CHE TEMPO CHE FA/ Chi è Giovanni Floris, conduttore di Ballarò e autore del libro Il confine di Bonetti

- La Redazione

Questa sera tra gli ospiti di Che tempo che fa ci sarà anche Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò che presenta il suo primo romanzo dal titolo Il confine di Bonetti

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Giovanni Floris

Questa sera tra gli ospiti di Che tempo che fa ci sarà anche Giovanni Floris. Nato il 27 dicembre del 1967 a Roma, è sposato e ha due figli di nome Valerio e Fabio. Giornalista televisivo, attualmente conduce Ballarò su Rai 3, ma ha anche scritto saggi riguardanti la società dellItalia. Da poco ha fatto il suo esordio nei romanzi con Il confine di Bonetti, libro che presenterà da Fabio Fazio. Floris ha studiato in un Liceo classico e si è laureato nel 1991 in Scienze Politiche alla Luiss a Roma, scrivendo la tesi di Sociologia politica intitolata Capitale e lavoro: dallo scontro alla cooperazione conflittuale?. Nella tesi analizzava quelle che sono le relazioni industriali del Paese, dal periodo del dopoguerra fino ai nostri giorni. In quegli anni si lavorava alla concertazione, un sistema con cui sindacati e imprenditori riconoscevano i rispettivi interessi e aprivano negoziati su varie questioni. La sua tesi vinse un premio, il Mondoperaio, che lo portò alla collaborazione con degli studiosi nel settore quali Gino Giugni o Luciano Pellicani e gli ha permesso anche di scrivere su riviste del settore.

Aveva avuto qualche contatto con i giornali durante luniversità: con il Messaggero e linserto Quartieri dove ha pubblicato articoli su Casale Rocchi, un quartiere di Roma che richiedeva il passaggio di autobus, e su un negozio, a Talenti, di magia. Nel periodo universitario pensava sempre di diventare giornalista, ma riteneva che entrare nel giro fosse difficile perché esistevano poche scuole per il giornalismo e si entrava nella categoria per cooptazione. Ma la tesi e il premio gli permisero di avere una sostituzione allAvanti!, e vinse un concorso che gli permise di frequentare una Scuola di Giornalismo, quella Radiotelevisiva di Perugia, al primo biennio. Si trasferì quindi in Umbria e dopo due anni di corsi superò lesame per diventare giornalista. Nello stesso tempo collaborava con riviste e anche con Gino Giugni. Iniziarono poi i contrattini con la Rai, al tg economico Gr1 e poi al Gr unificato. Ebbe la fortuna di collaborare con Livio Zanetti, con Stefano Gigotti e tanti altri direttori di talento. Ebbe colleghi come Luca Mazzà, Roberto Pippan, Filippo Nanni e altri ancora.

Tra i vari contratti lavorava anche per lagenzia Italia, la redazione che gli ha consentito di conoscere il tipo di giornalismo da agenzia, forse il più vero e più divertente, dove si vive a contatto con le fonti delle notizie e dove si scopre la notizia. Ha collaborato con la casa editrice appartenente alla Cgil, lEdiesse: prima correggeva le bozze poi seguiva suoi lavori. Ha pubblicato I miei primi 25 anni, una guida per i giovani, e Ma che volete da noi, un libro che confrontava la letteratura del 900 con il mondo femminile del Paese. Scrisse poi Tossicoindipendenze sulla legislazione sulla droga. Iniziò a lavorare per la cattedra della Luiss di Scienza della politica dove teneva seminari organizzati da un professore, De Mucci.

Nel 1996 fu assunto al Giornale Radio Rai su richiesta del direttore Paolo Ruffini. Tornò alla redazione di economia, poi con il ruolo di conduttore lavorò a Baobab, notizie in corso, Senza Rete, Radioanchio, ma condusse anche più edizioni della mattina. Come inviato andò in Indonesia, in Giappone, in Tailandia, in Cina, in Cile, in Argentina e in Brasile, dove ha studiato leconomia del Sudamerica. Si è recato anche in Irlanda, in Inghilterra, in Svezia, in Spagna, in Belgio, in Olanda, in Lettonia e in Ungheria.

Con il “Giornale Radio” ha raccontato vari summit internazionali fino alle vicende del G-8 di Genova che raccontò come inviato. Nel 2001 era nella sede a New York e visse la drammatica esperienza dell’11 settembre come giornalista e fu nominato “sul campo” corrispondente dagli USA e si trasferì, con la moglie, a New York. L’anno successivo Ruffini, diventato il direttore a Raitre, gli chiese “torneresti per fare il conduttore di prima serata?”. E iniziò Ballarò che oggi è all’ottava edizione.

Insieme a Lorenzo Terranera ha scritto “Storie di bimbi senza storia” e “TU6” per l’Unicef. Nel 2005 ha tenuto il corso per la Comunicazione televisiva presso l’Università a Teramo, ma Ballarò era troppo impegnativa e ha dovuto lasciare la cattedra. Poi ha scritto molti saggi tra cui “Una cosa di centrosinistra” per la Mondadori, “Monopoli” per la Rizzoli e “Fatti chiari”, con Filippo Nanni e Pergentina Pedaccini. Quindi ha scritto “Risiko”, “Mal di Merito” e nel 2008 “La fabbrica degli ignoranti”, un’inchiesta sulla scuola e l’università. In sequenza ha scritto “Separati in patria”, “Zona retrocessione” sulla crisi economica, “Decapitati” sulla classe dirigente e “Oggi è un altro giorno”, nel 2013. Come detto ora è stato pubblicato il suo primo romanzo “Il confine di Bonetti”.

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