PIAZZAPULITA/ Lo “scoop” di Alan Friedman su Napolitano e Monti. Puntata 10 febbraio 2014

- La Redazione

Questa sera su La7 va in onda una nuova puntata di Piazzapulita. Vediamo quali saranno i temi trattati e gli ospiti in studio. La trasmissione si può seguire anche in streaming

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Corrado Formigli
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Lunedì 10 febbraio su La7 Corrado Formigli ha condotto una nuova puntata del programma Piazzapulita, talk show nel corso del quale ci si è occupati di politica, a cominciare dall’incontro tra il Presidente Giorgio Napolitano e Matteo Renzi. Per Forza Italia era presente in studio l’onorevole Daniela Santanché, mentre il Partito Democratico era rappresentato da Simona Bonafè. Primo ospite intervistato da Formigli è stato Alan Friedman, il giornalista che ebbe modo di realizzare nel 2011 delle interviste a Carlo De Benedetti, Mario Monti e Romano Prodi. In sostanza, proprio da questi incontri sarebbe venuto fuori il fatto che la messa al potere di Monti al posto di Silvio Berlusconi sarebbe stata premeditata dal Presidente della Repubblica e non si sarebbe trattato dunque di una decisione presa all’improvviso in una situazione d’emergenza. Letta ha commentato in modo critico queste dichiarazioni, affermando che considera alquanto strano il fatto che le stesse siano venute fuori proprio ora che sta per essere pubblicato il libro scritto dal giornalista. Contrastanti sono i commenti in merito da parte degli ospiti in studio. Simona Bonafè del PD sostiene che la situazione fosse talmente grave all’epoca da rendere legittimo ogni tipo di intervento da parte del presidente. Secondo Daniela Santanché, al contrario, quello che dice Friedman non sarebbe nulla di diverso da ciò che già affermavano da tempo Silvio Berlusconi e i suoi sostenitori. Sempre secondo la Santanché ciò che manca da scoprire sono i dettagli, ad esempio chi si occupò concretamente di far arrivare lo spread a 500 punti per portare alla caduta del governo Berlusconi. Peter Gomez, dal canto suo, ritiene che il Presidente Napolitano abbia sbagliato nel non mandare alle elezioni direttamente a novembre del 2011, mentre Paolo Becchi parla addirittura di colpo di stato per definire l’intervento del Quirinale. E mentre la Santanchè sospetta che ci siano stati dei veri e propri reati perché il capo dello stato avrebbe agito spingendosi al di sopra dei suoi poteri, è la Bonafè a cercare di smorza i toni della discussione, facendo notare che i problemi dell’Italia sono già abbastanza gravi e non è dunque opportuno insinuare ulteriori dubbi addirittura sul Presidente della Repubblica e sul suo operato. La stessa Bonafè, d’altronde, dice che non sarebbe corretto se Forza Italia decidesse di strumentalizzare questa situazione perché continuando a discutere di ciò si bloccherebbe il progredire delle riforme che invece sono al momento la priorità assoluta per il nostro Paese. In ogni caso, mentre in studio si discute di questo, Matteo Renzi si trova al Quirinale e sta parlando con il presidente Napolitano.Esiste un documento, spiega Formigli, intitolato Appunti per un piano di crescita sostenibile per l’Italia, che farebbe capo a Monti, Napolitano e Passera e sarebbe stato redatto tra l’estate e l’autunno del 2011. L’obiettivo che si legge nel documento è quello di predisporre un piano di azione per affrontare la grave crisi che interessava l’Italia in quei mesi, dunque si trattava di un vero e proprio piano di governo. Tra gli interventi da programmare per la ripresa dell’economia, si parla di un aumento dell’IVA dell’1,5%, di un’armonizzazione al 20% della fiscalità sulle rendite finanziarie e dell’introduzione di una tassa patrimoniale che escludesse la prima casa, sulla quale si sarebbe invece reintrodotta l’ICI. Insomma, questo sarebbe stato il piano di Passera e lo stesso documento prevedeva un grave rischio per il Paese se queste riforme non fossero state proposte agli italiani e attuate con sacrificio di tutti.Nel 2011 c’è stato dunque un complotto economico-finanziario, come sostiene Friedman? Ci fu una speculazione contro l’Italia, considerato anche il fatto che Angela Merkel non vedeva affatto di buon occhio il governo Berlusconi? Daniela Santanché è convinta che in uno Stato dotato di democrazia non si possa andare avanti preoccupandosi solo della stabilità e spera che tra gli italiani possa sorgere qualche dubbio in merito a quanto accaduto nel 2011. Sia la Bonafè che Formigli, tuttavia, le ricordano che fu lo stesso Silvio Berlusconi a pregare Giorgio Napolitano di accettare il suo secondo mandato come Presidente della Repubblica.A seguire, ecco l’analisi di Monteleone che ha calcolato in 3.340 i giorni in cui Berlusconi è stato al Governo e come nel periodo in cui lo stesso era Presidente del Consiglio si sia avuto un aumento del debito pubblico che da maggio 2008 a novembre 2011 sarebbe salito da 1564 a 1912 miliardi di euro. Al contempo il rapporto debito/pil sarebbe salito dal 106,1% al 120,7%. Ora, con il governo Letta c’è stata una diminuzione dello spread, che ha iniziato a scendere. Tuttavia questo nuovo andamento sarebbe da imputare non all’azione del governo stesso, bensì all’intervento di Mario Draghi che è intervenuto a livello europeo mediante l’immissione di liquidità.Per tornare alla questione del presunto impeachment di Giorgio Napolitano, è stato intervistato anche Michele Ainis, il quale ha espresso il suo parere, secondo cui la crisi era già abbastanza evidente che sarebbe arrivata, dunque i contatti di Napolitano con Mario Monti sarebbero assolutamente giustificabili dalla necessità di iniziare a pensare a una soluzione in merito. Il problema della politica, però, sta anche nella mancanza di etica, e mentre si sprecano soldi nei rimborsi, come è accaduto nella Regione Sardegna, dove ci sono stati 43 indagati e 19 persone rinviate a giudizio, ecco che dalla parte opposta vi sono i tanti lavoratori finiti in mobilità che continuano a protestare. Tra questi alcuni operai che dopo 4 anni in cui non riescono più a lavorare hanno deciso di chiudersi per protesta in miniera. A questo punto interviene la Santanché per dire che la sua vicinanza va a questi lavoratori che hanno dei seri problemi e non al Presidente Napolitano, perché secondo lei quest’ultimo non starebbe facendo alcun sacrificio nel ripetere per la seconda volta il suo mandato. Non tutti però sono d’accordo su questo aspetto.

