SAN FRANCESCO DASSISI/ La storia del Santo Patrono dItalia raccontata nella fiction Rai Francesco

- La Redazione

Questa sera su Rai 1 va in onda la fiction in due puntate Francesco. Vediamo quindi la storia di San Francesco d’Assisi, proclamato Patrono d’Italia nel 1939

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San Francesco ritratto da Giotto (Immagine dal web)

San Francesco è nato il 26 settembre 1182 nella cittadina umbra di Assisi in una delle famiglie più ricche e agiate che erano presente in quel tempo. Suo padre, Pietro di Bernardone, era infatti uno dei migliori commercianti di stoffe dellintera regione, mentre sua madre Giovanna Pica veniva da una nobile famiglia. In realtà, il vero nome di San Francesco sarebbe dovuto essere Giovanni, ma il padre, in ragione degli ottimi riscontri che aveva avuto nelle relazioni commerciali con alcune zone della Francia, decise di tramutarlo in Francesco come segno di ringraziamento verso quella nazione che lo stava rendendo decisamente molto ricco. Il padre aveva adibito buona parte della propria casa a negozio di stoffa presso il quale venivano a servirsi tantissimi signori e non, presenti in quello che allepoca era politicamente il Gran Ducato di Spoleto.

Nonostante non vi siano evidenze storiche sullinfanzia e ladolescenza di San Francesco, molti storici sono concordi nel ritenere che il padre lo aveva cresciuto con la chiara intenzione di fare in modo che in futuro fosse proprio lui a occuparsi del commercio di stoffe. La cosa certa è che dopo aver completato il percorso scolastico, alletà di 14 anni, San Francesco dovette prendersi cura a tempo pieno degli affari di famiglia, aiutando il padre in tutto e per tutto. Il cambiamento nella vita di San Francesco avvenne nellambito della guerra che si consumò tra Assisi e Perugia, due comunità che da diverso tempo erano luna contro laltra. Una guerra nella quale Assisi ebbe la peggio, il che comportò per molti soldati assisani, tra cui lo stesso San Francesco, il passare un lungo periodo allinterno delle carceri.

Come detto, questo fatto portò il giovane Francesco a rivedere quelle che erano le prerogative della propria esistenza, mettendo in moto un percorso spirituale che lo portò a spogliarsi di tutti i beni terreni per avvicinarsi al Signore. San Francesco tornò in libertà dopo circa un anno di carcere e soprattutto dopo che il padre ebbe pagato un forte riscatto. Le sue condizioni di salute erano piuttosto menomate e per questo gli venne consentito di riposare stando a stretto contatto con la natura, facendo nascere in lui un amore straordinario verso il creato, cosa che in passato non aveva avuto modo di apprezzare.

Tra il 1203 e il 1204 San Francesco voleva a tutti costi partecipare alla Crociata verso la Terra Santa, nonostante il parere discorde del padre. La cosa gli venne impedita dal fatto che, mentre stava per partire, si ammalò nuovamente. Ormai lanimo di San Francesco era completamente cambiato e la prova lampante si ebbe quando, andato a Roma per alcuni affari relativi al commercio di stoffe, ebbe modo di dimostrare il suo alto senso di carità distribuendo il denaro ai poveri e dando le proprie vesti ad un medicante.

Lanno 1205 è molto importante, in quanto un giorno, mentre era intento nelle proprie preghiere, sentì parlare il crocifisso che aveva dinnanzi, con la voce del Signore che lo invitò a mettere a posto la propria casa. San Francesco prese alcune stoffe presenti nel negozio del padre, le vendette e con il denaro ricavato mise a disposizione del parroco le risorse necessarie per riparare la chiesetta. Il padre si arrabbiò a tal punto che si arrivò al famoso processo a cui Francesco volle fosse presente il vescovo e durante il quale avvenne la simbolica accoglienza nella Chiesa (Con il vescovo Guido che lo coprì pudicamente agli sguardi della folla). 

Nel 1206 partì alla volta di Gubbio e incominciò a predicare e dare sostegno ai malati e in particolar modo ai lebbrosi che erano presenti nella stessa cittadina. Dopo ritornò ad Assisi per un periodo di tempo in cui viveva in grande solitudine, pregando il Signore e mettendo riparo a delle chiese decadenti da un punto di vista strutturale. San Francesco creò di fatto un nuovo ordine successivamente chiamato dei Francescani e la sua opera si giovò anche dell’appoggio da parte del Papa.

Nel 1209, quando Francesco ebbe raccolto intorno a sé dodici compagni, si recò a Roma per ottenere l’autorizzazione della regola di vita, per sé e per i suoi frati, da parte di Innocenzo III. Dopo alcune esitazioni iniziali, il Pontefice concesse a Francesco la propria approvazione orale per il suo “Ordo fratum minorum”.

Nel suo percorso incontrò quella che divenne un’altra grande religiosa: Santa Chiara. Chiara Scifi, figlia del nobile assisiate Favarone di Offreduccio, chiese a Francesco di poter entrare a far parte del suo ordine. Il Santo la sistemò per un po’ di tempo prima presso il monastero benedettino di Bastia Umbra, poi in quello di Assisi. In seguito, quando altre ragazze (fra cui anche la sorella di Chiara, Agnese) seguirono il suo esempio, presero dimora nella chiesetta di San Damiano e diedero inizio a quello che in futuro saranno le clarisse.

Negli ultimi anni della sua vita, a Francesco accadono fatti che lo ergono come grande pilastro della Chiesa come le stigmate comparse circa due anni prima della sua morte. Morte che sopraggiunse il 3 ottobre 1226. Il processo di canonizzazione fu tra i più veloci della storia della Chiesa in quanto avvenne già il 16 luglio 1228, ossia dopo nemmeno due anni.

San Francesco viene commemorato il 4 ottobre ed è stato proclamato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono d’Italia il 18 giugno 1939 da Pio XII.

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