Voyager, il mistero della morte di Napoleone. Puntata 28 luglio

- La Redazione

Ieri sera su Rai 2 è andata in onda Voyager-Ai confini della conoscenza, il programma di divulgazione condotto da Roberto Giacobbo. Ecco di cosa si è parlato nel corso dell’appuntamento

Serata interamente dedicata a Parigi quella andata in onda ieri sera su Rai Due con Voyager, il programma condotto da Roberto Giacobbo. Il conduttore ha aperto la puntata parlando della Statua della Libertà: già, perché forse in pochi sanno che anche Parigi esiste un monumento uguale a quello che si trova a New York, ma che non viene considerato una copia in quanto realizzata dallo stesso uomo che si occupò di creare la statua da portare negli Stati Uniti. La gemella francese fu fortemente voluta dagli americani residenti a Parigi e fu collocata nei pressi del pont de Grenelle, sull’Allée des Cygnes, soltanto qualche anno dopo rispetto a quella di New York. Inoltre, un’altra replica della statua si trova all’interno dei Giardini del Lussemburgo, sempre a Parigi. Ma siamo sicuri che la Statua della Libertà sia un affare esclusivamente riguardante francesi e americani? questa la domanda che si sono fatti in molti, soprattutto coloro che, passando per Firenze, hanno avuto modo di ammirare la Statua della Libertà della Poesia, situata nella Basilica di Santa Croce e realizzata da Pio Fedi in memoria del drammaturgo Giovan Battista Niccolini.Giacobbo mostra poi ai telespettatori la riproduzione a grandezza naturale della torcia del monumento, divenuta famosa anche perché furono in molti coloro che vi apposero sopra biglietti commemorativi in occasione della morte di Lady Diana, ciò perché la fiaccola si trova proprio all’entrata del tunnel in cui perse la vita. La Statua della Libertà è sorretta da una struttura reticolare in acciaio ricoperta da trecento fogli in rame, che fu realizzata da Gustave Eiffel, ideatore dell’omonima torre alta 324 metri ed eretta per celebrare la Repubblica Francese. La sua realizzazione fu avversata da molti intellettuali, che la trovavano orribile, e la sua solidità è basata anche sui sapienti calcoli di Eiffel, convinto che la matematica potesse piegare il ferro al suo volere. Uno dei vanti della Tour Eiffel sono i motori, che sono uguali da ben centoventi anni e i gestori sostengono che, fino ad oggi, soltanto il dieci per cento dei pezzi della torre ha avuto bisogno di essere cambiato: la Tour Eiffel viene riverniciata ogni sette anni, e sono proprio i pittori a segnalare eventuali necessità di sostituzioni. Ci sono anche alcuni aneddoti legati alla torre: ad esempio, si racconta che quando Hitler fece il suo ingresso a Parigi, i francesi si presero una piccola rivincita, disattivando tutti gli ascensori e costringendolo quindi a salire i milleseicento scalini che lo separavano dalla cima; il dittatore però rinunciò e non salì mai sulla parte più alta della costruzione. Nel corso della puntata si parla anche di Napoleone, e la disfatta di Waterloo viene osservata da un punto di vista insolito: infatti, cosa c’entra con la sconfitta del Bonaparte un vulcano situato in Indonesia? Per quanto strano possa sembrare un legame sembra in effetti esserci: nel 1815 il vulcano fu interessato infatti da una grandissima eruzione, di proporzioni addirittura maggiori di quella che colpì Pompei, e la quantità di cenere riversata nell’atmosfera fu talmente grande da far bruscamente diminuire la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce la terra. Ciò provocò degli sconvolgimenti climatici non indifferenti, con stagioni estremamente piovose e grandi nubifragi, proprio come quello che impedì a Napoleone di attaccare gli inglesi e consentì a questi di riorganizzarsi. Parlando di Napoleone un cenno all’Arco di Trionfo è d’obbligo, in quanto fu proprio l’imperatore a chiedere che il monumento venisse eretto in suo onore, anche se non riuscì a vedere l’opera completata, essendo essa stata ultimata soltanto dopo la sua morte. Proprio sulla morte di Napoleone sembrano esserci ancora oggi grandi misteri, così come all’epoca, dato che furono ben sette i medici che si occuparono di stabilire le cause del suo decesso e i referti attribuirono la responsabilità della morte a cause del tutto diverse. Qualcuno sosteneva infatti che l’imperatore era affetto da cancro allo stomaco, mentre per altri fu avvelenato con dell’arsenico, anche se a proposito di questa ipotesi venne fatto notare che la concentrazione di arsenico presente nel corpo di Napoleone aumentò molto quando l’uomo fu esiliato a Sant’Elena, zona in cui evidentemente le acque e gli alimenti presentavano una maggiore concentrazione di questa sostanza. Dunque, se di avvelenamento si trattò, la cosa poté non essere intenzionale. Roberto Giacobbo ci porta poi alla scoperta dell’immensa catacomba risalente al Settecento che si trova nei sotterranei di Parigi, dove si trovano oggi le ossa di ben sei milioni di corpi, tra cui anche quelle di Madame de Pompadour, Robespierre e Luigi XV. Il viaggio prosegue dunque nella Cattedrale di Chartres, che fu distrutta ben quattro volte e che nel 1194, ultima volta in cui la si dovette riedificare, venne costruita più grande rispetto a quanto lo era in precedenza. Poi, dalla Cattedrale di Chartres si passa a quella di Notre Dame: a tal proposito, la storia del Gobbo e della bella Esmeralda presenta alcune similarità con una storia realmente accaduta in Francia, alla corte di Enrico II, che ispirò poi il racconto de La Bella e la Bestia. Pare infatti che la bestia fosse in realtà un nobile spagnolo di nome Pedrus Gonsalvus, scambiato all’epoca per un selvaggio, ma in realtà affetto da ipertricosi. L’uomo sposò per volere di Caterina de’ Medici la bellissima Catherine e da questa ebbe ben cinque figli, alcuni dei quali affetti dalla stessa malattia. La trasmissione si conclude con uno sguardo alle lunghissime gallerie sotterranee di Parigi, che ebbero tra l’altro la funzione di fungere da rifugio per i frati cappuccini e di fare da rifugi antiaerei e antiatomici nella Seconda Guerra Mondiale.

