecciare perfettamente queste caratteristiche fino a creare qualcosa di veramente nuovo ed estremamente appassionante: parte del pubblico potrà seguire con attenzione la storia d’amore, mentre un’altra farsi prendere dall’aspetto mistery, due peculiarità di una serie che mescola con estrema cura diversi generi.

 

Com’è stato il clima sul set e il rapporto con gli altri attori?

In questo ambiente si lavora ormai a ritmi molto serrati e con tempi ristretti, ma posso assicurarle che sul set il regista Alessandro Capone è riuscito a trasmettere sempre una grande serenità. Lo stesso produttore, Lello Monteverde, ha seguito scrupolosamente il lavoro come non avevo mai visto fare in passato, e questo ha portato una grande calma sia all’interno del cast tecnico che di quello artistico. È creando le condizioni di lavoro ottimali che si riesce a ottenere un prodotto finale migliore.

 

Dopo “I segreti di Borgo Larici”, quali sono i suoi progetti imminenti o futuri?

Dopo questa nuova serie, mi vedrete anche in un episodio de “Il tredicesimo apostolo 2”, dopo di che mi dedicherò al teatro. A gennaio ho iniziato la tournee di “Come tu mi vuoi” di Luigi Pirandello con Lucrezia Lante della Rovere e, dopo marzo o aprile, già si parla del nuovo capitolo de “I segreti di Borgo Larici”.

 

È già in cantiere la seconda stagione?

Siamo fiduciosi, quindi speriamo che quella che per ora è solo un’idea possa concretizzarsi e farci presto tornare sul set.

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