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Giorgio Napolitano è ancora sotto attacco: non bastava la richiesta di impeachment da parte del Movimento 5 Stelle, ora arrivano le accuse di Forza Italia dopo che sono emerse indiscrezioni secondo cui il Presidente della Repubblica avrebbe sondato già nell’estate del 2011 Mario Monti per un incarico da Premier che avrebbe poi ottenuto alla fine dell’anno, dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi. Sicuramente di questo tema si parlerà a Piazzapulita, dove sarà ospite Alan Friedman, autore del libro in cui si parla di questo incontro Napolitano-Monti, Paolo Becchi, vicino al Movimento 5 Stelle, e Daniela Santanché di Forza Italia. Cliccando qui è possibile seguire la trasmissione in diretta streaming.

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Questa sera, lunedì 10 febbraio 2014, alle 21.10 su La7 va in onda un nuovo appuntamento con Piazzapulita, il talk show condotto da Corrado Formigli. Cosa si diranno Giorgio Napolitano ed Enrico Letta? E quanto durerà ancora il Governo voluto dal Presidente della Repubblica?, sono gli argomenti che verranno trattati nella puntata dal titolo La Scelta di Giorgio. Come si può intuire si cercheranno di capire le mosse del Quirinale e del Premier, tra possibili rimpasti di governo e persino dimissioni. Si dovranno poi capire le reali intenzioni di Matteo Renzi, che potrebbe anche non volere la guida dell’esecutivo senza le elezioni. A discutere di questi temi in studio con Corrado Formigli ci saranno il giornalista Alan Friedman, Vittorio Zucconi de La Repubblica, Peter Gomez de ilfattoquotidiano.it, Daniela Santanché di Forza Italia, Simona Bonafé del Partito Democratico e il professor Paolo Becchi.

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