Sarà visible anche in diretta streaming la nuova puntata di Voyager – Ai confini della conoscenza, in programma questa sera su Rai Due. Durante il nuovo appuntamento, il conduttore Roberto Giacobbo ci racconta una Parigi nuova e sconosciuta: dalla statua della Libertà alla Tour Eiffeil, dalle catacombe allarco di Trionfo. E ancora: dal mistero di Napoleone a Notre Dame, dai sotterranei dei Cappuccini al museo dellArmée. Clicca qui per seguire la diretta streaming

Stasera Rai 2 manda in onda Voyager-Ai confini della conoscenza, il programma di divulgazione condotto da Roberto Giacobbo. Si tratta del quarto appuntamento stagionale: nel corso della serata (che scatterà alle 21.10 sul secondo canale Rai) si parlerà di Parigi. Cosa nasconde la capitale della Francia? Vivremo dunque un viaggio nei meandri inediti e sconosciuti della città:dalla Statua della Libertà alla Tour Eiffeil, dalle catacombe allarco di Trionfo, dal mistero di Napoleone a Notre Dame, dai sotterranei dei Cappuccini al museo dellArmée. E ancora, cosa c’è realmente il mausoleo di Napoleone? Limperatore riposa nel sarcofago esposto al pubblico oppure il suo corpo è altrove? In più anche le ultime novità sulla sua morte: è stato ucciso con larsenico o la sua morte è stata naturale? La risposta cè: lanalisi condotta dallIstituto Nazionale di Fisica Nucleare di Pavia sembra aver finalmente sciolto il dubbio secolare. Tornando al simbolo di Parigi, la Tour Eiffel, conosceremo quanta parte della struttura è ancora quella originale del 1889; in più qualche aneddoto e chicca sulla sua costruzione. Si passerà a parlare di argomenti più macabri, visto che la città nascone una tomba che contiene sei milioni di corpi: si tratta delle catacombe, dove furono spostati i resti dei corpi di tutti i cimiteri cittadini. 

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